ILDEFONSO FALCONES.
...
.
...
GLI EREDI DELLA TERRA.
...
.
...
Parte 6.
...
.
...
Titolo originale: Los herederos de la tierra. 2016.
Traduzione di: Marco Amerighi e Roberta Bovaia.
2016. Casa Editrice Longanesi, MILANO.
...
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
Versione digitale fornita da: Amedeo Marchini.
...
.
...
30.
...
.
...
Era il castello di Sabanell, situato alle spalle del Garraf e pi allinterno, nel Peneds. Su uno
dei rari promontori di quella piana fertile coltivata a vite e cereali si ergeva la fortezza che, insieme ai
castelli di Gelida, El Papiol o Erampruny, aveva rappresentato una delle linee di difesa della penisola
iberica di fronte allinvasione musulmana, allepoca in cui la Catalogna non era che una terra di confine
destinata a impedire lavanzata dei mori oltre i Pirenei.
Hugo aveva percorso cos tante volte quella regione da temere che qualcuno potesse
riconoscerlo. Sabanell distava poco pi di una lega da Vilafranca del Peneds, dove era andato spesso a
comprare del vino. Proprio a Vilafranca, dietro richiesta del piccolo Manuel, aveva battezzato le due
mule Bianca e Rossa. Stavolta per aveva lasciato le mule a Barcellona e viaggiava sotto le spoglie di
un umile bracciante in cerca di lavoro nelle vigne, che in quella regione si estendevano a perdita
docchio.
Merc  prigioniera nel castello di Sabanell, aveva affermato Caterina non appena era tornata
alla taverna. Il locale era vuoto: quel giorno si celebrava il matrimonio di Bernat.
Davanti alla reazione di Hugo, seduto al lungo tavolo di legno, Pedro aveva contenuto il proprio
entusiasmo.
Non  morta, aveva auspicato Caterina, poi si era avvicinata al compagno e gli aveva posato
una mano sulla spalla.
Non era stato facile per Hugo abituarsi allidea che la figlia fosse viva. Quel giorno Bernat si
era sposato e lui aveva brindato in solitudine alla propria sfortuna. Non aveva bevuto tanto, due o tre
tazze appena, che tuttavia dopo le parole di Caterina erano state sufficienti a scatenare in lui pensieri
ora rabbiosi ora lieti. E a quel punto tutto gli era esploso nella testa: Bernat, Merc... Alla fine era
scoppiato a piangere e Caterina, ancora alle sue spalle, si era chinata su di lui e laveva abbracciato.
Poi, quella notte, gli aveva spiegato in che modo aveva ottenuto la confessione di Regina.
Che sgualdrina. La uccider, aveva biascicato Hugo.
Non serve, aveva sussurrato Caterina.  gi morta da viva.
Allalba dellindomani, Hugo era partito verso il Peneds. Caterina lo aveva baciato con
dolcezza e lui le aveva sorriso.
Non tornare senza di lei, lo aveva incoraggiato, mentre gli consegnava una borsa gonfia di
denaro.
Hugo aveva scosso il capo e laveva soppesata come se stesse per chiudere un affare
importante.
Sono soldi tuoi, potrebbero servirti, aveva detto Caterina. Con laqua vitae si guadagna
bene, non sono gli unici risparmi.
Pedro aveva tentennato quando Caterina gli aveva ceduto il posto davanti a Hugo. Era stato
questultimo a rompere gli indugi e ad abbracciare il ragazzo, che lo aveva lasciato fare, goffo, le
braccia penzoloni lungo i fianchi come se non sapesse che fare.
Grazie, gli aveva detto Hugo, consapevole della sua parte nel piano che aveva portato alla
confessione di Regina.
Caterina aveva pianto nel vedere che Hugo, ancora abbracciato a Pedro, la guardava con gli
occhi lucidi.
Non aveva portato con s n vino n aqua vitae, ma solo acqua, formaggio e carne salata. E
adesso era l, a osservare il castello di Sabanell: il mastio era circondato da un insieme eterogeneo di
costruzioni che, dopo la vittoria sui mori, la cui presenza nella penisola era ormai circoscritta al remoto
regno di Granada, avevano perso il loro carattere difensivo per adottare le caratteristiche tipiche dei
palazzi. Al di sopra delle mura merlate, robuste e imponenti, si vedevano edifici con delicate finestre a
ogiva e portici ad arco sostenuti da colonne slanciate.
A governare il castello era un nobile, feudatario del barone di Sabanell, signore delle genti, dei
paesi e dei poderi l intorno. Memore della brutta esperienza con il castellano della torre di difesa di
Campdsens, Hugo decise come prima cosa di presentarsi al castello. Erano i primi di marzo e il sole
brillava nel cielo limpido, illuminando lestesa pianura coperta di viti e cereali. A partire da quel
momento, il lavoro nelle vigne sarebbe aumentato: bisognava dissodare la terra, potare e concimare.
Fino alla vendemmia, era quello il periodo in cui i contadini avevano maggior bisogno di braccianti.
Pace a te, disse Hugo rivolgendosi al soldato di guardia alla porta del castello.
Luomo lo guard con unaria per met indolente e per met incuriosita. Oltre lingresso, Hugo
scorse il cortile delle armi, dove ciondolavano diversi soldati.
Cosa vuoi? gli chiese la sentinella.
Lavoro. Mi piacerebbe lavorare nei campi.
Il soldato fece spallucce.
So che queste terre appartengono al barone di Sabanell e prima di cercare lavoro vorrei la sua
autorizzazione. Non cerco guai.
Dunque vorresti parlare con il barone? chiese il soldato, sorpreso.
Certo che no. Magari con il castellano. La sentinella lo guard come se avesse davanti un
pazzo. Col maestro di palazzo? ritent Hugo, ridimensionando le richieste, ma il soldato non cambi
atteggiamento. Col tuo superiore? propose, infine.
Ufficiale! grid laltro.
Gli cost il pezzo di formaggio che ancora aveva con s. Con quello riusc a addolcire la
rudezza di un uomo corpulento, calvo e panciuto, dai tratti scolpiti in una smorfia disgustata, che
ascolt apatico le menzogne che Hugo gli raccontava per giustificare la propria presenza a Sabanell.
Bugie che includevano un nome falso, Pau, e un falso luogo di provenienza, Tarragona.
Hai solo questo? chiese luomo, dopo essersi nascosto il formaggio tra le vesti.
S, ufficiale, rispose Hugo, e fece per avvicinargli il fagotto che aveva con s affinch lo
esaminasse.
Lufficiale diede una manata in aria, e Hugo se lo rimise in spalla. Aveva nascosto la borsa dei
soldi tra i vestiti, pi o meno dove laltro aveva nascosto il formaggio.
Sono solo un bracciante che lavora nelle vigne, aggiunse.
Non voleva rivelare di essere stato cantiniere, di essere esperto di fermentazioni e di vini; erano
particolari che persino l, nel Peneds, potevano tradire la sua identit. E lui voleva passare il pi
possibile inosservato fino a quando non avesse messo a punto un piano per liberare Merc.
Bene, disse lufficiale, gi di spalle, ti consento di fare il bracciante... Di colpo si volt.
Cerca la vedova di Devesa, continu in tono imperativo.  una brava donna. Suo marito  morto da
poco e ha figli piccoli, perci le torna utile qualcuno che la aiuti nelle vigne. E almeno cos riuscir a
pagare le tasse al barone e ai creditori. Dille che ti mando io.
Forse quella donna ancora giovane sarebbe riuscita davvero a pagare le tasse al barone, come
sperava lufficiale; Hugo non era riuscito a capire il riferimento ai creditori, ma gli sembrava poco
probabile che, dopo aver fatto fronte ai tributi, la vedova riuscisse anche ad assumere dei braccianti.
Adelaida, era questo il suo nome, aveva tre figli, due femmine e un maschio, e viveva a mezza lega dal
castello, in una masseria in pietra a pianta rettangolare, di un solo piano. Il tetto di rami e terra, a
ununica falda, versava in cattivo stato.
Adelaida probabilmente fece lo stesso ragionamento di Hugo, perch mentre lui parlava lei
scuoteva la testa.
Non saprei come pagarti, replic, quando luomo ebbe smesso di parlare, con un tono sempre
meno convinto davanti allatteggiamento della donna.
Chiss perch lufficiale mi avr mandato da te, mormor Hugo.
Adelaida scroll le spalle. Lattenzione di Hugo venne catturata dai bambini, che giocavano
seminudi vicino al podere. Poteva rimanere l e aiutare quella donna. Non aveva alcun bisogno di
denaro, ma si era presentato come un bracciante che viveva del proprio lavoro. E lufficiale doveva pur
sapere che Adelaida non aveva un soldo.
Non avrai una relazione con lufficiale? le chiese a un tratto.
Lei abbass lo sguardo, a disagio, e Hugo cap di aver fatto centro. Ma di che tipo di relazione
si trattava? Qualcosa di sconveniente, che giustificava il suo imbarazzo? Stare vicino allamante di un
ufficiale del castello di Sabanell poteva essergli utile, ma come faceva a lavorare per una persona che
non era in grado di pagarlo? Lufficiale sarebbe stato il primo a insospettirsi.
Hai venduto il raccolto in anticipo? le domand. La donna scosse il capo. Vitto e alloggio,
allora, le propose. Al momento pu bastarmi. Mi pagherai dopo la vendemmia, una volta venduto il
raccolto.
Della vendita si occupava mio marito, io non so...
Me ne occuper io, le promise Hugo.
La tenuta era divisa in tre zone: a unestremit, in una stanza con cucina, viveva la famiglia; in
mezzo, in unaltra stanza, insieme a una mula magrissima, venivano conservati il grano e il cibo,
entrambi, pens Hugo, spaventosamente scarsi; allestremo opposto, nella terza stanza, che fungeva da
cantina, cerano delle botti vuote e gli attrezzi necessari per lavorare la vigna e pigiare luva dopo la
vendemmia. Sentendo lodore agro e penetrante dellaceto misto a quello delle bucce marce, Hugo fece
una smorfia e usc.
Da quanto tempo  morto, tuo marito? chiese a Adelaida senza troppi giri di parole, quando
vide alcune viti in condizioni persino peggiori rispetto alla casa.
Poco dopo la vendemmia dellanno scorso, rispose la donna.
Hugo scosse la testa. Ma queste viti non vengono curate da molto pi tempo.
Fu lei, stavolta, a scuotere la testa. Josep... Mio marito preferiva berselo, il vino, invece che
lavorare per ottenerlo.
Hugo storse le labbra e si tenne per s la domanda che lo assillava: lui beveva perch lei lo
tradiva con lufficiale, o lei laveva tradito perch lui beveva? Di colpo gli tornarono alla mente i mesi
precedenti, quando era sempre ubriaco e pensava solo a bere. Era un baratro senza fine, che ti
inghiottiva, allettante e insieme crudele, e uscirne era quasi impossibile. Respir profondamente,
riempiendosi i polmoni di quellodore di terra e di vite di cui tanto sentiva la mancanza: la sua
giovent, i suoi sogni, le sue speranze... Sospir. Il figlio di Adelaida, che scorrazzava tra le piante con
le sorelline, si gir a guardarlo. Hugo gli sorrise. Non aveva pi bevuto, non aveva nemmeno sentito la
tentazione di farlo da quando Caterina gli aveva detto che Merc era viva. Caterina! Che cosa ne
sarebbe stato di lui se non lavesse avuta al proprio fianco, se lei non avesse lottato per piegare la
volont di Regina? Sent una gratitudine infinita e insieme un gran dispiacere per la distanza che lo
separava dalla donna che amava. Bisogna potare queste viti, decise.
Dormiva accanto al mulo, su un pagliericcio. Nei due mesi trascorsi dal suo arrivo, oltre a
lavorare le viti si era dedicato a ottenere tutte le informazioni possibili sul barone di Sabanell, sul suo
castello, sui soldati e, soprattutto, sulle segrete e sui prigionieri che vi erano rinchiusi. Non fatic a
portare le conversazioni su quel tema, come quando faceva la spia per conto di Bernat e cercava
informazioni sulle navi. Andava nelle masserie intorno a quella di Adelaida con il pretesto di affilare
un attrezzo, chiederne uno in prestito o altre scuse del genere, come conoscere il clima e gli usi di
quelle terre a lui nuove. Fu cos che ebbe lopportunit di parlare con gli abitanti di quella fertile
pianura.
Tutti conoscevano Adelaida. I pi erano al corrente del suo legame con lufficiale del castello;
alcuni tardavano un po ad ammetterlo, altri meno, pochissimi lo spifferavano a bruciapelo, ma tutti,
senza eccezione, non appena sapevano che Hugo lavorava per lei finivano per fare commenti sulla
leggerezza della vedova. Alcuni fingevano di scandalizzarsi, mostrandosi devoti e casti, ma i pi
sorridevano e strizzavano locchio in un gesto di complicit.
Stai attento allufficiale, gli consigli un giovane contadino che, a giudicare dal tono tagliente
con cui parl, doveva aver subito in prima persona la prepotenza di quel soldato. Dormi sotto lo stesso
tetto della sua amante, mi sa che non gli fa piacere, aggiunse un altro.
Hugo non rivel che era stato proprio lufficiale a proporgli di aiutare Adelaida.
Non rischier di finire nelle segrete? esclam, fingendo stupore.
Sicuro! Quel bastardo ha fatto rinchiudere tanti di noi per molto meno.
Il barone non andava mai nel castello di Sabanell. Possedeva altre terre nel Nord della Vecchia
Catalogna, e preferiva vivere l. Il suo feudatario di Sabanell era un nobile di nome Riambao. Poi
cerano lufficiale e i soldati, e tutti volevano comandare; se non potevano arricchirsi, cercavano
quantomeno di godersi il vino e le donne del posto, vedove o sposate che fossero. Rispettavano le
vergini solo per timore delle rappresaglie del barone; in caso di violenza, infatti, i genitori potevano
chiedere giustizia o un risarcimento economico. Eppure i contadini raccontarono a Hugo che diverse
ragazze erano state aggredite.
Erano mai finiti in prigione?, li interrogava Hugo. Conoscevano le segrete? Cerano mai stati?
Come mai fai tutte queste domande? chiese uno di loro, sospettoso.
Perch ho paura, e perch senn? Arrestano anche le donne? chiese a un altro, che sembrava
disposto a parlarne senza fare storie. Ah, s? Devessere molto pi dura, per loro... con tutti quei
soldati e lufficiale... Ci siamo capiti, no...?
Era maggio e Hugo dissodava le vigne con laiuto di Adelaida e quello, alquanto infruttuoso,
dei suoi figli. Nemmeno lui prestava la stessa attenzione e le stesse cure di quando, anni prima, si
occupava delle proprie terre. Merc riempiva costantemente i suoi pensieri e lo distraeva. S, ci doveva
essere un altro prigioniero segregato nel castello di Sabanell. Lo dedusse dalle parole di una contadina
che era stata incarcerata pi di un mese per aver venduto insieme al suo del vino di altre terre,
spacciandolo per vino del Peneds. Quella donna si era accorta che il carceriere andava sempre oltre la
cella nella quale venivano rinchiusi i prigionieri. Dopo un po tornava, come se fosse andato a
occuparsi di qualcuno in unaltra cella. Il giorno in cui era stata liberata, la donna aveva notato che il
corridoio lungo il quale il carceriere andava e veniva non aveva uscita, e ne aveva dedotto che in fondo
doveva esserci un altro locale. Non sapeva nientaltro, rifer a Hugo.
Ho fatto una scommessa, si giustific lui quando la donna si stup del suo interesse. Io
scommetto che in quellenorme castello c pi di una segreta, uno che conosco invece dice di no.
Ah! si tranquillizz la contadina. Se vuoi saperne di pi  meglio che vai da Francesc.
Il marito, che aveva seguito la conversazione, annu alle parole della moglie.
Chi  Francesc? chiese Hugo, fingendo indifferenza.
Lubriacone del villaggio. Lo troverai a Sabanell, se non lhanno sbattuto dentro di nuovo...
Attaccabrighe com, passa pi tempo l che in casa sua. Joan! esclam allimprovviso la donna,
rivolta al marito. Joan, Francesc ha una casa? Luomo scosse le spalle. Be. Non importa. Mentre
ero dentro io, Francesc non  mai finito in cella. Lhanno lasciato gironzolare in libert, finch non si 
calmato; prima di liberarlo, il carceriere lha obbligato a passare la scopa e a portare via gli
escrementi.
Hugo non riusc mai a sciogliere il mistero su come facesse Francesc a ubriacarsi. Sabanell non
era che un pugno di capanne di fango, non cera una sola taverna, un laboratorio n una bottega; solo
baracche ammassate ai piedi del castello e intorno a una cappella piccola e buia, massiccia, dalle mura
spesse, a una sola navata e con la volta a botte, consacrata a san Bartolomeo. Una chiesa povera come
poveri erano i parrocchiani: Hugo era riuscito a capire per quale ragione Adelaida, e con lei gli altri
abitanti del villaggio e dei tre municipi vicini, tutti sotto la giurisdizione del barone di Sabanell,
dovessero dei soldi ai creditori menzionati dallufficiale il giorno del suo arrivo. Sabanell, come molti
altri municipi catalani, era al tracollo economico. I conti e i baroni che avevano in feudo quei municipi
avevano infatti contratto enormi debiti per mantenere uno stile di vita sontuoso e agiato, e anche per
rispondere ai sempre pi onerosi obblighi di guerra. Per affrontare tali spese, i nobili avevano venduto
censive ai probiviri delle citt, principalmente a quelli di Barcellona. Se questi sborsavano una
consistente quantit di denaro, i nobili a loro volta si impegnavano a versare un censo annuo,
corrispondente agli interessi sul principal, ovvero la somma ottenuta. Se il censo aveva carattere
perpetuo, gli interessi erano bassi, ma se andava versato nel corso di una o due generazioni, e in questo
caso si chiamava violario, gli interessi erano solitamente il doppio.
Per operazioni finanziarie di questo tipo, i nobili esigevano che servi e vassalli sottoscrivessero
personalmente i censi, impegnandosi cos a pagare le corrispondenti pensioni annue. La devastazione
portata dalla peste, che aveva decimato la popolazione, i pessimi raccolti, le guerre, nuove epidemie e
forse, pi semplicemente, lavarizia dei signori feudali, avevano fatto s che molti dei censi che i nobili
avevano venduto ai probiviri delle citt, e che i loro vassalli si erano quindi accollati, non fossero stati
liquidati. In casi del genere, il villaggio andava in rovina e veniva amministrato dai mercanti stessi, che
negoziavano e concordavano con la corporazione i metodi di pagamento, i condoni o le conversioni del
censo in un semplice prestito, nel qual caso le somme gi versate determinavano una diminuzione della somma dovuta.
Era esattamente questa la situazione in cui versavano Sabanell e altre signorie del barone. I
vassalli continuavano a pagare la decima ai loro signori, ma dovevano anche una seconda decima,
corrispondente a un settimo dei loro raccolti, ai creditori del censo. Per quanto fertili fossero le terre, la
vita diventava dura e crudele per quegli umili contadini cui non restava che accorrere alla chiesetta a
pregare Dio e la Madonna, affinch portassero pace e fortuna, indispensabili per combattere la miseria.
Poich Hugo sapeva che a Sabanell non si vendeva vino, la domenica successiva a quella in cui
la contadina gli aveva rivelato lesistenza di Francesc and a messa con un bellotre colmo. Loggetto
era appartenuto al marito di Adelaida e puzzava come la peste, ma lui laveva ripulito. Per non far
sapere a nessuno che aveva dei soldi, aveva comprato il vino a credito in uno dei poderi vicino a
Sabanell. Nessuno gli fece domande. Poco importava che si fosse procurato del vino. Le domeniche,
dopo la messa, prima di tornare a casa a mangiare, la gente si radunava a festeggiare in paese, a volte
nella piazza darmi del castello. Sommando gli abitanti di Sabanell, quelli del castello e delle masserie
della zona, non si arrivava a cinquanta persone, compresi i bambini e gli anziani. Adelaida di solito
scompariva con lufficiale. In quelle ore si beveva; uno dei soldati sapeva suonare il flauto e, se il parroco non aveva niente in contrario, allietava con la sua musica quelle adunate. Si parlava del tempo e della vendemmia, ormai vicina.
Hugo non fatic a riconoscere Francesc tra coloro che chiacchieravano nello spiazzo davanti
alla chiesa: uno straccione ossuto e sporco, che si spostava di crocchio in crocchio mendicando un
sorso. Qualcuno lo accontent. Hugo si accomod per terra, in disparte, solo sotto i rami di un albero
che lo proteggevano dal sole primaverile, tiepido e mite. Per un po rimase in attesa, ma quando si
accorse che Francesc lo guardava sollev lotre al di sopra della testa e bevve, a mo di invito. In un
istante se lo ritrov accanto. Luomo indic lotre. Hugo si gratt la gola e toss, quel recipiente aveva
reso ancora pi acre il sapore del vino acido che gli avevano venduto a credito.
Me ne offri? insistette laltro.
Hugo gli porse lotre, Francesc si accomod al suo fianco e vi si attacc.
Ehi! Calma, gli intim Hugo. Luomo sembrava capace di svuotarlo.
Hugo bevve di nuovo, un sorso appena. Laltro fece esattamente il contrario. Gli disse di
chiamarsi Pau e di essere nuovo del posto. Francesc annu: lo sapeva gi. Hugo ne approfitt per fargli
domande su Sabanell e sulla gente della pianura. Indicava ora un gruppo ora laltro, continuando a
passargli lotre. Qualcuno li not, e indic la coppia seduta sotto lalbero, ma quasi tutti mostrarono la
pi assoluta indifferenza.  il nuovo arrivato, che lo sopporti lui, quellubriacone insolente, credette
di leggere Hugo sulle labbra di uno di loro. Francesc, con la bocca impastata, rispondeva subito, in
modo avventato e spesso incoerente. Dagli angoli delle labbra gli colava un filo di saliva biancastra e collosa.
Il vino!, pens Hugo, prima di affrontare il tema che gli interessava. Bene o male, tutta la sua
vita era girata intorno al nettare degli dei. Caterina aveva scoperto dove tenevano Merc facendo
ubriacare Regina e adesso lui stava usando lo stesso stratagemma. Mi hanno detto che conosci molto
bene il castello, afferm.
Francesc fece spallucce, senza rispondere, e subito Hugo gli sottrasse lotre. Laltro allung le
braccia, implorandolo di riaverlo.
Conosci il castello? Le prigioni? insistette Hugo.
S... Ma, per favore... mi dai altro vino? Ti prego... ti...
Mentre laltro lo supplicava, Hugo visse di nuovo quella sensazione: il bisogno imperioso e
incontrollabile di bere. Nascose lotre alla vista di Francesco.
Come sono le prigioni?
Sono... Be, come devono essere? Prigioni!
Hugo si rese conto che quellubriacone era incapace di descriverle. Gli fece vedere lotre.
Parlami della donna che  rinchiusa l dentro, nellultima cella, quella in fondo al corridoio.
Nonostante lo stato in cui versava, Francesc reag. No... non posso. Di colpo cominci a
tremare. No. Non si pu parlare di lei. Guillem, il carceriere... Cominci a fare dei gesti violenti con
le mani. Non posso. No. Nessuno deve sapere di lei...
S, certo, lo interruppe Hugo porgendogli lotre. Doveva fare in modo che si tranquillizzasse,
prima che qualcuno si accorgesse del suo nervosismo, cos gli permise di bere. Lo so anchio che
nessuno deve sapere niente, insistette, dopo averlo obbligato a staccarsi dallotre. Eppure io lo so. Vero che lo so?
Francesc lo guard confuso. S. Come...? Come fai a saperlo?
Perch Guillem  un mio amico e lo  anche il castellano Riambao. Ecco perch lo so. Con me
puoi parlare di quella donna, ma con nessun altro! disse, quasi gridando. Hai capito? Non puoi
parlare con nessun altro di quella donna! Con nessuno! Hai capito?
Francesc annu pi volte, mostrando di aver recepito. Poi bevve di nuovo. Allinizio piangeva
tantissimo e una volta mi ha anche parlato, mormor di colpo, ma ormai non piange quasi pi.
 viva? sbott Hugo.
S, gli assicur Francesc. Lho vista da poco, le ho portato da mangiare e ho anche portato
via il secchio con la sua sporcizia. Scosse la testa, come a lamentarsi di quella fortuna.
Lhai vista?
No... Cio, s. Unombra nellangolo, nascosta. Spaventata. Si comporta cos da quando alcuni soldati...
Hugo batt i pugni sulla terra. Non volle chiedergli perch Merc avesse paura dei soldati.  come un uccellino, continu Francesc.
In che senso?
Mangiare... mangia poco, come un uccellino.
Sotto lalbero, mentre Francesc, un sorso dopo laltro, farfugliava di sua figlia e degli altri
prigionieri, Hugo toss, lottando per trattenere le lacrime. Da quel momento, lossessione di liberare
Merc occup ogni suo pensiero, inducendolo a distrarsi, come nel giorno di maggio in cui rischi di
mozzare la mano del figlio di Adelaida, che se ne stava sotto la vite fingendo di aiutarlo.
Mentre Hugo si scervellava su come liberare Merc, il castello di Sabanell gli appariva sempre
pi inespugnabile. Sua figlia era imprigionata da ormai due anni, ma non era sempre stata a Sabanell.
Dovevano averla portata l dopo la condanna di Benedetto 13esimo, che non contemplava la condotta
immorale con suore e altre donne, e la nomina di Martino Quinto, che aveva messo fine allo Scisma.
Da quel momento, non aveva pi alcuna importanza che Arsenda potesse pregiudicare con la
sua confessione un papa ormai deposto, e Merc era ancora rinchiusa solo per nascondere qualunque
traccia del suo sequestro. Finch fosse rimasta segregata, non si sarebbe potuto imputare alcun delitto a
coloro che avevano rapito una cittadina di Barcellona. Questo salvaguardava pi che altro il vescovo
della citt comitale, Andreu Bertran, che peraltro aveva evitato qualunque problema con Bernat
accettando di annullare il suo matrimonio con la figlia del diavolo, salvo poi ratificare la purezza
cristiana di Arnau, il suo unico figlio maschio.
Hugo non riusciva a capire per quale ragione Merc fosse stata trasferita dal carcere del Garraf,
in terra vescovile, fino a Sabanell, signoria del barone, ma dopo il concilio di Costanza lincrocio di
interessi fra la Chiesa e la nobilt era tale che tutto era possibile.
Hugo passeggiava nella piazza darmi del castello, sforzandosi di non guardare la porta che
conduceva allinterno del mastio. Sulla destra, oltre quella soglia, sempre vigilata da un soldato armato,
cera una scala che portava alle segrete. Cos gli aveva detto Francesc.
Passava il tempo in quel modo, mentre Adelaida cuoceva il pane nel forno del castello. I
vassalli del barone erano tenuti a farlo l, come pure a macinare i cereali nel mulino dello stesso, ad
aggiustare gli attrezzi e ferrare i cavalli nella sua fucina, nonch a pagare le tasse per poter macinare e
cuocere al forno, per coltivare le viti e vendere il vino. Dovevano versare una somma anche per
lenfiteusi delle terre che lavoravano, e cedere una parte del raccolto, oltre al decimo destinato alla Chiesa.
Hugo guard di nuovo verso la porta. E se la scala per le segrete era a sinistra, invece che a
destra? E se in realt non era l? Aveva bisogno di conoscere con esattezza la prigione. Non aveva idea
di come avrebbe liberato sua figlia, ma sapeva che per riuscirci era fondamentale potersi muovere con
precisione allinterno del castello.
Via di qui, contadino! gli grid la guardia non appena Hugo si avvicin alla porta del torrione.
Hugo chiese scusa e si diresse al forno, dove Adelaida era ancora in attesa, un po discosta dalle
altre donne che, come lei, erano l per cuocere il pane. Cerano anche alcuni uomini, probabilmente i
loro mariti. Hugo non ci pens due volte.
Perch la guardi cos?! disse, prendendo di petto quello tra i presenti che gli sembrava pi
forte. Coshai da confabulare su di lei? aggiunse, indicando Adelaida con una mano, mentre con
laltra prendeva luomo per la giubba, strattonandolo con forza.
La reazione del contadino, rude uomo di campagna, non si fece attendere. Vennero subito alle
mani: prima part qualche pugno, poi rotolarono per terra, mentre le donne gridavano e gli uomini li
incitavano. Tra un colpo e laltro, mitigati dalla vicinanza e dallintreccio di braccia e gambe, Hugo
ebbe tutto il tempo di pentirsi delliniziativa: i soldati, contrariamente a quanto aveva sperato, non
erano ancora intervenuti.
In tutto ci, alla fine tre dei presenti riuscirono a separarli. Le accuse furono unanimi: era stato
Hugo a provocare la lite, aggredendo senza alcuna ragione il contadino, un uomo sensato, pacifico e
timoroso di Dio, come era noto a chi lo conosceva. I soldati si sottrassero alla litania di chi difendeva il
proprio amico, e a Hugo non concessero nemmeno di aprire bocca. Andiamo! gli ordin il pi vecchio.
Francesc aveva detto bene: cerano delle scale sulla destra della porta del mastio. Quella zona
era tra le pi antiche del castello: grossi muri di pietra, scale e stretti corridoi, il tutto immerso in un
buio interrotto solo da qualche torcia alle pareti, in unumidit che penetrava nelle ossa e in un fetore di
miseria, di feci... Ma soprattutto di paura e di morte.
Nonostante tutto, Hugo cerc di memorizzare ogni passo. Arrivati nei sotterranei, vide
unanticamera con una branda destinata alla guardia, un corridoio e una porta, che aprirono. Portava a
una cella buia.
Dentro! lo esort lunico soldato che lo aveva scortato fin l.
Hugo si oppose. Voleva guardare oltre quella cella, in fondo al corridoio, per verificare se
quanto gli aveva detto Francesc rispondeva al vero.
No, azzard.
Il soldato irrigid la schiena e si allontan da Hugo quanto bastava a minacciarlo con la lancia,
che fino a quel momento aveva tenuto in posizione verticale, con fare distratto. Hugo allung una mano
per schermarsi dalla punta di ferro, ma quando il soldato lo pungol, spingendolo dentro la cella, cap
che non poteva scrutare il corridoio e insieme difendersi dallarma.
Non ho aggredito quelluomo! protest.
Non  un problema mio! grid di rimando il soldato, continuando a punzecchiarlo con la
lancia.
Di sicuro  un problema del tuo superiore.
Il soldato esit un istante, del quale Hugo approfitt per guardare in fondo al corridoio. Not
che proseguiva e che sulla sinistra, dietro il punto in cui si trovavano loro, sembrava esserci unaltra porta.
Cosa centra lufficiale?
Hugo non gli prest attenzione. Avrebbe potuto spingerlo, strappargli la lancia e costringerlo a
obbedirgli. Aveva visto che nellanticamera cerano le chiavi delle celle... Ma, a quel punto? Come
avrebbero fatto lui e Merc a lasciare il castello alla luce del giorno, davanti a contadini e soldati? Dove
sarebbero andati? Dun tratto si ritrov rinchiuso nella segreta, come spinto dallistinto. Il rumore della
porta che si richiudeva rimbomb alle sue spalle. Doveva preparare per bene la fuga, si disse, perch
Merc di certo non era nelle condizioni di correre.
Scrut la cella immersa nel buio. Qualcuno gli si avvicin. Hai...? Non gli diede nemmeno il
tempo di avvicinarsi. Con una spinta si liber del prigioniero e si avvicin alla porta. In breve
lufficiale sarebbe andato a cercarlo e lavrebbe liberato: cera ancora molto da fare nella vigna di Adelaida.
I suoi pensieri andarono a Merc. Solo un muro li separava! Avrebbe voluto gridare, dirle che
era l, che le voleva bene, che lavrebbe liberata, ma nessuno doveva sapere del legame che li univa. Un
uccellino... Non era in grado di camminare. Era priva di forze, e i suoi occhi avrebbero patito la luce.
Era quello che succedeva ai prigionieri che passavano molto tempo al buio, cos aveva sentito dire.
Sospir. Il castello, inespugnabile; i soldati, uninfinit; quella terra, una piana priva di nascondigli; sua
figlia Merc, incapace di collaborare. Come avrebbe fatto?
Lufficiale lo costrinse ad attendere quanto restava del giorno e unintera notte prima di liberarlo, allalba dellindomani.
Ringrazia Adelaida, se non ti tengo dentro per un mese, lo rimprover non appena Hugo ebbe messo piede fuori dalla cella.
Non aveva dormito, teso comera ad ascoltare i rumori, nel tentativo di riconoscere la voce di
Merc in quella litania di suoni spenti. Per lui non era stata una punizione: la solitudine, la tristezza e il
dolore lo avevano indotto a prendere una decisione ferma. Non rispose allufficiale. Al contrario, lo
guard dritto in faccia mentre pensava: Se quel giorno ti metterai in mezzo, ti uccider. Luomo
probabilmente aveva percepito la minaccia negli occhi di Hugo, perch smise di fare il prepotente e si
allontan senza aggiungere una parola.
Quel giorno finalmente arriv. Sino a fine settembre, trascorsi ormai quasi quattro mesi dal suo
arresto e a vendemmia conclusa, Hugo non aveva fatto altro che lavorare e pregare affinch sua figlia,
la sua piccola, riuscisse a resistere, un giorno dopo laltro. Santa Maria del Mar. Di notte vedeva la
Madonna, la sua Madonna, che gli sorrideva. Aveva preparato tutto. I soldi, il coltello di Barcha e una
mula con un carretto malandato comprati nel Garraf. Me lhanno prestato i miei precedenti signori
perch loro hanno gi terminato la vendemmia, aveva raccontato tempo prima a Adelaida, mentendo.
Cos finiremo prima la nostra.
Il giorno di Sant Miquel i contadini come Adelaida, che avevano in enfiteusi le terre di
propriet del barone di Sabanell, erano obbligati a pagare la decima, un undicesimo della vendemmia, e
una seconda decima per i creditori dei censi. Hugo aveva saputo che, per loccasione, a Sabanell e al
castello imperavano il caos e il disordine. Il legale che rappresentava i creditori e quello del castellano,
ognuno dei due in modo indipendente, avevano gi ispezionato le terre di Adelaida e degli altri
contadini per fissare lammontare delle imposte. Hugo ne aveva approfittato per vendere quanto restava
della vendemmia di Adelaida al legale dei creditori di Barcellona, un mercante che per fortuna non
conosceva. Questi si era stupito delle conoscenze delluomo che si era presentato come un semplice
bracciante; Hugo se ne era accorto e aveva deciso di contenere le pretese, ma era riuscito comunque a
ottenere un prezzo interessante per la vedova.
Nel giorno di Sant Miquel, quindi, tutti i contadini andavano al castello, consegnavano la
decima per il signore e pigiavano luva nel palmento, con tutta la confusione che ne seguiva, ma
soprattutto cera una sorta di cambio di potere. Per tutto ci che riguardava la seconda decima,
lautorit civile e quella giuridica, sia civile sia penale, era nelle mani dei mercanti stessi e di coloro
che avevano acquistato i censi. Questo permetteva al legale rappresentante dei creditori di esercitare
direttamente, senza dover chiedere laiuto di soldati e uomini del feudatario, i diritti che altrimenti
spettavano al barone di Sabanell. Decine di contadini; la decima per gli uni, la seconda decima per gli
altri; soldati del barone; militari assoldati dai mercanti; uomini e donne che pigiavano luva; vino che
passava di bocca in bocca; il malumore dei contadini che si sentivano derubati; litigi, molti anche tra i
soldati... Se non era quello il giorno giusto per liberare Merc, altri non ce nerano.
Nel castello regnava il caos, proprio come Hugo aveva immaginato. Nella piazza darmi, con
Adelaida e gli altri contadini, scaricarono luva. Ben presto, il legale del feudatario e quello dei
creditori si avvicinarono alla donna per verificare i suoi dati e lammontare del suo apporto. Le diedero
il nullaosta e le dissero di aspettare. Il giorno era fresco, ma la notte lo sarebbe stata ancora di pi,
pens Hugo. A giudicare dal sole, che brillava con forza, doveva mancare poco a mezzogiorno. Doveva
aspettare, si lament fra s, teso, mentre accarezzava il coltello di Barcha che si era nascosto tra le
vesti. Era deciso a giocarsi la vita in quellimpresa, se fosse stato necessario; nessuno avrebbe potuto fermarlo.
Adelaida rivolse a Hugo uno sguardo imbarazzato e una scusa incomprensibile, poi scomparve.
I bambini la seguirono, finch il soldato che era di guardia allingresso del mastio non li ferm. Lui non
si sarebbe fatto fermare!, pens Hugo. Per il Signore e per sua figlia...! Per Barcha, la mora che aveva
dato la propria vita perch lui potesse arrivare l. Il vino scorreva a fiumi, ma Hugo nemmeno lo
assaggi. Quando cominciarono a pigiare luva, anche i bambini scomparvero dalla sua vista, dentro
una grande vasca di legno che ospitava fino a quattro persone e che, attraverso unapertura allaltezza
del suolo, faceva colare il mosto di sotto, nel palmento della cantina del castello.
Nel pomeriggio, Adelaida torn e se ne and di nuovo. Anche il guardiano della torre andava e
veniva, come tutti, man mano che il vino faceva effetto. Qualcuno venne alle mani, qualcuno fin nelle
segrete. Un trambusto che infastid Hugo, il quale tuttavia vide un ottimo presagio nel cielo dipinto di
rosso dal tramonto. Nella piazza darmi vennero accesi un paio di fal, e molti di pi fuori dalle mura.
Era il momento. Hugo impugn con forza il coltello, ma senza estrarlo da sotto le vesti; voleva
solo essere certo di riuscire a sfoderarlo senza difficolt. Si diresse verso la porta dingresso della torre
e rimase a girovagare l attorno, fino a quando il guardiano non abbandon la postazione per andare a
mangiare qualcosa che un suo pari gli stava offrendo dal fal pi vicino. Senza pensarci due volte,
Hugo sinfil dentro. Sulla destra cera la scala che portava alle celle. Non si guard intorno; se ci fosse
stato qualcuno di guardia, nemmeno se ne sarebbe accorto. La scala, la scala, la scala... La raggiunse,
scese i gradini. Nemmeno sent lumidit e il fetore... Lanticamera. Estrasse il coltello. Credette di
sentire delle voci. In quanti erano? Respir profondamente; aveva ucciso due volte, una volta per
Regina, laltra per Merc. Era stato semplice, ricord mentre stringeva con forza limpugnatura. Non
cera nessuno! Lanticamera era vuota. Scrut lo spazio attorno, incredulo: nessuno! E allora, coserano
quelle voci...? Provenivano dalle celle. Il mazzo era l, per lui. Lo afferr e corse lungo il corridoio.
Prov le chiavi, con le mani che tremavano. Merc, Merc, figlia mia, sussurrava. No... non era
quella. Il mazzo gli scivol dalle mani sudate e cadde. Bench ammortizzato dalla terra umida del
pavimento, il rumore gli parve unesplosione. Attese, solo un istante. Nessuno.
Merc, chiam, dopo essersi chinato a raccoglierle. Figlia mia...
La serratura cigol. Hugo fece scorrere il chiavistello, apr la porta ed entr nella cella.
Unombra. Era quello che cercava, lombra di un uccellino rintanato in un angolo. Si abitu al buio e la
intravide, cominciando a piangere.
Figlia mia...
Si avvicin. Seduta di spalle, Merc si ritrasse al contatto, come se temesse che volessero farle
del male.
Figlia mia...
Hugo la afferr per le spalle, ma subito se ne stacc. Quel corpo smagrito non poteva
appartenere a sua figlia... Venne assalito dai dubbi. E se non era lei?
Merc, figlia mia... Sono tuo padre, Hugo. Cerc di guardarla in faccia, ma non ci riusc.
Sono venuto a liberarti... Tuo figlio, Arnau... Ti ricordi di Arnau?
Nel sentire quel nome, la donna gir leggermente la testa.
Arnau, sussurr Hugo.  a Barcellona. Ti aspetta. Ho promesso di portarti da lui.
Arnau, disse Merc, con voce roca.
Era lei! Hugo non aspett un istante di pi.
Andiamo!
La stava coprendo con gli stessi stracci che indossava quando una voce autoritaria lo blocc.
Agust!
Lurlo proveniva dallanticamera. Chiunque fosse, si era affacciato al corridoio delle celle,
perch poco dopo la voce si fece pi nitida. Agust, sei l? Ce lhai tu, il mazzo di chiavi?
Hugo reag con rapidit. Si avvicin alla porta e la chiuse da dentro, mentre il soldato
percorreva il corridoio trascinando un nuovo prigioniero che, con le sue urla e i lamenti, copr lo
sferragliare della serratura. Hugo incoll le spalle al muro e sent che luomo si fermava davanti alla
cella precedente, quella dei prigionieri comuni.
Prese a scuotere la porta e cominci a imprecare. Chi  il bastardo che si  portato via le chiavi
delle celle? Figlio di puttana!  proibito portarle fuori dallanticamera! Agust!
Hugo lo sent percorrere il corridoio verso luscita. Non poteva permetterlo. Se avesse raggiunto
la piazza darmi per cercare quellAgust, e quello avesse negato di avere le chiavi, nelle segrete
sarebbe scesa una truppa di soldati, sobri o ubriachi che fossero. E sarebbe stata la fine.
Sono qui! grid. Apr la cella di Merc, lasciando la porta socchiusa. Qui, ripet,
richiamando lattenzione del soldato.
L? si sorprese laltro, con una risata. Cosa ci fai l dentro con quella baldracca avvizzita?
Le  rimasta un po di carne addosso, almeno?  un sacco di tempo che non...
Hugo scatt. Quando laveva sentito ridere aveva impugnato il coltello di Jaume e dopo quella
battuta si era piazzato al centro del corridoio, di fronte al soldato, al quale piant il pugnale nel ventre.
Lultima frase delluomo rimase sospesa nellaria, inconclusa. E mentre scivolava sul pavimento, con
le spalle incollate alla parete e le mani che cercavano invano di tamponare la ferita sanguinante, Hugo
gli sput in faccia. Il prigioniero trascinato l dal soldato era cos ubriaco che sembr non accorgersi di
niente. Hugo lo afferr e lo trascin dentro la cella di Merc, dove lo lasci cadere; quindi infil dentro
anche il soldato, che era ancora vivo.
Non possiamo pi tornare indietro, sussurr a Merc. Se la caric sulle spalle come un fagotto; era leggera, pesava troppo poco per avere dentro di s qualcosa di diverso dal dolore e dalla sofferenza.
Chi mai avrebbe sospettato che il fagotto che trasportava era un essere umano?, si chiese
nellanticamera. Tentenn prima di salire le scale; magari la sentinella era al suo posto, lass, nella
piazza darmi. Aveva gi avuto una grandissima fortuna con uno di quei soldati, che potevano anche
essere ubriachi, sporchi e trasandati, ma erano pur sempre militari abituati a combattere. Cos ritorn
sui suoi passi, riprese il mazzo di chiavi e apr la prima cella, nella quale erano rinchiusi diversi
contadini, ubriachi o esasperati dalle tasse. Fuori! grid loro.
Quelli uscirono in truppa, di corsa. Hugo non dovette far altro che seguirli lungo la scala.
Ehi! Che fate?
Il soldato di guardia cerc invano di fermare il primo dei contadini liberati, e quando vide
fuggire anche il secondo chiam i rinforzi. Nel vedere che accorrevano in suo aiuto, Hugo si nascose
sullaltro lato del corridoio. Per un attimo si domand se non avesse preso la decisione sbagliata: con
quel soldato accoltellato nella cella, la sua vita e quella di Merc erano in serio pericolo. Alcuni
militari, uno dei quali ubriaco, comparvero alla porta.
No, non si era sbagliato. I contadini lottarono; colpirono le lance con cui venivano minacciati e
si scagliarono sulle guardie. Erano gi stati derubati del raccolto, del pane, delle mogli e dei figli; non
gli avrebbero permesso di prendersi anche la loro libert. Quando altri contadini corsero in loro aiuto
dal cortile esterno, Hugo si decise ad agire. Senza prendere una sola precauzione, varc la porta con
passo fermo, lasciando i combattenti al loro destino. Il carro con la mula lo aspettava. Soffocando un
sospiro, vi depose Merc. Dio, sua figlia non era che un... un uccellino terrorizzato. Per un attimo
intravide i suoi occhi, due abissi scuri nel viso incavato. Figlia mia... Le accarezz il volto.
Andiamo! Ti rimetterai! Arnau ti aspetta.
Le mise addosso due buone coperte che si era procurato in vista di quel momento. Felice di
averci pensato, diresse la mula verso la porta del castello. Non dire niente, figlia mia, non muoverti, ti prego.
Nessuno li ferm, non cerano sentinelle sulle mura. Hugo aveva chiuso la porta della cella di
Merc, ma laltra era rimasta aperta. I soldati non avrebbero tardato a rendersi conto di quanto era
successo; non appena avessero ucciso qualche contadino, gli altri, spaventati, si sarebbero arresi. E non
appena i nuovi prigionieri fossero stati condotti in cella, avrebbero scoperto la fuga di Merc.
Sarebbero usciti a cercarla, ne era certo. Non aveva un grande vantaggio, in termini di tempo.
Andiamo! Spron il mulo con una frustata, che riecheggi nonostante la confusione generata dalla rissa.
Era ormai fuori dalle mura, quando qualcuno lo salut da uno dei fal che ardevano sul versante
della collina sul quale era stata eretta la fortificazione. Hugo rispose sollevando una mano e continu per la sua strada.
Spron di nuovo la mula, inquieto, lorecchio teso alle urla che si lasciava alle spalle. Il buio si apriva ai suoi piedi. Si lasciarono dietro i fal del castello, le baracche e la chiesetta e sinfilarono nel buio dei campi, mentre una lacrima gli scorreva sulle guance. Sapeva di mosto, di uva, di terra coltivata e di legno vecchio dei tralci.
...
.
...
31.
...
.
...
Non riusc a fare molta strada, durante la notte. Il buio, spesso impenetrabile, cancellava i
sentieri, e Hugo doveva aspettare che le nubi scoprissero la luna, il cui tenue splendore gli avrebbe
indicato dove andare. Quella lentezza lo esasperava; la cocciutaggine della mula, che spesso si rifiutava
di avanzare, lo irritava. Il silenzio... Il silenzio in parte lo tranquillizzava: significava che nessuno li
stava seguendo. Ma in quella quiete quasi assoluta, mentre erano fermi e smarriti in un mare di viti,
Hugo lasciava le briglie della mula e si avvicinava tentoni al carro per controllare che Merc respirasse
ancora. Solo allora respirava anche lui, esalando laria trattenuta senza nemmeno accorgersene. Doveva
arrivare a Barcellona: la grande citt li avrebbe protetti.
Le luci rosse dellaurora lo sorpresero mentre tirava la mula lungo la strada che portava alla
citt comitale. La lasci e and per sentieri, attento a cogliere i rumori di eventuali inseguitori a
cavallo, senza sapere come comportarsi se lo avessero trovato. Alz lo sguardo al cielo e preg:
Signora, fa che non succeda. Lalba, pur facilitando lavanzata, portava con s un altro problema:
Merc. Fino a quel momento, Hugo laveva tastata per sentire se era calda o se respirava, adesso per
poteva vederla, e la cosa lo terrorizzava. Perch sotto le coperte cera un corpo scheletrico; perch
ricordava la leggerezza di quel peso morto sulle spalle; perch non voleva affrontare la triste realt di
sua figlia... Dovevano averle rivelato che lui non era suo padre. Per sei viva, afferm con voce
rauca mentre camminava solo, prima di tirare la mula verso un fico che cresceva poco distante.
Cerano ancora dei frutti sullalbero. Hugo ne strapp uno e si sedette vicino al carretto. Merc
se ne stava tranquilla, raggomitolata sotto le coperte. Le scopr la testa e alla luce del sole, che pure era
debole a quellora, lei strizz gli occhi. Il ricordo della passata bellezza della sua bambina turb la poca
serenit che gli restava, e il quadro che aveva davanti mand in fumo la sua felicit. Scoppi in
lacrime. La rivide mentre saltava e correva insieme ai bambini dellospedale della Santa Croce, mentre
rideva e lo baciava... Url, rivolto al cielo. Scopr il corpo della figlia e cominci a imprecare, prima
alzando i pugni, poi rivolgendoli contro se stesso, colpendosi la fronte. Sal sul carretto, abbracci
Merc con delicatezza, quasi temesse di romperla, e la cull. Lei non versava una lacrima. La cull a
lungo e le fece mille promesse, ma non ottenne nessuna reazione. Le avvicin lotre pieno dacqua alla
bocca, le inumid pi volte le labbra e riprese il cammino. Se la notte era stato il buio a rallentare la sua
fuga, adesso erano le lacrime ad annebbiargli la vista.
Arrivarono a Barcellona prima che la campana del castello del governatore annunciasse il
coprifuoco e le porte della citt venissero chiuse.
La porto in ospedale, disse Hugo a una delle guardie appostate sulla porta di Sant Antoni.
Dopo aver sollevato le coperte che coprivano Merc, luomo era indietreggiato.
Come la guardia, anche due cittadini che si trovavano dietro il carro fecero qualche passo
indietro.
A quello di San Lazzaro? chiese il soldato, ma il suo tono suon pi affermativo che
interrogativo.
No, rispose Hugo.
Merc non aveva la lebbra, non dovevano andare al lazzaretto, ma Hugo non si stup della
reazione della sentinella. Era normale che le piaghe sul volto e sul corpo di sua figlia sollevassero un
sospetto del genere. Quando era il cantiniere in ospedale, gli avevano raccontato che familiari e medici
spesso facevano rinchiudere i malati nel lazzaretto, anche se non presentavano i sintomi della lebbra.
Bastava unalterazione un po estesa della pelle per condannare una persona a finire i propri giorni in
un lebbrosario, perch bastava un breve soggiorno e tutti contraevano quella terribile malattia che
mutilava il corpo. La guardia scosse il capo e fece per opporsi, ma Hugo lo anticip: Non ha la
lebbra, assicur tagliente, ma dovranno deciderlo i medici dellospedale della Santa Croce, non
pensi? Dietro di lui qualcuno si lament. Non crederai che permetterebbero lingresso di una
appestata? insistette Hugo, avvicinando mula e carretto alla porta.
Sta lontano! gli ordin la sentinella.
In ogni caso, da l devo passare, afferm Hugo, ignorando lammonimento.
Continu a camminare. La gente si allontan e le guardie lo fecero passare. Era vero: le nuove
mura intorno al Raval avevano inglobato nella citt anche lospedale di San Lazzaro. La porta di Sant
Antoni dava sulla via del Hospital, nel tragitto avrebbe incontrato prima lospedale di San Lazzaro, poi
quello della Santa Croce.
Dieci anni sono molti, pens Hugo, mentre si lasciava alle spalle il lazzaretto, cui rivolse una
sola occhiata sbieca e diffidente. Dieci erano gli anni trascorsi da quando, nel 1409, poco prima di
morire, re Martino lo aveva preso al suo servizio come cantiniere. Si era fatto ottimi amici allospedale
della Santa Croce: gli amministratori, il prete, qualche medico... Chi prima, chi poi, tutti gli avevano
chiesto un favore, per il vino, per i preparati medicinali, per laqua vitae, e lui si era sempre prestato
volentieri. Adesso sperava di incontrare uno di loro in ospedale.
Riconobbe il sacerdote, messer Bartolom de Vilademany, pi vecchio di dieci anni. Il tempo
 passato anche per te, rispose il religioso, mentre continuavano a tenersi per le braccia, occhi negli
occhi, nella chiesa dellospedale della Santa Croce. Due converse si stavano gi prendendo cura di
Merc, che venne portata in una delle due sale femminili delle quali disponeva listituto.
La chiesa dellospedale, la cui facciata dava sulla strada, un tempo era lospedale di Colom.
Sotto quella stessa navata dalla volta a botte, che allepoca era piena di letti per poveri e malati, Hugo
si era messo a correre per sfuggire a Mateo; poco dopo, nel patio, gli avrebbe fatto perdere locchio,
segnando per sempre il suo aspetto e la sua vita, nonch il suo soprannome. Hugo cerc di liberare la
mente dalla valanga di memorie e sensazioni che limmagine del guercio portava con s.
Ehi, ti sei perso nei ricordi... osserv Bartolom.
Da bambino mi sono fatto una bella corsa, qui, gli rivel Hugo.
Lo so, come ricorderai allora ero il parroco della chiesa di Colom, me lhai raccontato un
giorno in cui avevi aperto la cantina agli amici. Hugo abbozz un sorriso. Il sacerdote percep la sua
inquietudine. Che succede?
Si tratta di Merc...
Cos successo alla tua bambina? esclam il sacerdote, preoccupato.
Hugo gli raccont ogni cosa. Messer Bartolom aveva sempre avuto una considerazione
speciale per Merc; quelluomo era tutto tranne che uno di quei membri del clero beneficiari di
cappelle ed elargizioni, ma capaci di litigare per una cesta di pesche, come i tanti che Hugo aveva visto
a Santa Maria del Mar. Nellospedale della Santa Croce cerano solo due sacerdoti: il priore, che aveva
il ruolo di amministratore, e il parroco, Bartolom; questultimo si occupava della chiesa e dei
numerosi altari eretti nelle navate dei malati, i quali, immersi nel loro dolore, potevano vedere Cristo e i
santi in qualunque momento. Bartolom viveva con i malati. Hugo laveva visto incoraggiarli,
prendersene cura, consolarli mentre soffrivano e quando morivano. Quelluomo sapeva fin troppo bene
cosa fossero il dolore e la miseria, e Hugo trov in lui una persona capace di aiutarlo. Visto lo stato in
cui versava Merc, aveva bisogno di qualcuno di cui fidarsi. Si sfog.
Il religioso annu mentre gli parlava di Regina, che conosceva, e scosse la testa alla storia della
figlia del diavolo. Ho sentito pi di una volta questa stupidaggine, riconobbe. Il diavolo... rise.
Solo nostro Signore pu aver premiato una bambina con lallegria e lintelligenza di Merc! Figlia del
diavolo...
Hugo prosegu nel resoconto, e messer Bartolom si fece il segno della croce quando sent in
quali crudeli circostanze fosse stata segregata Merc. Sospir al racconto della fuga dal castello di
Sabanell e condivise con Hugo la preoccupazione che, come era probabile, qualcuno fosse sulle loro
tracce. Hugo gli rifer che, bench avesse omesso il proprio nome e la propria origine, non avrebbero
faticato a mettere in relazione la sua improvvisa scomparsa con la liberazione di una prigioniera cos
insolita. Ben presto avrebbero cercato la famiglia di lei, e in un attimo sarebbero stati scoperti. Era
pronto a fuggire con Merc, lontano quanto bastava per non essere pi ritrovati, ma nello stato in cui la
ragazza versava era impossibile.
Non preoccuparti. Messer Bartolom non esit a farsi avanti. Hanno gi registrato i suoi dati
sul libro dellinfermeria?
No, appena ho saputo che eravate ancora in servizio qui come sacerdote ho chiesto di
vedervi.
E dove volevi che fossi? lo interruppe laltro, rompendo la tensione suscitata dal resoconto di
Hugo. Mi vedevi gi nel cimitero?
Certo che no!
Risero. Bartolom diede una pacca affettuosa sul braccio di Hugo, che aggiunse: Ho detto alle
converse che prima di dare il nome volevo parlare con voi.
Nemmeno il priore conoscer la vera identit di Merc, decise il sacerdote, assumendosene la
responsabilit. Verg i dati di suo pugno nel libro dellinfermeria: Merc venne ribattezzata Maria
Grans. Quanti anni ha? si chiese a voce alta. Poco pi di venti, no? Senza aspettare la risposta di
Hugo, decise: Scriveremo quaranta... Lavora? Hugo scroll le spalle. Occupazione ignota, scrisse
laltro sul libro. Nessun avere da segnalare per la restituzione al momento delle dimissioni o ai suoi
parenti, anchessi sconosciuti. E aggiunse: Un cittadino devoto e timoroso di Dio lha portata
allospedale della Santa Croce dopo averla trovata, priva di sensi, abbandonata in un campo incolto...
Dove vogliamo metterlo? si chiese ancora. Lungo la strada per Badalona, sul versante opposto di
Barcellona, specific qualche istante dopo. Viene accolta ormai cosciente, con molteplici ferite
derivanti da percosse e violenze da parte di un gruppo di vigliacchi miserabili e senzanima, secondo
quanto ella stessa ha riferito al sottoscritto, Bartolom de Vilademany, concluse. Poi spieg a Hugo:
Ci metto il mio nome, cos, se qualcuno viene a curiosare nellelenco delle ricoverate,  quasi certo
che mi chiameranno.
Aggiunse la data e chiuse il libro dellinfermeria, poi si alz.
Posso vederla? chiese a quel punto Hugo.
No, si oppose il religioso, con unenfasi maggiore di quanto avrebbe desiderato. Poi cambi
atteggiamento, addolcendo i tratti vecchi e stanchi del suo volto, che tradivano la tensione davanti al
dolore della gente, ma erano capaci di ammorbidirsi quando doveva confortare i malati. La stanno
lavando, spieg.  la prima cosa che fanno allarrivo di un nuovo malato. La tua presenza non 
ammessa, gli uomini non lo sono in ogni caso nella sala femminile. Non sarebbe corretto, lo capisci.
Hugo annu. Ma allora, insistette tuttavia, non potr visitarla fino a quando...
Fino a quando non migliorer e non sar in grado di passeggiare nel chiostro. Ma non
conviene che vi vedano insieme. In ogni caso, diamo tempo al tempo. Sar io a farti avere sue notizie.
Ricorda che la presunta famiglia di Maria non dovrebbe sapere che lei  qui, dovrei essere io a far
arrivare un messaggio ai suoi parenti. Come  logico che sia:  nostro dovere cercare i congiunti dei
malati. Tentenn. Mi occuper io di tutto, gli assicur. E adesso, aggiunse mentre si dirigeva
verso la porta dello scrittoio in cui si trovavano, aspettami qui, vado a cercare informazioni su tua
figlia.
Al ritorno, il volto di messer Bartolom era cambiato. Appariva cos preoccupato che Hugo gli
si avvicin in tutta fretta, temendo il peggio.
Si salver, afferm il religioso con voce roca. Dio mi deve un sacco di favori, non pu
negarmi questo! esclam facendosi forza.
Quando vide Hugo sulla soglia, Caterina si blocc. Hai ritrovato tua figlia? gli chiese,
immobile, con la voce tremante.
S.
Sta bene?
Guarir.
Solo allora Caterina lanci un urlo e gli corse incontro. Ancora prima di gettargli le braccia al
collo, le lacrime gi le rigavano le guance. Non riusc a dire una parola di pi, soffocata dai gemiti e dai
singhiozzi. Lo baci pi volte, incapace di lasciarlo andare, impedendogli di varcare la porta della
taverna. Dietro di loro, in via della Boqueria, Pedro si chiedeva che cosa fare con quellaltra mula e
quel secondo carretto.
Li porto nellorto? domand.
Hugo non rispose, impegnato a ricambiare il bacio appassionato di Caterina. Per la prima volta
dopo molto tempo, forse da quando Merc era scomparsa, due anni addietro, o forse persino da prima,
Hugo sentiva di desiderare la propria donna. Era esausto: non aveva dormito per un giorno intero,
durante il quale aveva tirato la mula lungo sentieri impervi, addolorato per lo stato in cui versava sua
figlia e con la paura costante che un tramestio di zoccoli potesse annunciare larrivo di una squadra di
uomini da Sabanell. Eppure, il contatto con il corpo di Caterina, i suoi baci e le sue lacrime
risvegliarono in lui il desiderio.
Ignorando la domanda di Pedro, corsero nella loro stanza. Si dissero ben poco, mentre si
spogliavano.
 in ospedale? si preoccup lei.
Bartolom mi ha assicurato che guarir, che Dio glielo deve.
Ma si possono reclamare favori a...? Di spalle a Hugo, Caterina ammutol sentendo Hugo
contro di s, chiaramente eccitato. Sospir di piacere. A Dio? chiese, terminando la frase, mentre lui
le stringeva i seni.
I sacerdoti possono, sussurr Hugo mentre la baciava e le leccava il collo, un orecchio...
Ah. Mi prender cura di lei.
Non puoi. Non  registrata come Merc, ma come Maria, Maria Grans.
Hugo abbass la mano verso il ventre di lei.
Non preoccuparti... cominci a dire Caterina, ma poi si zitt, rabbrividendo. Hugo aveva
cominciato a giocare con le dita tra le gambe di lei. A fatica, respir profondamente e continu: Allora
non mi presenter come Caterina, la liberta russa. Grans, hai detto? Io mi chiamer...
Non avere fretta, la interruppe lui. I capelli biondi, la pelle bianca, la tua bellezza... Hugo
si strinse al suo corpo per farle sentire quanto ne era attratto, e lei gemette. Questo ti tradirebbe di
sicuro. Per ora sar Bartolom a occuparsi di Merc, e col tempo... vedremo.
Per un po rimasero cos: Hugo in piedi dietro di lei, a stuzzicarla e a farla gemere. Alla fine,
incapace di resistere, Caterina lo spinse verso il pagliericcio e vi si distese, con il volto nascosto tra le
lenzuola, invitando Hugo a prenderla. Lui le accarezz la schiena e le natiche prima di affondare in lei.
Gemiti e urla giunsero fino alla taverna, e continuarono finch Hugo non raggiunse il piacere.
Tremando, Caterina si sciolse dal suo abbraccio, si volt e lo baci sulle labbra. Hugo, ancora con il
respiro affannato, ricambi i baci e chiuse gli occhi. Li riapr solo allalba del giorno dopo.
Pedro gli aveva preparato una colazione succulenta: formaggio, cipolle, carne salata, una bella
focaccia di pane bianco e vino.
Viene da una delle vecchie botti. Provatelo, lo invit con orgoglio. Non  andato a male.
Hugo lo assaggi: era forte, corposo, sapeva di vite e del legno della botte, e gli ricord il
lavoro nei campi e nel palmento, il viavai in cantina... Eccellente! esclam prima di bere un altro
sorso, stavolta pi lungo. Complimenti, disse, incoraggiando lapprendista, mentre si metteva
comodo e prendeva il formaggio. La taverna era vuota e lui stava morendo di fame. E Caterina?
 uscita stamattina presto.
Dov andata?
A pregare, mi ha detto.
Quando Caterina torn dalla chiesa della Santissima Trinit, Hugo non aveva ancora finito la
colazione. Mangiava e beveva con calma, gustandosi ogni boccone e ogni sorso, osservando incuriosito
la gente che entrava a comprare aqua vitae; erano pochi quelli che chiedevano vino.
Gli affari sono andati molto bene nei mesi in cui sei stato via, gli raccont Caterina, dopo
essersi seduta di fronte a lui. Dobbiamo procurarci dellaltro vino per distillare laqua vitae. Pedro
non vuole utilizzare quello vecchio; cura quelle botti come se ne andasse della sua vita.
Lho notato, rispose lui alzando la tazza. Andr a comprare del vino di bassa qualit,
aggiunse poi. Le scorte sono sufficienti fino a gennaio o febbraio? Caterina fece una smorfia.
Allora ne cercher dellaltro da distillare, finch non verr messo in vendita il vino dellultima
vendemmia.
Devo raccontarti cos successo durante la tua assenza.
Hugo sollev la testa. Cattive notizie?
No. Regina non c pi. Lhanno trovata morta dentro la cella in cui si era fatta murare.
Hugo accolse la notizia in silenzio. Quanto male gli aveva fatto quella donna! Gli tornarono alla
mente gli avvertimenti di Dola, ai tempi ancora bambina; anche Barcha lo aveva messo in guardia. E
adesso, nemmeno la sua morte mitigava lodio che provava verso di lei, non tanto per quello che aveva
fatto a lui, ma per i tormenti cui aveva condannato sua figlia. Quanto le era successo era da imputare a
Regina, cui augur di bruciare per sempre tra le fiamme dellinferno.
Come sta Merc? chiese Caterina, riportandolo al presente.
Hugo tard a rispondere. Per ora non dobbiamo farci vedere in ospedale, disse poi. Sar
Bartolom a farci avere sue notizie.
Arrivarono quella stessa mattina, per bocca di una conversa di cui il sacerdote si fidava
ciecamente: Merc aveva passato una notte tranquilla.
Le ferite guariranno? chiese Hugo.
Quelle del corpo, s. Ma preoccupano di pi quelle dellanima... La donna storse le labbra e
scosse la testa.
Prenditi cura di lei, la preg Hugo, e ne approfitt per darle dei soldi. Mia figlia...
Le cure sono gratuite e io non accetto denaro per il mio lavoro; lo faccio per carit cristiana,
lo interruppe la conversa, rifiutando lofferta.
Non offenderti. Accettali, insistette Hugo, e le richiuse la mano sulle monete. Puoi usarli per
aiutare qualcuno che ne ha bisogno, magari uno di quegli orfanelli. Sbaglio?
La donna riflett un istante e annu. Sia chiaro, per, che non mi faccio pagare per occuparmi
di tua figlia.
Sappiamo bene che dedicate la vostra vita allospedale, non potremmo mai pensare il
contrario. Un regalo per ce lho, e non ho dubbi che Bartolom lo accetter. Hugo le consegn un
otre pieno del vecchio vino che aveva chiesto a Pedro. Digli che se lo beva alla mia salute e a quella di
Merc.
Il vino  un regalo di Dio, afferm la conversa.
In questo caso,  un doppio regalo, aggiunse Hugo.
Sono certa che padre Bartolom lo apprezzer.
La conversa riport lotre vuoto dopo due giorni, insieme a qualche novit su Merc. La
ragazza faticava a rimettersi. Non parlava, nemmeno in confessione. Per mangiava e beveva, e per i
medici era un buon auspicio per la sua guarigione. Non aveva la febbre e non cera sangue nei suoi
escrementi. Pregate e state tranquilli, cerc di rasserenarli la donna, prima di lasciare la taverna con
qualche altra moneta e lotre di nuovo pieno.
Pregavano eccome, tutti i giorni, ma non nella chiesa della Santissima Trinit, come avrebbe
voluto Caterina, perch Hugo continuava a rifiutarsi di frequentare il tempio che era stato eretto dai
convertiti, bens in quella di Santa Maria del Mar. Stare tranquilli per era impossibile. Hugo era
convinto che lo stessero cercando. Il barone di Sabanell e tutti coloro che erano coinvolti in quella
trama non avrebbero lasciato impunita la fuga di Merc e lassassinio di uno dei soldati, sempre che
luomo che Hugo aveva accoltellato fosse morto.
A conferma delle sue peggiori paure, una settimana dopo la fuga dal castello, uno degli ufficiali
del governatore, scortato da alcuni loschi figuri, si present alla taverna. Hugo Llor! grid luomo.
Alcuni clienti pagarono in fretta quanto consumato e uscirono di corsa dal locale; altri si
prepararono ad assistere a quanto stava per succedere.
Hugo si avvicin allufficiale. Sono io.
Allora vide Guerao, appostato sulla porta, dietro quei brutti ceffi. Mentre lui e Guerao si
scambiavano uno sguardo, lufficiale si accomod a uno dei lunghi tavoli e gesticol in direzione dei
clienti che erano rimasti. Sbatteteli fuori, ordin ai suoi.
Non fu necessario. Gli avventori si alzarono tutti insieme e se ne andarono. Cos fece anche la
scorta, che usc in strada. Nella taverna erano rimasti solo Hugo, Caterina e Pedro, lufficiale e Guerao,
che si era gi seduto su una panca di legno, un po lontano dal rappresentante del governatore.
Fuori anche voi ordin questultimo a Pedro e Caterina.
Ma... si lament lei.
Fuori, ripet lufficiale con freddezza, senza alzare la voce.
Con un cenno del capo, Hugo ordin a Caterina di obbedire.
Sappiamo che sei stato tu, sbott lufficiale non appena furono rimasti soli.
Hugo si ferm a qualche passo dal tavolo cercando di nascondere che tremava. Lhanno capito,
pens mentre si sedeva di fronte ai due. A cosa vi riferite? chiese allufficiale.
A Merc Llor. Alla liberazione dal castello di Sabanell e alla fuga durante la notte.
No, rispose Hugo, stavolta con decisione. Non ho niente a che vedere con questa storia.
Non sei contento che tua figlia sia libera? intervenne Guerao.
Non aveva ancora concluso la domanda quando Hugo si rese conto di essere caduto in trappola:
non aveva finto di ignorare la fuga di Merc.  libera!? Certo che ne sono felice! finse.
Sei tu che lhai aiutata a fuggire, lo accus lufficiale. E per farlo hai ferito un soldato.
Ringrazia Dio che si  salvato.
Hugo represse un sospiro. Ripeto, non ho niente a che vedere con tutto questo. Da tempo
ignoro dove sia mia figlia.
Te lo diciamo noi, lo interruppe lufficiale.  nellospedale della Santa Croce, sotto il finto
nome di Maria... esit. Maria qualcosa.
Hugo impallid. Sent un vuoto allo stomaco, poi un conato e nascose il volto.
Se ti fa stare pi tranquillo, sappi che non ce lha raccontato Bartolom, afferm Guerao.
Hugo riusc a trattenere il vomito, ma quando alz il volto per guardare il maestro di palazzo di
Bernat sudava freddo.
I medici... chiar Guerao. I sintomi di Merc, di tua figlia, non corrispondevano a quanto era
stato indicato al momento del ricovero. Era evidente che quella donna viveva segregata da tempo.
Per qualche istante ci fu solo il silenzio.
Cosa succeder, adesso? chiese Hugo. La... la metterete di nuovo in prigione? Vi
supplico... Cadde in ginocchio dallaltra parte del tavolo. Portate via me, ma non fate ancora del
male a lei.
La voce dellufficiale risuon dentro la taverna. Sta tranquillo. Non faremo del male a tua
figlia, non  accusata di niente. Non ha commesso nessun delitto.
Hugo, che fino a quel momento aveva tenuto le mani intrecciate, le appoggi per non crollare.
Con un gesto brusco, lufficiale lo invit ad alzarsi e lui gli obbed, bench a fatica.
Il governatore, continu luomo, quando Hugo era ormai seduto, a nome e in rappresentanza
del re, non ha motivo di punire tua figlia.
Allora... perch  stata segregata per due anni? riusc a dire Hugo.
Non sappiamo niente. Non ci risulta che sia stata in prigione. N il governatore, n tantomeno
il re o qualunque autorit che da sua maest dipenda sapevano che tua figlia era segregata. Senza un
processo, senza unaccusa, non lo avrebbero permesso.
Hugo si chiese cosa significasse quella storia. Non avrebbero imprigionato Merc, ma
nemmeno volevano ammettere di essere a conoscenza del suo sequestro...
Devo tornare al castello. Lufficiale interruppe i suoi pensieri. Poi gli fece una richiesta che
lo lasci di stucco: Tutte queste buone notizie meritano un omaggio, magari quello spirito di cui
parlano tutti. La chiamate aqua vitae, giusto?
Hugo annu e si alz. Merc era libera... Sorrise. Poi tentenn, ricordando di essersi alzato per
servire dellaqua vitae ai due uomini.
Ne vuoi anche tu? chiese a Guerao, ma questi rifiut.
Hugo and nel laboratorio, dove cerano le botti sigillate dai magistrati, e vers dellaqua vitae
in un fiasco. Merc era libera! Ma... per quale ragione si disinteressavano di quello che aveva subito
fino a quel momento? Quando ritorn nella taverna era assorto nei suoi pensieri; lufficiale gli prese il
fiasco di aqua vitae, si conged e usc. Quando Hugo torn in s, si accorse che la scorta era rimasta
fuori e impediva a Caterina di entrare. Fece per protestare, ma alcuni colpi sul tavolo lo bloccarono.
Guerao era ancora seduto sulla panca e lo invitava a sedersi di nuovo. Adesso ti spiego,
annunci, non appena Hugo si fu accomodato. I consiglieri della citt hanno saputo cos successo a
Merc e come sta adesso. Tu non centri, giusto? Hugo neg. Allora immagino che sia intervenuto
padre Bartolom. Sembra un uomo coraggioso. So per certo che i consiglieri hanno spiegato al
governatore la storia della figlia del diavolo, che per li ha lasciati del tutto indifferenti: dicono che se
la Chiesa o lInquisizione vogliono processare Merc per aver commesso un qualche delitto contro la
fede cristiana, sono libere di farlo, e che loro, da credenti devoti quali sono, accetteranno la sentenza,
ma finch questo non succeder, nessuno pu infastidire una cittadina di Barcellona. Di certo nemmeno
al vescovo interessa pi Merc, non vuole pi sentir nominare la figlia del diavolo.
Ma sono stati loro a sequestrarla! esclam Hugo furioso.
No. Secondo loro  stata tua moglie, Regina. Sostengono che nessuno allinterno della Chiesa
abbia mai avuto niente a che vedere con questa faccenda.
Mentono!
Stai dicendo che il vescovo  un bugiardo?
Regina non aveva nessuna autorit per far rinchiudere qualcuno nel castello di Sabanell.
Il barone di Sabanell nega che Merc fosse rinchiusa nel suo castello, afferm Guerao.
Ma come! Mente anche lui! Io stesso...
Lo sguardo condiscendente di Guerao lo indusse a tacere. Il vescovo mente; il barone mente.
Chi altri mente, Hugo?
Chiunque non ammetta quello che  successo. Regina ha sequestrato Merc con la complicit
del vescovo, e...
A quanto pare, tua figlia si sta rimettendo, lo interruppe il segretario di Bernat. Non cercare
altri problemi. Goditela e ringrazia la fortuna.
La fortuna?
S, Hugo, s. Fortuna, insistette Guerao abbassando la voce. Tua figlia sarebbe potuta morire
molto tempo fa, invece  viva. Goditi questa nuova occasione che Dio ti ha concesso e non rimestare
nel torbido. Non servir a niente, anzi, non vorrei che la fortuna di cui Merc ha goduto finora le si
rivoltasse contro.
 una minaccia? chiese Hugo.
Prendila come vuoi.
Tra i due scese il silenzio.
E Arnau, che ne sar di lui? chiese Hugo allimprovviso. Potremo vederlo?
Hugo, quello che ti ho detto io avrebbe potuto dirtelo anche lufficiale. Se lho accompagnato,
 per avvertirti che n tu, n tua figlia n nessuno dei tuoi potete avvicinarvi ad Arnau o al palazzo, o
infastidire la contessa.
 il figlio di Merc, il mio unico nipote, sussurr Hugo.
 il primogenito del conte di Navarcles, ammiraglio dellarmata di Catalogna, il suo erede.
Lometto si alz dal tavolo con un sospiro. Stagli lontano, Hugo. Quello che potrebbero farti il
vescovo, il barone di Sabanell o chiunque sia intervenuto nella trama che ha portato al rapimento di tua
figlia sarebbe uno scherzo da ragazzi paragonato a quello che potrebbe fare Bernat se non mi ascolti.
Lo conosco, Hugo.  stato piuttosto indulgente con te. Lho visto uccidere a mani nude, o far soffrire
qualcuno a tal punto da fargli desiderare la morte. Oggi, suo figlio  tutto per lui. Sta lontano dalla sua
famiglia. Andatevene da Barcellona, se necessario. Sparite! Sarebbe unottima decisione.
Sparire? Mai!  mio nipote.  il figlio di Merc, e non rinunceremo...
Io ti ho avvisato, lo interruppe Guerao, quindi si alz e si diresse verso la porta.
Il tuo avvertimento puoi mettertelo dove preferisci! esclam Hugo. Di a Bernat che far
tutto quello che mi sar possibile per godermi Arnau.
Con la mano sul pomello della porta, Guerao si gir verso Hugo e lo guard con freddezza,
scuotendo la testa.
La prima balestra che quel corsaro ha avuto glielho data io, sbott Hugo, sorprendendo
lometto. Lavevo rubata nei cantieri navali! Sono disposto a saltare qualunque muro pur di godermi
mio nipote. Digli che per farmi rinunciare a lui dovr uccidermi.
Perch non me lo avete detto?
Caterina non os incrociare lo sguardo di Merc. Negli ultimi due giorni aveva avuto il
presentimento che la ragazza avesse ormai superato la fase pi difficile, e che quello stato simile a un
letargo adesso fosse volontario, quasi simulato, come se volesse capire cosa le succedeva intorno senza
scoprirsi. Da quando lufficiale li aveva informati che non avevano niente contro di lei, Caterina era
andata ad assisterla, ma, a differenza di tutte le altre notti, nelle ultime due si era sentita osservata nella
stanza scarsamente illuminata dalle lanterne. Allalba, quando medici e chirurghi entravano per il giro
di visite e le volontarie tornavano a casa, si era convinta di essersi sbagliata: dovevano essere state le
ombre, i pianti e i lamenti a darle quella sensazione. E anche la stanchezza. Erano pi di due mesi che
assisteva Merc la notte, poi aiutava in taverna e andava a dormire solo quando Hugo la costringeva,
ordinandole di riposare un po.
Non si stup, perci, che Merc le avesse fatto la domanda tanto temuta da Hugo: perch le
aveva nascosto le sue origini? Hugo e Caterina ne avevano parlato e quando lei rincasava, ogni mattina,
lo trovava turbato, inquieto allidea che Merc avesse accennato alla questione. No, lo
tranquillizzava lei. Quel mattino non avrebbe potuto dire altrettanto.
Sei sempre stata sua figlia, rispose a Merc. Per Hugo non cera bisogno di rivelarti una
verit che non avrebbe cambiato niente; non ti avrebbe portato nulla. Si ferm qualche istante.
Anche Barcha la pensava cos.
Merc si prese il suo tempo prima di parlare di nuovo. Caterina mantenne lo sguardo fisso su
una lanterna accesa nella parete opposta. Avevano a disposizione tutta la notte.
E secondo lui non avrei dovuto sapere di essere la figlia del diavolo?
Tuo padre ignorava questa storia; non conosceva le tue origini, Regina non gliele aveva mai
rivelate. Pensava che fossi la figlia di una poveraccia. In ogni caso, non sei figlia di nessun diavolo.
 mia madre... quella che mi ha partorito, a sostenere che lo sono, ribatt Merc. E chi pu
dirlo meglio di lei? Laltra, Regina, anche lei dice che sono la figlia del diavolo. Due madri... e sono
entrambe daccordo.
Nelludire il nome di Regina, Caterina si sent rivoltare lo stomaco. Quanto male aveva
seminato, quella serpe! Dopo che aveva rivelato dove tenevano segregata Merc, n Caterina n Pedro
le avevano pi portato il vino. Le conseguenze non avevano tardato a manifestarsi: Regina gridava,
come impazzita, bramando vino e aqua vitae. I colpi che dava sui muri risuonavano dentro la chiesa
della Santissima Trinit; le urla rimbombavano dal foro che metteva in comunicazione la cella con
laltare maggiore. Padre Juan non riusciva a officiare la messa, con le grida e gli insulti sempre pi
accesi che lo interrompevano in continuazione. L, nella chiesa che i convertiti avevano eretto per
dimostrare a una societ che li discriminava di essere cristiani, Regina aveva ricominciato a inveire in
ebraico, la lingua che parlava da bambina nel ghetto e nella sinagoga. I fedeli si erano lamentati, e
quando il vescovo aveva preso le misure necessarie, chiedendo ad alcuni operai di aprire un varco nella
cella, la beghina era gi morta. Nessuno le aveva pi dato da mangiare; nessuno le aveva portato pi da
bere.
Regina  morta, rivel a Merc, ma in ogni caso non dovresti preoccuparti di quello che
diceva. Era una persona cattiva, capace di vendere persino sua figlia. Tu lo sai bene.
Caterina tacque, incuriosita dalla reazione di Merc al suo racconto.
Non me ne importa niente, disse questultima dopo un po, con serenit. Non me ne importa
niente.
Capisco, ment Caterina, nascondendo il sorriso che le era sfuggito quando le aveva rivelato
la morte di quella bestia. Per quanto riguarda tua madre, Arsenda, aggiunse, per non rischiare di
sorridere ancora, secondo Hugo  stata ingannata. Era una ragazzina fin troppo fedele e devota, capace
di credere ciecamente a quello che le inculcavano le superiore, tanto pi se legato a Dio, alla Chiesa e,
perch no?, al diavolo. Qualcuno lha violentata, s, ed  stato il primo e lunico a godere della sua
bellezza e della sua giovane et, perch era giovane e bella come te, ma quel miserabile non era il
diavolo. Secondo tuo padre, probabilmente era un prevosto, un principe della Chiesa che aveva usato la
storia del diavolo per coprire la propria malvagit. E tua madre ha creduto alla menzogna, ha creduto di
essere stata posseduta da Satana. Non sapeva che tu fossi viva.
E mio figlio? chiese Merc dopo un po.
Sta benissimo, rispose Caterina, e chiuse gli occhi prima di aggiungere:  sano e forte.
Merc non disse altro per tutta la notte. Caterina rispett il suo silenzio finch, con larrivo del
primo medico e delle due converse, non dovette andarsene.
Vuoi che dica a tuo padre che ne abbiamo parlato o preferisci che resti tra noi?
Un giorno o laltro sapr che lo so, no? Laltra annu. Digli che lo perdono. Ferma ai piedi
del giaciglio, Caterina non si mosse finch Merc non aggiunse: E che gli voglio bene.
Nel vedere la ragazza parlare con tanta scioltezza, il medico si avvicin con un sorriso,
interrompendo il significativo scambio di sguardi tra le due donne. Alla luce del giorno, Merc
sembrava essersi ristabilita, bench mostrasse ancora i segni dei maltrattamenti subiti: i capelli radi, il
volto smunto e coperto di macchie biancastre nei punti in cui erano cadute le croste, le mani scarnite...
Ci nonostante il medico lanci unesclamazione allegra che Caterina non sent: aveva abbassato il
capo per evitare che vedessero le sue lacrime. Avevano parlato del padre, ma dovevano ancora parlare
del figlio: Arnau.
Hugo la osserv mentre sincamminava verso di lui con lentezza, aggrappata al braccio di una
delle converse, lungo il porticato del chiostro dellospedale della Santa Croce. Sua figlia. Magra e
debole, ma orgogliosa quanto bastava da lasciare il braccio della conversa non appena lo vide,
camminando senza alcun sostegno. Hugo sospir. Se solo lui fosse stato altrettanto forte! Durante la
settimana appena trascorsa, Caterina aveva continuato a nasconderle la verit in attesa che Merc
riuscisse ad alzarsi. Non posso dirle che le  stato proibito di vedere suo figlio. Cerca di capirlo, Hugo.
Non posso. Non sar io a darle questo dispiacere.
Dopo la visita alla taverna dellufficiale e di Guerao, Hugo aveva continuato a insistere per
essere ricevuto nel palazzo di via de Marquet. Bernat non cera, a quanto gli aveva detto una delle
guardie, impietosita a forza di vederlo girovagare attorno alledificio. Aveva lasciato Badalona al
comando di una flotta di dieci galee, diretto a Valencia, dove ora si trovava in compagnia del re; se non
era a Valencia, probabilmente era a Sant Cugat del Valls, una cittadina vicino a Barcellona dove le
Corti si erano riunite per discutere della guerra contro Genova e dellarmata, ormai pressoch
equipaggiata e pronta per partire alla volta della Sardegna. A Hugo era stato impedito anche di
avvicinarsi al portone del palazzo. Stai almeno a venti passi o ti arrestiamo! gli avevano intimato le
sentinelle. Via de Marquet non era molto pi lunga, e Hugo aveva dovuto allontanarsi dallingresso.
Pi di una volta aveva visto uscire la nuova moglie di Bernat, ma ogni tentativo era stato vano. Aveva
scritto al re e ai consiglieri della citt, supplicandoli. Le lettere gliele aveva redatte il banchiere che alla
morte di Raimundo era subentrato nel suo banco di cambio, il quale gestiva i molti soldi che Hugo
guadagnava con laqua vitae. Si chiamava Higini, era un uomo alto e un gran bevitore, con lunico
difetto di sparire senza spiegazioni lasciando la tazza di vino o di aqua vitae mezza piena. Il re non gli
aveva risposto; i consiglieri invece lo avevano fatto per bocca di Higini, ricordando a Hugo che sua
figlia non era pi la moglie del conte di Navarcles, ammiraglio dellarmata catalana; che il loro
matrimonio era stato annullato e che, di conseguenza, la donna non aveva alcun diritto di vedere o
mantenere rapporti con il primogenito del conte.
E adesso doveva raccontare tutto questo a Merc. Sua figlia si era appena rifugiata tra le sue
braccia, e nessuno dei due sembrava capace di parlare. Hugo le baci pi volte la fronte. Merc rimase
stretta a lui finch la conversa non si avvicin. Non deve stancarsi, ricord loro.
Padre e figlia si sedettero su una panchina addossata alla parete. Hugo strinse una mano di
Merc tra le proprie, con lo sguardo perso sul chiostro, senza rompere il silenzio. Allepoca cera un
unico porticato, quello della navata orientale; la costruzione della navata occidentale infatti non era
ancora cominciata. Davanti a loro, a chiudere il porticato, cerano colonne con capitelli dai motivi
floreali, unite da archi dietro i quali si vedevano orti e giardini. Da quei capitelli nascevano le nervature
che da un lato formavano gli archi e dallaltro le volte del porticato, una per ogni arco affacciato sul
giardino. Hugo guardava le nervature che chiudevano labside a ogiva, come nella navata dei malati,
che ricordavano, come gli aveva spiegato Bartolom molti anni prima, unanfora tagliata per il lungo.
Sorrise al ricordo.
Perch sorridi? La figlia lo riport alla realt.
Hugo lasci la mano di Merc e un i polpastrelli delle proprie, piegando leggermente le dita a
imitare le nervature degli archi che si aprivano sopra le loro teste. Ricordi del passato, di quando
giocavo e scorrazzavo da queste parti.
Lei gli si fece ancora pi vicina. Hugo le pos un braccio sulle spalle e rimasero in silenzio un
altro po, immersi ognuno nei propri ricordi.
Non riusc a dirle nulla. A impedirglielo fu la scintilla negli occhi di sua figlia quando parlarono
di Arnau. Era bastato menzionare il bambino perch quel corpo ancora debole e ferito riprendesse vita,
e mentre lui le taceva le minacce di Bernat, Merc parlava e chiedeva di Arnau con unenergia e un
entusiasmo che colmarono suo padre di angoscia.
Bernat non vuole che lo porti qui in ospedale, ment alla richiesta di Merc. Ha paura che
possa prendersi qualche malattia contagiosa.
Lei lo interruppe con un gesto della mano, dando a intendere che approvava la decisione.
In ogni caso, il medico mi ha detto che uscir presto, afferm poi.
Caterina non se la sent di rimproverare Hugo per il suo silenzio. Cosa faremo, quando
uscir? si limit a chiedere con voce debole, terrorizzata.
Continuarono a nasconderle la verit, ingannando anche se stessi, per unaltra settimana. Poi,
quando il Natale del 1419 era ormai vicino e il medico dispose le dimissioni di Merc, Hugo si vide
obbligato a rivelarle come stavano le cose.
No. Non volevamo... tentenn. Non volevamo mettere a rischio la tua guarigione.
Merc lo guard con una ferocia in lei inimmaginabile, si liber di tutti quelli che laiutavano a
stare in piedi e lasci lospedale della Santa Croce, ma invece di dirigersi verso la taverna sincammin
decisa verso il palazzo di via de Marquet. Mi avete detto fin troppe bugie, padre! rimprover a Hugo
quando cerc di fermarla.
Lui non aggiunse altro e si limit a seguirla a qualche passo di distanza, rammaricato. Discesero
lungo la Rambla, quasi fino al mare, poi lei infil via de la Merc e la percorse evitando le bancarelle di
mercanti e artigiani, immerse nella confusione e nel vocio della grande citt. Era un giorno nuvoloso e
freddo, soprattutto a causa dellumidit portata dal mare, che impregnava il vicolo sul quale si aprivano
i portoni del palazzo di via de Marquet.
Lasciatemi passare! disse Merc con tono imperioso, quando le sentinelle incrociarono le
lance per impedirle di entrare nel patio lastricato.
Chi sei? chiese uno dei soldati.
Hugo not che laltro, il quale probabilmente era da anni al servizio di Bernat e conosceva sua
figlia, aveva fatto cenno al collega di star zitto. Ufficiale! grid.
Lasciami passare! gli ordin Merc quando si rese conto di conoscerlo.
Mi dispiace, signora, si scus il soldato. Ufficiale! esclam di nuovo, inquieto, sperando
che il superiore lo liberasse da quella responsabilit.
Salvador! esclam Merc quando riconobbe lufficiale, accorso alle urla della guardia.
Luomo si ferm, guard la donna che un tempo era la sua padrona, e con un sospiro si piazz
dietro le lance incrociate.
Che cosa volete? chiese.
Mio figlio, Salvador. Voglio solo vedere Arnau...
Non  possibile, mormor lui.
 mio figlio, Salvador. Merc si avvicin ancora di pi alle lance e lufficiale fece un passo
indietro. Sono pi di due anni che non so niente di lui. Devo vederlo, abbracciarlo... Ho bisogno di...
Lufficiale ascoltava a testa bassa. Sono ordini dellammiraglio, disse, interrompendo le
suppliche senza riuscire a reggere lo sguardo di lei.
Be, di allammiraglio che voglio vederlo. Lasciami entrare e parlare con lui, lo preg
Merc.
Non c.
Dove posso trovarlo?
Non c, ripet lufficiale. Andatevene da qui.
No. Non me ne andr. Devo vedere...
Non potete stare qui.
Merc si lanci contro le lance, ma i soldati resistettero con fermezza. Hugo si avvicin e si
mise accanto a sua figlia.
Andatevene entrambi! Guardie! grid lufficiale. Arrivarono altri due uomini. Chiudete le
porte!
E mentre alcuni di loro si opponevano alla pressione che Merc esercitava contro le lance, gli
altri chiusero i massicci portoni di legno dalle borchie a forma di fiore che davano accesso al cortile del
palazzo.
No, li supplic Merc. No, no, no... ripet mentre le lance appuntite sparivano dietro la
fessura, un attimo prima che i portoni venissero definitivamente chiusi.  mio figlio! url, cos forte
da sovrastare il rumore metallico dei chiavistelli che scorrevano dallinterno. Ditegli che sono qui!
Che lo amo!
Cominci a picchiare sul portone, e a nulla valsero gli sforzi di Hugo per fermarla. Merc si
liber del suo abbraccio e appoggi la fronte contro il legno. Piangeva. Poco dopo ricominci a
prendere a pugni il portone. Arnau! gridava, con voce sempre pi debole. Arnau... sussurr tra i
singhiozzi, prima che Hugo la prendesse in braccio. Era svenuta.
Hugo pot fare ben poco per impedire che la figlia affrontasse tutti i santi giorni lo stesso,
frustrante tragitto intrapreso alluscita dellospedale della Santa Croce, fino al palazzo di via de
Marquet, dove i soldati le negavano laccesso e la possibilit di vedere suo figlio. Lui e Caterina
temevano che Merc potesse ammalarsi, ma quel corpo ancora magro, provato e debole ritrovava la
vitalit grazie allamore materno, alla lotta per Arnau.
Bernat non accett di riceverla.
Arriv Natale.
Bernat devessere a palazzo, osserv Merc una notte.
Era seduta a uno dei tavoli in compagnia di Hugo, Caterina e Pedro. La taverna era gi stata
chiusa al pubblico.
Non  detto, rispose Hugo. Marted scorso il re ha deciso di proseguire a Tortosa la riunione
delle Corti iniziata a Sant Cugat del Valls. Dubito che si sposti a Tortosa il 19 dicembre per tornare a
Barcellona il 25. Festegger l il Natale, ed  probabile che Bernat faccia compagnia a sua maest,
invece di trascorrere le feste in famiglia.
In effetti, Bernat non presenzi n alla messa di mezzanotte a Santa Maria del Mar n a una
qualunque delle cerimonie religiose e civili che si tenevano a Barcellona per celebrare la nascita di
Nostro Signore.
Mentre a Tortosa proseguiva la riunione delle Corti, Hugo continu a seguire sua figlia tutte le
volte che usciva per andare in via de Marquet, testarda, costante, insistente, come se smettere un solo
giorno di importunare le sentinelle significasse rinunciare allaffetto di Arnau. Hugo non tent
nemmeno di convincerla a lasciar perdere. Come poteva negare a una madre il diritto di lottare per il
proprio figlio, malgrado le sue armi fossero cos inefficaci? Si limitava a stringerla a s a fine giornata,
quando lei cercava il suo sostegno, pronta a piangere non appena si fosse sentita sicura tra le sue
braccia.
Eppure, vederla consumarsi in quel modo lo preoccupava. Forse lindomani avrebbe deciso di
riposare, pensava, ma il sole portava una nuova iniezione di forza a Merc, ogni giorno pi scheletrica
nonostante gli sforzi di Caterina per farla mangiare. Un uccellino, cos laveva definita lubriacone di
Sabanell. E cos mangiava Merc: come un uccellino, becchettava quello che Caterina le metteva nel
piatto.
Col passare dei giorni Merc cambi strategia: smise di presentarsi alle porte del palazzo per
appostarsi a una delle estremit di via de Marquet, in attesa che la nuova moglie di Bernat uscisse. La
vide diverse volte, senza il bambino, e la segu. Perch? le chiese Hugo. Merc fece spallucce. Vive
con mio figlio, rispose, con una smorfia di disprezzo sul volto smagrito.
Era il gennaio del 1420 quando, un mattino soleggiato e freddo, Hugo smise di badare a ci che
fino a quel momento laveva distratto  la gente che passava per strada, le conversazioni e le urla dei
banditori che rendevano noti avvenimenti e ordini  per girarsi verso sua figlia, sempre concentrata su
quanti attraversavano il portone del palazzo di Bernat.
Merc tremava.
Hugo si piazz alle sue spalle, e da l vide Marta camminare nella direzione opposta a quella in
cui si trovavano loro. Era in compagnia di una serva che teneva Arnau per mano, e aveva tre soldati di
guardia.
 mio figlio, sussurr Merc.
Hugo le strinse le spalle, un po per darle coraggio un po per tenerla accanto a s.
Andiamo... Merc era pronta a seguire il figlio, ma si ferm vedendo lespressione di Hugo.
No, cerc di opporsi lui. I soldati sorvegliano Arnau. Un conto  avvicinarsi alle porte del
palazzo, un altro disturbare la contessa per strada, aggiunse, ricordando gli avvertimenti di Guerao.
Non faremo niente, padre, lo interruppe Merc. Voglio solo vedere mio figlio. Avvicinarmi
a lui pi che posso. Vi prometto che non far altro.
Per non passare davanti alle sentinelle del palazzo, evitarono di uscire da via de Marquet e
fecero il giro dellisolato, per raggiungere via Ample e mettersi alle spalle della contessa.
Hugo dovette trattenere Merc per il braccio affinch rallentasse il passo e mantenesse una certa
distanza dal gruppo cui la gente apriva il passaggio. La sent singhiozzare quando vide Arnau che, per
mano alla serva, la tirava di qua e di l, come avrebbe fatto qualunque bambino di poco pi di tre anni.
Anche lui sent un nodo alla gola e fatic a deglutire.
Svoltarono e affrontarono la discesa de los Lleons, che confinava con il Palazzo Minore. Hugo
spost lo sguardo dal gruppo che li precedeva alledificio, un magnifico blocco irregolare di grandi
costruzioni con unimponente torre circolare su un angolo. Era l  Proprio qui, di fronte a quella
porta, fu tentato di spiegare a Merc  che il Cane Rognoso e i suoi amici lo avevano picchiato, e
sempre l era naufragata lavventura di Bernat con la balestra e il suo proposito di uccidere il conte di
Navarcles.
Padre! esclam Merc riscuotendolo dai suoi ricordi.
Hugo guard il punto che sua figlia indicava. Marta, la nuova moglie di Bernat, aveva deciso di
sostituire la serva, eccessivamente benevola col bambino: preso Arnau per mano, lo tirava con forza
mentre il piccolo si intestardiva, cercando di tornare sui suoi passi. Strillava e si gettava a terra mentre
la contessa lo tirava per il braccio per obbligarlo a camminare.
Hugo trattenne sua figlia. No, Merc. Sta solo facendo i capricci...
Ma quando Marta cominci a gridare e diede due schiaffi ad Arnau, Hugo non riusc a
impedirle di correre verso la donna. Davvero laveva lasciata andare lui?, si chiese mentre la inseguiva.
Distratti dal litigio tra il bambino e la matrigna, i soldati non si accorsero dellarrivo di Merc,
che sinfil tra i due e diede uno spintone alla contessa. Questultima inciamp e, se non fosse stato per
la serva, che la sostenne, sarebbe caduta a terra. Hugo, invece, venne subito intercettato da una guardia
pi pronta delle altre.
In quella viuzza, proprio come era successo anni prima con il Cane Rognoso, la lite interruppe
le chiacchiere dei passanti. Come Hugo, immobilizzato dal soldato, tutti guardavano la donna smunta
che, dopo essere piombata nel gruppo e aver spinto la contessa, si era accovacciata davanti al bambino,
il quale se ne stava zitto, meravigliato.
Arnau, sussurr la donna.
Mentre la contessa cercava di ricomporsi, gli uomini di scorta rimasero tranquilli: conoscevano
la madre del bambino.
Arnau, ripet la donna, allungando la mano.
Il piccolo indietreggi di un passo e il suo gesto, quasi intimorito, fece vacillare Merc.
Hugo chiuse gli occhi con forza, per riaprirli solo quando ebbe conferma dei suoi timori: il
bambino era scoppiato a piangere. Arnau aveva poco pi di tre anni e non vedeva sua madre da pi di
due. E Merc, adesso, sembrava pi morta che viva.
Arnau, grid Merc, alzando la voce. Sono tua madre.
Il bambino pianse ancora pi forte e si rifugi tra le gambe di uno dei soldati.
Non ti ricordi di me?
Arnau si strinse alla gamba delluomo e gli premette il volto contro il ginocchio, guardando di
sbieco la donna dagli occhi incavati e le occhiaie violacee che allungava la mano scarnita verso di lui.
Non mi riconosce, lament Merc, cercando laiuto di Hugo. Arnau, insistette, capendo
che suo padre non poteva fare niente. Il bambino si rifiutava di guardarla. Sono tua madre, Merc, tua
madre...
Arrestatela! ordin in quel momento la contessa.
Con uno strattone, Hugo si liber della presa del soldato proprio mentre uno dei suoi colleghi si
abbassava per sollevare Merc. Basta! grid.
Un soldato lo minacci con una lancia.
Non ha patito abbastanza? li implor Hugo.
I soldati si fermarono. Diverse persone, richiamate dalla scena, annuirono alle parole di Hugo.
Non  gi abbastanza che il figlio non la riconosca!? intervenne una donna anziana.
Hugo ricord che, in quella stessa strada, unaltra donna lo aveva difeso quando avevano
scoperto che Bernat aveva una balestra.
La contessa sent su di s gli sguardi dei cittadini che si fermavano l attorno, sempre pi
numerosi. I soldati temporeggiavano accanto a Hugo, che se ne stava fermo di fianco a sua figlia,
ancora accovacciata, e ad Arnau, che invece guardava la scena con gli occhi spalancati.
Siate clementi, disse qualcuno in mezzo al gruppo.
Vi conosciamo, Marta Destorrent! grid un altro. Voi avete tutto, afferm, mentre intorno
a lui si levava un mormorio dassenso. Questa poveretta invece ha perso suo figlio.
Seguirono altri commenti del genere. Furono i soldati stessi a far capire alla contessa che era
meglio andare via; il malanimo della gente era incontrollabile e non potevano garantirle la sicurezza.
La moglie di Bernat si adegu a quanto le veniva indicato e, dopo aver ordinato alla serva di prendere
in braccio Arnau, si rimise in cammino.
Ancora a terra, Merc vide che suo figlio, protetto tra le braccia della serva, adesso la guardava incuriosito.
...
.
...
32.
...
.
...
Nonostante gli sforzi di Hugo, tra lui e Merc non si era ricreata la complicit e lintesa di
quando erano andati a Saragozza, circa dieci anni prima, in cerca dinformazioni per Roger Puig: allora
avevano condiviso momenti molto intensi e si erano aperti luno allaltra. Stavolta, invece,
camminavano accanto al carro in un silenzio quasi sepolcrale. A febbraio, quando il vino, ormai
conclusa la seconda fermentazione, veniva messo in vendita, Hugo era partito per andare a comprare
quello con il quale distillare laqua vitae, a buon mercato e di bassa qualit. Gli sarebbe piaciuto
stringere un accordo per rifornire di vino larmata che presto sarebbe salpata per la Sardegna, ma
riteneva difficile, se non impossibile, che Bernat lo accettasse come fornitore. In ogni caso, la vendita
dellaqua vitae portava loro molto pi denaro di quanto avrebbero potuto immaginare. Perci doveva
solo procurarsi del vino scadente. Mentre si preparava per il viaggio, Caterina gli aveva proposto di
farsi accompagnare da Merc. Le giover, aveva sostenuto. Si distrarr e far movimento. Ne ha
bisogno. Passa le giornate chiusa nella sua stanza.
Il giorno dopo lalterco in strada con la contessa, avevano ricevuto la visita dello stesso ufficiale
che era gi stato nella loro taverna. Questa volta, per, era accompagnato solo dalla sua guardia, senza
Guerao, e li aveva minacciati senza mezzi termini: li avrebbe arrestati. Cos aveva detto a padre e
figlia; se non lo aveva ancora fatto era solo per carit cristiana, perch sapeva cosera successo con il
bambino... Ma non avrebbe dato loro una seconda opportunit: se avessero infastidito di nuovo la
famiglia dellammiraglio, li avrebbe sbattuti in prigione.
Hugo aveva ringraziato lufficiale per la sua indulgenza. Merc invece era stata zitta, come lo
era adesso, mentre andavano nel Peneds in cerca di vino. Hugo, al contrario, non faceva che parlare; si
sforzava di trovare sempre qualcosa da dire, parl di vino e raccont gli aneddoti di quellaltro viaggio
a Saragozza... Stava per parlare anche di s, di quanto fosse felice con Caterina, ma prefer evitare,
pensando che fosse inappropriato, data la situazione di Merc. Torn quindi al vino, un argomento che
dominava. Lei camminava in silenzio dallaltra parte della strada. Hugo le raccont di Mahir e della sua
infanzia. Cosa ne era stato dellebreo? Non aveva saputo pi niente di lui. Probabilmente era morto
assassinato durante la sanguinaria rivolta del 1391. Le parl del vino di Vilatorta e di Dola, e diede
voce ai ricordi sulla ragazzina ebrea, come se fosse da solo. Non laveva mai fatto prima. Confess il
suo amore e le sue sventure, si rammaric del fidanzamento di Dola con il cugino, e anche di essersi
prestato a produrre un vino speciale per il loro matrimonio, che pure non era stato mai celebrato.
Sono stata felice, disse con voce roca. Questo ha detto Dola, prima di morire.
Merc non fece commenti. Hugo si schiar la gola e continu a parlare del vino di Vilatorta.
Spieg a sua figlia come lo elaborasse e quali cure gli prestasse, e per finire le raccont di quando
aveva perso la vigna per colpa di Eullia. Mentre raccontava si volt, guard Merc e la sua voce si
spense. Lei nemmeno se ne accorse; avvolta in una coperta per proteggersi dal freddo dellinverno,
camminava con lo sguardo perso. Arnau, la contessa, Bernat, Arnau, Arnau, Arnau... Dovevano essere
quei pensieri a ossessionarla, concluse Hugo. Sent un tuffo al cuore e per un attimo fatic a seguire il
ritmo delle mule.
Merc contava ormai ventiquattro anni, ma ne dimostrava molti di pi, troppi, si disse Hugo. La
prigionia le aveva rubato la giovent; Bernat, la voglia di vivere e suo figlio. Ma poteva ancora
rinascere; cos sosteneva Caterina. Ho perso diversi figli, aveva argomentato una notte nella loro
camera mentre tendevano lorecchio alla stanza accanto, dove dormiva Merc. E i miei sono stati
venduti come schiavi per essere sfruttati e umiliati, aveva aggiunto. Arnau, al contrario,  trattato
come un principe. Questo dovrebbe tranquillizzarla. Bernat morir, Arnau invece crescer e potr
riparare allerrore. Hugo, per, pensava che se Arnau non aveva riconosciuto sua madre quando aveva
tre anni, era quasi impossibile che andasse a cercarla quando ne avesse avuti venti. Sempre che Merc
fosse ancora viva... Di quel passo, probabilmente sarebbe morta prima di Bernat. Il suo tono si era
incupito al solo pensiero. Io ero una schiava... era intervenuta Caterina, ma lui laveva interrotta: non
aveva senso fare confronti. Merc era cresciuta in un palazzo, nel lusso, si era sposata con
lammiraglio, era stata contessa. Abbi fiducia in lei, aveva insistito Caterina. Tua figlia  una
donna. Secondo la Chiesa, noi rappresentiamo il peccato e dovremmo essere punite, e forse in fondo ci
credete anche voi, e ci punite per questo. Aveva messo a tacere le proteste di Hugo e aveva
proseguito: Tu no, forse, ma la gran parte degli uomini, s. Noi soffriamo. Partoriamo, Hugo. Diamo
la vita. Non dimenticarlo mai. Tua figlia  madre, e nel momento in cui una donna diventa madre,
niente, niente, aveva detto, quasi gridando, la pu fermare, se si tratta della sua famiglia. Una madre
sa anche accettare il dolore, se  per il bene di suo figlio.
Hugo si volt di nuovo verso Merc. A vederla cos, pens, sembrava del tutto incapace di
combattere; forse cominciava a rassegnarsi alla situazione...
Voglio conoscere mia madre, disse lei, con grande sorpresa del padre.
A quella richiesta, Hugo tacque. Conoscere Arsenda, la donna che al cospetto di Bernat e del
vescovo aveva affermato che Merc era figlia del diavolo; la donna che aveva ammesso di desiderare la
sua morte.
Non credo che... disse, dopo qualche passo.
Merc si ferm. Hugo tir il capestro delle mule e fece altrettanto.
Mi hanno tolto mio figlio e minacciano di arrestarmi se solo mi avvicino a lui, disse lei con
voce ferma. Vengo a sapere che voi non siete mio padre e che chi mi ha fatto da madre quando ero
bambina mi ha ceduta in ostaggio per via di una disputa religiosa, e poi mi ha lasciata marcire in una
cella. Mio marito mi ha ripudiata e sono stata cacciata come un cane da casa mia. Mi raccontano che
Barcha ha sacrificato la sua vita per sapere qualcosa di me. E alla fine scopro che mia madre  convinta
di essere stata violentata dal diavolo, che secondo lei mio padre  il maligno, e anche che non ha mai
fatto nulla per me, nonostante voi siate corso da lei dopo il mio rapimento. In tutto questo disastro, in
questa catastrofe, padre, non mi resta che conoscere anche questa persona.
Padre e figlia si guardarono, dai lati opposti del carro. Hugo non era in grado di interpretare ci
che provava sua figlia: Merc non piangeva, non rideva, era composta e non trasmetteva alcun
sentimento, se non quello suscitato dalle parole che ripet: Voglio conoscere mia madre.
Dopo averla sentita elencare le disgrazie patite negli ultimi anni, Hugo rabbrivid e prov
compassione per sua figlia. L in strada faceva freddo, il sole era coperto da un gruppo di nuvole basse.
Di tutte le persone che Merc aveva nominato, solo Barcha aveva combattuto ed era morta per lei.
Hugo la ricord con affetto.
Una mamma vera lhai avuta... La mora...
Lo so, ma voglio conoscere la donna che mi ha partorito.
Andremo a Bonreps, decise. Dopo tutto quello che aveva sofferto Merc, non poteva
negarle quel diritto.
Tuttavia, era vivo in lui il ricordo dellintransigenza di sua sorella lultima volta in cui avevano
parlato: poteva anche portare Merc da Arsenda, ma non poteva prometterle che lei lavrebbe ricevuta.
La grata in legno che separava la chiesa dal convento delle monache di clausura, quella che
Hugo aveva strappato dal muro quando era stato l, era stata risistemata con cura. La monaca che li
aveva accolti al loro arrivo riconobbe Hugo e, dopo aver balbettato una scusa, corse ad avvisare la
badessa Beatriz.
A quanto pare, c, sussurr Hugo a sua figlia.
Avevano impiegato diversi giorni ad arrivare a Bonreps. Non avevano comperato vino durante
il tragitto. Per raggiungere il convento si passava da un sentiero roccioso e ripido in mezzo al bosco, e
al pensiero del rischio che avrebbero corso se lavessero attraversato con un carro carico di botti, Hugo
si era impegnato ad acquistare alcune partite che avrebbe ritirato per al ritorno. Il viaggio era stato
silenzioso ma agevole. Aveva pagato con generosit i contadini, che in cambio gli avevano dato
alloggio e tutto ci di cui avevano bisogno. Nel Peneds aveva cercato il podere in cui viveva Manuel.
Aveva raccontato a Merc anche di lui.  stato lui a obbligarmi a battezzare le mule Rossa e Bianca.
Il bambino non cera. I genitori non avevano aggiunto altro, e lui non aveva chiesto spiegazioni
vedendo che gli occhi della madre si erano fatti lucidi non appena aveva sentito nominare il figlio. Si
era congedato con cortesia e avevano proseguito il loro viaggio.
Perch non abbiamo passato la notte l? gli chiese Merc.
Manuel si era comprato una statuina di legno, con la moneta che gli avevo regalato. Per un
attimo, Hugo rimase in silenzio. Non volevo rivedere quella statuetta, aggiunse infine, e non credo
che la nostra presenza fosse gradita ai genitori.  evidente che il bambino  morto: magari si  preso la
febbre, oppure ha avuto un incidente in campagna.
Lungo il tragitto per Bonreps, Hugo si era chiesto spesso se il destino di Manuel e quello di
Arnau potessero essere messi a confronto. Il tuo  vivo, avrebbe voluto dire a sua figlia. La stessa cosa
che diceva Caterina. Ma non os farlo e l, accanto alla grata in legno, entrambi aspettavano larrivo di
Arsenda. Faceva cos tanto freddo che si scaldavano le mani con il fiato e sbattevano i piedi sul
pavimento di quella chiesetta nascosta nel verde di una valle sperduta.
Perch sei tornato, Hugo?
La domanda sorprese entrambi. Non lavevano sentita arrivare. Da quanto tempo era l a
osservarli?, si chiesero con uno scambio di sguardi.
Ho portato con me tua figlia, rispose Hugo con lo stesso tono severo con il quale Arsenda li
aveva appena ricevuti. Vuole conoscere sua madre.
Non sono la madre di questa donna... n di nessunaltra.
Merc si avvicin alla grata con uno slancio deciso. Hugo rimase in disparte, chiedendosi se
dovesse pregare per loro mentre guardava la Madonna che presidiava la chiesetta. Decise di
concentrarsi sulla conversazione tra sua figlia e sua sorella.
Mi avete partorito, replic Merc, dunque siete mia madre.
Per essere madri bisogna desiderarlo e volerlo. Io sono stata un capriccio del diavolo, il mezzo
attraverso il quale  riuscito a fare del male. Ecco cosa sono stata: un mero strumento. Non sono mai
stata madre.
Perci, io incarno il male? chiese Merc.
Il silenzio con cui Arsenda accolse la domanda concesse a Hugo di riflettere su quanto la sorella
aveva appena sostenuto. E se Arsenda fosse riuscita a convincere Merc di essere unincarnazione del
male? La morte di Barcha, la perdita di Arnau, il carcere, una vita piena di disgrazie... Tutto poteva
essere imputato a quella condizione nefasta, sino a persuadere Merc del fatto che la sua origine
diabolica fosse causa di tutte quelle sventure.
Invece, Merc frug tra le proprie vesti, allaltezza del seno, tir fuori la croce dargento che
portava appesa a una catenina e lalz per mostrarla ad Arsenda. Nessuna delle due disse niente. Poi
Merc si diresse verso la Madonna col bambino, sullunico altare della chiesa, sotto labside, e di fronte
a quellimmagine si prostr.
Ave Maria, gratia plena... Il tono con cui Merc recitava la preghiera era cos potente da
risuonare nella volta a botte della navata, diffondendosi ovunque. Ci nonostante, Hugo riusciva a
sentire il respiro accelerato di Arsenda dietro la gelosia. Mater Dei... Arsenda sospirava? Hugo si
avvicin alla grata.
 tua figlia, mormor attraverso le fessure del legno, mentre Merc continuava con il Salve.
Salve, Regina, Mater misericordiae. La sua voce si alzava carica denergia.
Non senti la sua devozione? la provoc Hugo. Ascoltala, sorella. Credi che stia mentendo,
che stia ingannando la Madonna? Sentila, Arsenda! Senti il suo fervore.
O clemens, o pia... pregava Merc.
O dulcis Virgo Maria, sussurr Arsenda.
Merc preg a lungo. E, come se fossero state chiamate a un ufficio divino, varie sorelle si
unirono alle preghiere delle due donne. Di colpo, quella chiesetta trascurata, umida, fredda e poco
accogliente si riemp di magia grazie alle preghiere sussurrate che ne invasero gli spazi, fluttuando
nellaria. Nellistante in cui Merc si ferm a prendere fiato, ancora prostrata davanti alla Madonna,
una delle monache di clausura inton un canto. E subito le altre si unirono a lei. Merc singinocchi; il
volto era rigato di lacrime.
Cantarono tre salmi. Poi, dopo qualche istante di silenzio, dietro la grata si sent un rumore.
Hugo si avvicin a sua figlia e laiut ad alzarsi. Era leggera come una piuma, eppure Hugo la sent pi
agile e pi forte, mentre la vedeva dirigersi decisa verso lo schermo dietro il quale si nascondevano le
monache.
Madre? Nessuno rispose, ma si sentiva il loro vocio. Madre? insistette Merc alzando la
voce.
Non c, rispose alla fine una delle sorelle.
Dov andata? Chiamatela. La aspetter, preg.
Silenzio. Anche Hugo si avvicin alla gelosia.
Dov Arsenda... Beatriz? si corresse.
La badessa sta pregando, rispose una voce.
Ma... la interruppe Merc.
Figliola, cerc di calmarla la sorella, con voce dolce. La badessa Beatriz si  chiusa nella
sua cella. Ha molto cui pensare, molto per cui pregare.
Aspetter, insistette Merc.
Per tutta la vita? disse unaltra. Perch addosso alla badessa  appena crollata una vita
intera. Permettile di riprendersi, di pregare, di piangere, se necessario.
S, aggiunse la prima sorella. Datele tempo. Quello che ha vissuto oggi ha alterato i principi
che governavano il suo agire, le basi stesse della sua fede in Dio, forse.
E quindi? intervenne Hugo.
Cosa pretendete? intervenne unaltra.
La prima volta che siete venuto qui, si sent dalla bocca di una terza sorella, avete chiesto
alla badessa qualcosa di concreto: che proteggesse vostra figlia. Dio lha fatto per lei. Cosa volete
oggi?
 mia madre, disse Merc, anticipando la risposta di Hugo.
Se cos fosse, cos che vuoi? Madre Beatriz  una sorella, ha donato la sua vita a Dio. Stai
cercando la sua benedizione? Te la diamo noi: che Cristo e la pace siano con te.
Non chiedere di pi, insistette la prima monaca. Se la badessa Beatriz vorr rivederti, ti
cercher. Stanne certa. Fino a quel momento, vai in pace.
Ho bisogno di sapere che per mia madre non sono la figlia del diavolo, le supplic Merc.
Hugo intravide dei movimenti dietro la grata. Una delle monache si schiar la gola, come se
volesse prendere la parola, ma poi non lo fece. Si sussurrarono qualcosa. Alla fine, la risposta arriv.
Non crediamo che tu sia figlia del diavolo, le dissero da dietro la gelosia. Ci siamo unite alla tua
preghiera e siamo state un solo spirito, e la Chiesa altro non  che quella comunione di anime. Ci hai
rese partecipi della tua virt e noi ne siamo state colmate. No, il diavolo non vive in te, ma questo non
esclude che la badessa Beatriz possa essere stata violata dal demonio... Solo il Signore lo sa. I suoi
cammini sono insondabili. Lasciala in pace, figliola. Ha sempre vissuto con lo stigma di essere stata
violata da Satana, nella convinzione che il suo corpo avesse partorito un demonio. S, ti dava per morta,
ma non si  mai liberata della sensazione di aver cresciuto nel proprio ventre il seme del male. Tutto
questo, per quanto forte possa essere la badessa, non si supera in un solo giorno, e nemmeno in un
anno.
 molto probabile che sia daccordo con noi, sugger la seconda sorella.
Ecco perch se n andata, aggiunse la terza.
Perch, se credesse che sei un demone, stai pur certa che ti avrebbe affrontato, sentenzi la
prima.
Hugo Llor non figur tra i fornitori di vino della flotta diretta in Sardegna, ma guadagn
decisamente di pi vendendo piccoli otri di aqua vitae ai soldati arrivati dai dintorni di Barcellona. Re
Alfonso andava di nuovo a sottomettere lisola di Sardegna alla propria autorit. I finanziamenti delle
Corti erano stati destinati alla costruzione di galee, al nolo di altre navi, al loro approvvigionamento,
nonch al reclutamento di pi di settecento guerrieri. Nonostante lelevato numero di arruolati, cui si
sommavano quaranta balestrieri e venti soldati per ognuna delle trenta galee dellArmata reale,
lesercito non era allaltezza di una simile impresa bellica.
Alfonso disponeva di quasi duemilacinquecento uomini, ma in realt gliene sarebbero occorsi il
doppio. Una carenza che aveva posticipato linizio delle ostilit rispetto al momento in cui, nel 1418,
aveva dichiarato guerra alla repubblica di Genova, alleata dei sardi. Frattanto, Alfonso aveva scritto ai
nobili dei propri regni, pi di seicento, nonch alle citt libere come Barcellona e ai suoi probiviri,
affinch, a loro spese, partecipassero alla guerra e apportassero il loro contributo in uomini, cavalli e
armi, promettendo loro che li avrebbe ricompensati con generosit.
I signori e le citt risposero, e in quel mese di aprile del 1420 il monarca contava su un esercito
di circa seimila uomini, suddivisi tra balestrieri e fanti, e pi di mille cavalieri. Larmata era stata
convocata nel porto di Los Alfaques, a la Rpita, vicino a Tortosa, perch l si trovava il re e da l
sarebbe salpata. A Los Alfaques convogliarono le galee da guerra da diversi porti catalani: da Salou,
Sant Feliu, Cotlliure, Roses, e naturalmente da Barcellona, la citt che pi di tutte avrebbe contribuito.
Le navi del regno di Maiorca si sarebbero unite alla flotta a Minorca, altre ancora sarebbero salpate dal
porto del Grao a Valencia e altre quattro galee dalla repubblica di Venezia.
Laqua vitae di Hugo, il nuovo liquore che graffiava la gola, bruciava lo stomaco e ubriacava
molto pi facilmente del vino, entusiasm i giovani soldati che erano accorsi nella citt comitale pronti
a rischiare la vita per re Alfonso, ma anche allettati dalla generosa ricompensa promessa in caso di
vittoria. Da quando le truppe si erano acquartierate a Barcellona, la taverna di Hugo era sempre
strapiena. Lui e Caterina faticavano a chiudere e a mandar via tutti quelli che oziavano allinterno.
Volevano bere, e i pi volevano anche rifornirsi di aqua vitae per affrontare il viaggio in Sardegna, la
guerra contro i ribelli sardi e gli alleati genovesi. Hugo, Caterina, Merc e Pedro passavano le notti a
distillare vino per rispondere allingente domanda di chi era disposto a pagare qualunque cifra per
laqua vitae.
Facevano soldi a palate. Merc non aveva nemmeno il tempo di pensare e ogni tanto la si
vedeva perfino sorridere ai complimenti o alle impertinenze di una soldatesca pronta a sorvolare sulla
sua magrezza e sullaspetto patito. Mentre lo serviva, un soldato allung le mani. Hugo fece per correre
in sua difesa, ma Caterina lo afferr per un braccio e gli indic Merc con il mento: la ragazza stava s
insultando il soldato, ma qualcosa nel suo modo di parlare, nel suo spirito, era cambiato. Merc si
volt, lasciandosi il tavolo alle spalle, con un sorriso soddisfatto che cancell dal proprio volto non
appena si rese conto che suo padre e Caterina la guardavano. Non riusc per a nascondere il passo
allegro e deciso.
E tu, poi, non vorrai metterti a litigare con un ragazzino? aggiunse Caterina, mentre Merc
aspettava che Pedro, indaffaratissimo per stare dietro alle ordinazioni, le preparasse un altro giro di
aqua vitae.
Perch no? replic Hugo scrollando le spalle, con gli occhi che scintillavano ironici.
Caterina scoppi a ridere, richiamando lattenzione di molti degli avventori.
Il 2 maggio del 1420, quando Hugo aveva quasi finito le riserve di vino con il quale distillare
laqua vitae e le navi erano gi cariche di provviste e attrezzature, lammiraglio dellarmata catalana
Bernat Estanyol ordin alla flotta che doveva salpare dal porto di Barcellona di mollare gli ormeggi.
Pi di seicento cavalieri, accompagnati da duemila militari arrivati da tutto il principato, nonch
balestrieri e genti darme delle galee si diressero alla spiaggia scortati da buona parte della cittadinanza;
alcuni erano accorsi per salutare i parenti in partenza, altri semplicemente perch attratti dallo
spettacolo di colori e confusione.
Merc si trovava sulla spiaggia, in mezzo a un gruppo di soldati arrivati da Granollers. Quello
che aveva allungato le mani e i suoi amici non erano l; si trattava di altri ragazzi, giovani come lei,
gente comune che aveva le proprie occupazioni e accorreva alla chiamata del re spinta da senso del
dovere, entusiasmo e molte illusioni. Lambiente festoso che aveva invaso Barcellona nei giorni
precedenti la partenza dellarmata aveva influenzato anche lo stato danimo di Merc: Hugo e Caterina
avevano lavorato il doppio per permetterle di sedersi ai tavoli della taverna, a chiacchierare e ridere con
quei ragazzi, molti dei quali sarebbero morti in battaglia ad Alghero o nei dintorni, senza fare ritorno a
casa. Quella realt si insinuava a forza nelle loro risate nervose, nelle espressioni tese o negli sguardi
che a volte si fermavano su un luogo inaccessibile, mossi dalla nostalgia di quanto si lasciavano alle
spalle e dalla paura del futuro. Laqua vitae li tranquillizzava, scioglieva loro la lingua e ogni remora...
in loro e in Merc. Uscirono in gruppo, e tra le risa e le chiacchiere attraversarono una citt in festa,
votata a quegli uomini che, rischiando la vita, correvano a difendere la loro terra.
Quella mattina, mentre era sulla spiaggia, frastornata dalla confusione, Merc ricord quanto
era successo la notte precedente. La campana del castello del governatore non aveva ancora suonato il
coprifuoco, chiamando i cittadini a chiudersi in casa. Miquel, questo era il nome del soldato. Lo cerc
tra la folla, senza trovarlo. Solo un attimo prima era al suo fianco, davanti ai cantieri navali. La notte
appena trascorsa, Miquel laveva corteggiata. Lei aveva paura: non si vedeva n si sentiva attraente, ma
laqua vitae, la tristezza negli occhi di quel ragazzo e il fatto che la maggior parte delle altre donne si
concedessero con allegria e senza preoccupazioni lavevano spinta a lasciarsi andare. Era stato veloce,
deludente e anche doloroso; lavevano fatto quasi vestiti, sulla sabbia, al riparo di una barca da pesca e
sotto una luna meravigliosa; i sospiri di Miquel si erano confusi con quelli di altri soldati e con le grida
di piacere, finte o sincere che fossero, di altre donne. Dopo quanto era successo nella cella di Sabanell,
quando sembrava ormai destinata a morire e i carcerieri avevano abusato di lei fino a ridurla in uno
stato tale da suscitare repulsione, si era convinta che non si sarebbe mai pi concessa a un uomo.
Laqua vitae per non sapeva di ricordi, buoni o cattivi che fossero, e dopo un sorso, due e poi tre
aveva permesso a Miquel, che fremeva di desiderio, di toccarla. Allora aveva pensato a Bernat. Era
lunico uomo al quale avesse concesso di conoscere i suoi segreti pi intimi. Una bella differenza!,
pens, mentre, con Miquel ormai esausto, si sistemava i vestiti e li ripuliva dalla sabbia. Brutale e truce
nei modi e nella vita, il vecchio corsaro si scioglieva in tenerezze quando labbracciava, come se avesse
paura di nuocerle. Cosa aveva fatto di male per essere accusata di essere la figlia del diavolo,
uninfamia che aveva decretato la fine della sua felicit? Era stata bene con Bernat. Con lui si era
sentita davvero una donna.
La voglia di rivedere Miquel era svanita. Avrebbe avuto ancora voglia di godere di lei, se
avesse saputo che era la figlia del diavolo? Merc sorrise, sarcastica. Era in mezzo ai soldati, come
molte altre donne. Lattivit era frenetica, il mare pieno di galee, galeotte, navi panciute, imbarcazioni
predisposte al trasporto delle truppe e della cavalleria. Ufficiali e soldati gridavano; flauti e timpani
suonavano. I barcaioli trasportavano i soldati alle navi. Centinaia di cavalli, in attesa di essere caricati a
bordo, nitrivano e scalciavano. Disordine, caos, grida, pianti, baci, saluti, persino qualche litigio...
Merc si lasci travolgere da quel vortice. Un soldato sconosciuto che stava raggiungendo la riva per
affidarsi a un barcaiolo le pass accanto e la baci sulla bocca. Fu un bacio fugace, sorprendente.
Merc non ebbe nemmeno il tempo di rendersi conto di quello che era successo quando il soldato che
lo seguiva imit il compagno. Lei scosse la testa, incredula. Ci prov anche un terzo, ma lei si scost
rapida, facendosi scudo con le mani. I soldati risero; alla fine lo fece anche lei e alcuni applaudirono.
Torneremo da te, bella, le promise uno.
Vinceremo per te! esclam un altro.
E per tutte le donne catalane! esclamarono in gruppo.
Acclamazioni, applausi, risate. Dopo quanto era successo quella notte, la festa, lacquavite e il
vino, Merc cominciava a vivere quel mattino come un sogno. Poi, dun tratto, il vocio si fece pi forte.
Lunga vita al nostro ammiraglio!
San Giorgio!
In molti ripeterono il grido di guerra dellesercito. Con quel baccano a fare da sottofondo,
soldati e cittadini riuniti sulla spiaggia aprirono un passaggio a Bernat Estanyol. Merc lo vide
avvicinarsi al punto in cui si trovava lei; doveva passarle accanto per raggiungere i cantieri, dove,
insieme al vescovo di Barcellona e a una rappresentanza del clero, lo aspettavano le bandiere e gli
stendardi che sarebbero stati issati sulle navi, gi benedetti durante una messa solenne nella cattedrale e
portati in spiaggia in processione. Bernat avanzava protetto dalla guardia, circondato da ufficiali e
consiglieri, accompagnato dalla nuova contessa, chiaramente incinta; davanti a tutti, libero, entusiasta,
lo sguardo che vagava attorno a s, cera Arnau, in un vestito di seta azzurro che brillava al sole
primaverile. Il neo sullocchio destro spiccava come quello di suo padre.
Andavano dritti verso di lei. Merc non sent pi nulla. Il mondo intero scomparve dal suo
campo visivo, per accogliere unicamente quel bambino che correva deciso verso di lei. Qualcuno la tir
per un braccio per costringerla a spostarsi, ma Merc si liber con una gomitata. Arnau era a pochi
passi da lei. Non sapeva se Bernat, Marta o qualcuno del loro seguito lavesse riconosciuta. Non li
vedeva, e nemmeno le importava. Singinocchi davanti a suo figlio e spalanc le braccia, e il
bambino, disorientato dalla confusione, vi si gett. Merc lo strinse con forza.
Arnau grid. Merc lo supplic di stare zitto e gli copr la faccia di baci, tutti quelli che non gli
aveva dato nel periodo in cui erano stati separati. Bernat si lanci verso madre e figlio, seguito dalla
guardia. Soldati e curiosi formarono un fitto cerchio intorno allammiraglio, che gridava ai suoi
accompagnatori di liberare il figlio, ma Merc non lo lasciava andare, e mentre Arnau sbraitava e la
respingeva, cercando di liberarsi del suo abbraccio, i soldati esitavano per paura di fare del male al
bambino.
Lascialo, Merc! grid Bernat.
Allontanati da lui, figlia del diavolo! ordin la contessa.
Un ufficiale aveva preso Merc per i capelli, il volto di lei incollato a quello di Arnau, mentre lo
cullava con forza. Il bambino, in lacrime, faticava a respirare. Lufficiale aveva una daga tra le mani.
 semplice, cercava di fargli capire lammiraglio con lo sguardo e a gesti: trattenuta per i capelli,
Merc offriva la nuca, libera, come un animale pronto al sacrificio. Bernat non esit un istante.
Avanti! Lascia andare il bambino! ordin.
Lufficiale tir cos forte i capelli di Merc che la sollev appena da terra, separandola da Arnau
quanto bastava per metterne in vista la gola, quando un uomo sinfil in mezzo alla gente, tra urla,
gomitate e spintoni.
No! Non farlo! Hugo rimase fermo, tremante, come se la sua immobilit potesse contagiare il
soldato, pronto a tagliare la gola a sua figlia. Bernat, ti supplico... lo implor, lo sguardo fisso sulla
lama affilata che splendeva al sole.
Bernat non rispose alle sue preghiere.
Ci pens il vescovo di Barcellona, che, accompagnato dalla sua corte, percorreva con solennit i
pochi passi che lo separavano dal luogo dellincidente; le bandiere erano gi dietro di loro, negli
arsenali, sorvegliate dai soldati. Nel nome del Signore, fermati!
La voce, chiara e autorevole, si alz al di sopra dei mormorii e dei commenti, e il soldato che
era pronto a mettere fine alla vita di Merc si ferm e lasci cadere a terra la donna.
Hugo espir tutta laria che aveva trattenuto nei polmoni. Il vescovo e i suoi raggiunsero il
punto in cui Merc era ancora abbracciata ad Arnau.
Questo non  un problema che riguardi vostra eminenza, grid Bernat.
Il vescovo lo guard con freddezza. La misericordia e la clemenza sono sempre problemi della
Chiesa, rispose. Che cosa pensate di guadagnare, con la morte di una serva del Signore? chiese,
alzando la voce.
Bernat fece per intervenire, ma il prevosto lo mise a tacere con un movimento tanto lieve
quanto autoritario della mano.
Oggi larmata catalana salper, e lo far sotto gli stendardi che abbiamo appena benedetto
nella cattedrale, disse indicando le bandiere, tra le quali spiccava la croce di san Giorgio. Lottiamo
contro i nostri nemici, non attiriamo la sventura sulla nostra armata con una vendetta inutile, aggiunse.
Dio  misericordioso, seguiamo il suo esempio.
I presenti si ripeterono sussurrando le parole del vescovo, e in un istante Bernat si ritrov
addosso centinaia di occhi che lo pregavano di non portare sventura su quelle navi pronte a salpare.
Partivano per la guerra, e qualunque segnale di cattivo auspicio avrebbe influito sul morale delle
truppe, tanto pi se veniva dal vescovo di Barcellona in persona. Perci, anche se a denti stretti,
accett.
Che liberi mio figlio, ordin.
Lascialo, te ne prego, chiese il vescovo a Merc, mentre un giovane sacerdote
singinocchiava accanto a lei.
Lascialo, figlia mia, aggiunse Hugo.
Merc liber Arnau dallabbraccio e il bambino scapp, turbato.
Ti riavr, sussurr lei. Ti riavr, figlio mio! grid poi. Anche se per riaverti dovessi
morire.
La contessa fece per occuparsi di Arnau, che invece corse a rifugiarsi tra le gambe del padre.
La buona volont degli uomini... cominci a predicare il vescovo, ma Bernat lo interruppe
allistante. Aveva ceduto, non aveva colto loccasione per liberarsi di Merc e delle sue moleste
attenzioni nei confronti di Arnau, ma non era disposto a permettere che fosse il vescovo a diventare
protagonista di quello che era limbarco delle truppe, men che meno dopo una messa come quella
appena celebrata per la benedizione delle bandiere.
Quelluomo, grid indicando Hugo, dovrebbe far parte dellesercito e difendere il nostro re
e la nostra terra.  pi giovane di me, lo so bene, ed  forte e sano.
Hugo guard Bernat senza capire dove volesse arrivare. Per la seconda volta, il sentimento
religioso della gente laveva salvato. La prima volta era successo nei cantieri navali, sempre l, quando
era bambino: Roger Puig voleva imprigionarlo e il genovese aveva usato argomenti simili a quelli del
vescovo. Quella volta era riuscito a cavarsela, ma era stato cacciato dagli arsenali. E adesso, che cosa lo
aspettava? Lo intu dalle parole che Bernat disse subito dopo.
Ma invece di collaborare, come voi, alla grandezza del nostro regno, ubriaca le truppe con quel
beveraggio che vende insieme alla figlia. Quella, indic Merc, quella che era pronta a fare del male
al mio erede, e che gliene avrebbe fatto per certo, se non fosse intervenuta sua eminenza.
Quelle parole erano volte senzaltro a portare il vescovo dalla sua, pens Hugo. Dopo una
pausa, Bernat prosegu, alzando ulteriormente la voce: E manda in rovina i giovani soldati facendo
pagare prezzi esorbitanti per i suoi spiriti!
Tra i presenti si lev un mormorio.
No... cerc di difendersi Hugo, prima di essere interrotto dal vescovo.
Dio ci ha concesso il vino, esclam il religioso, un liquore divino, ma san Paolo ci ha
avvertiti: Non ubriacatevi di vino, che induce alla lussuria.
I miei soldati non lo fanno, lo anticip di nuovo Bernat, bevono con moderazione, come
vogliono la Chiesa e il re.
Hugo ordin a Merc di alzarsi; aveva intuito le intenzioni di Bernat e sapeva che dovevano
prepararsi a qualcosa di terribile.
Eppure, continu lammiraglio, c chi trasforma il vino in spirito, e non per curare, come si
 fatto fino a oggi, ma per ubriacare i nostri ragazzi.
Come Hugo, anche lufficiale che accompagnava Bernat cap il messaggio del suo ammiraglio.
E li rovina! grid.
Cos si ubriacano! si disse tra la gente.
Merc si avvicin al padre mentre la folla, sempre pi fitta, li circondava.
Non era mai successo che si portasse laqua vitae in guerra! esclam Bernat, concludendo la
sua arringa. Ma se sono ubriachi, come faranno a combattere i nostri soldati?
Saremo sconfitti!
Traditore! grid una donna anziana vicinissima a Hugo.
Un uomo sput ai piedi di Hugo e di Merc.
Genovese! lo insultarono da dietro le prime file. Spia. Ladro. Bastardo. Rinnegato.
Carogna. Vile. Mille volte traditore! urlava la folla che si stringeva attorno a Hugo e Merc, i
quali, proprio come aveva fatto Arnau qualche istante prima, cercarono rifugio accanto al vescovo e al
seguito di sacerdoti. Bernat guard con espressione complice il suo ufficiale e annu.
Alla taverna! grid questultimo. Dobbiamo distruggere quel luogo di perdizione.
La folla rugg, abbandon la spiaggia e si disperse per le strade, diretta in via della Boqueria.
Prendetevi cura di mia figlia, disse Hugo a uno dei sacerdoti, il pensiero rivolto a Caterina e
Pedro.
Stai qua, lo blocc un sacerdote, prendendolo per un braccio.  una follia, ti uccideranno.
Padre! concord Merc.
L c Caterina! rispose lui liberandosi della stretta. Merc, non muoverti, te ne supplico.
Impediteglielo, chiese ai sacerdoti. E sinfil di corsa in mezzo alla gente.
Merc fece per seguirlo, ma lo stesso sacerdote che aveva bloccato il padre adesso tratteneva
lei. Non andare, donna, le consigli. Ti faranno del male, e tuo padre non potr difenderti. Non
vorrai metterlo in una situazione del genere? Non vorrai che veda che maltrattano sua figlia?
Merc riflett, scosse la testa e si ferm. Di colpo, non appena intorno a loro si fece spazio, fu
come se quel posto avesse ripreso vita. Avrebbe giurato che soldati e cittadini di Barcellona, dopo
averli accerchiati, stessero correndo tutti verso la taverna, incitati da Bernat, invece in migliaia erano in
spiaggia, a imbarcarsi o a caricare cavalli, armi e provviste. Il sole la abbagli e le grida la scossero.
E chi difender tuo padre? chiese malignamente la contessa mentre le passava accanto, con il
sorriso sulle labbra.
La comitiva prosegu il tragitto verso i cantieri, con il vescovo accanto a Bernat, che prendeva
per mano Arnau, e il sacerdote che la invitava a seguirli, tirandola per un braccio.
Merc non fu capace di rispondere alla contessa. Chi avrebbe difeso suo padre da quella turba
esaltata?, si chiese lasciandosi trascinare dal sacerdote, lo stomaco contratto e in subbuglio, la bocca
stranamente piena di saliva. Stava per vomitare.
In prossimit della taverna, Hugo vide che era stato anticipato da un gruppo nutrito di cittadini e
soldati. La calca bloccava via della Boqueria, gi stretta di suo. Facendosi largo a spintoni, sinfil tra
la gente, finch non rimase immobilizzato in mezzo alla folla. Non lo riconobbero, o forse non gli
badarono, preoccupati comerano di arrivare alla taverna. Nemmeno lui riconobbe nessuno, n clienti
n qualche vicino. Stretto l in mezzo, ricord di essersi gi trovato in una situazione simile, quando
aveva cercato di oltrepassare la ressa intorno a Castell Nou, dove si rifugiava Dola, poco pi avanti
rispetto al punto in cui si trovava adesso. Intrappolato, impossibilitato ad agire, pens che, a differenza
di quando era giovane e la gente urlava a gran voce lodio contro gli ebrei, adesso la gente rideva.
Alcuni gridavano, ma la maggior parte era l solo perch si era unita alla turba.
Cosa facciamo, adesso? chiese Hugo a un ragazzo al suo fianco.
Laltro non riusc nemmeno a fare spallucce, come avrebbe voluto. Dice che regalano vino.
Aqua vitae, chiar un terzo.
La conversazione si allarg ai vicini. Che cos laqua vitae?
 meglio del vino, osserv uno di loro, aprendosi un varco a gomitate in mezzo alla folla che
circondava la taverna.
Spingete!
Senn per noi non ne resta.
 un regalo del re?
Dellammiraglio.
Spingete!
La taverna era totalmente devastata, a Hugo bast unocchiata per rendersene conto. Vide
uomini che, insoddisfatti di un bottino inesistente, prendevano a calci quanto restava di botti, sedie e
tavoli. Lalambicco gli era stato rubato, dedusse vedendo un uomo che si abbassava a prendere un
pezzo del cannello nel quale scorreva laqua vitae e lo esaminava con curiosit sollevandolo alla luce.
Erano scomparse anche le tazze e i piatti, le pentole, persino la catena per appenderle sul fuoco. Alcuni
degli assalitori scendevano dal piano superiore. Non c pi niente, spiegavano a chi aspettava ai
piedi della scala, pronto a salire. Eppure cera ancora chi saliva, come un avvoltoio. Vino e aqua vitae
erano sparsi per terra, e chi arrivava dalla cantina aveva le scarpe macchiate di vino. La maggior parte
di quelli che seguivano Hugo desistettero non appena videro il risultato del saccheggio; altri, avidi
come chi continuava a salire al piano di sopra, entrarono in cerca di avanzi.
Hugo trattenne la rabbia. Avrebbe voluto gridare, malmenare tutti quegli uomini che
continuavano a saccheggiare casa sua, la sua propriet, i suoi vini! Ma avrebbe ottenuto solo altri
problemi. Non cera pi niente da fare, se non trovare Caterina sana e salva, e con lei Pedro. Li cerc,
disperato, consapevole della facilit e del senso di impunit con cui la folla era capace di uccidere. Di
sotto non cerano. Sal ai piani superiori, litigando con quelli convinti che volesse accaparrarsi un
bottino inesistente. Non era rimasto nulla: n le sedie, n il baule con i suoi averi, n i pagliericci sui
quali dormivano. Ma Caterina e Pedro non erano nemmeno lass. Scese in cantina, che come aveva
previsto era allagata. Riusc a vedere il suo pregiato vino vecchio, che per anni aveva riposato nelle
botti, che correva sulle mattonelle. Si precipit fuori. Avevano rubato le mule e i due carretti, e lorto
era stato distrutto.
Guard con la coda dellocchio verso la mangiatoia delle mule. L nascondevano i soldi, in una
sorta di doppio fondo. Sembrava intatta. Entr di nuovo in casa e si appoggi a una parete, in attesa che
la folla finalmente desistesse da quella razzia ormai infruttuosa. Importava poco che potessero
riconoscerlo. Vedere il suo lavoro distrutto da una turba sconvolta annullava qualunque desiderio di
proteggere se stesso.
La mattinata pass. I soldati tornarono in spiaggia per imbarcarsi e i cittadini smisero di
accorrere alla taverna. Ogni tanto qualcuno infilava dentro la testa, gettava unocchiata e se ne andava.
Alcuni lo insultarono. Te lo sei meritato. Altri fischiarono e risero. Qualcuno lo compat, ma non
disse niente. Prima che il sole superasse il mezzogiorno, Caterina e Pedro attraversarono in silenzio la
soglia.
Siamo scappati dallorto, spieg lei, accarezzando le guance di Hugo con entrambe le mani.
Lui annu, come se gi lo sapesse. Se li avessero feriti, avrebbe sentito qualcosa. Caterina si
accomod al suo fianco, appoggi a sua volta la schiena alla parete e cerc la sua mano.
Non sapevamo cosa fare. Siamo rimasti nascosti finora.
Avete fatto bene, rispose lui, stringendole la mano.
In quel momento Pedro usc dalla cantina. Cercava di nascondere le lacrime.
Sistemeremo tutto, lo incoraggi Hugo. Lo faremo anche meglio. E stavolta comincerai
dallinizio. Ti racconter i segreti che solo io conosco.
E l rimasero, tutti e tre. Hugo raccont loro a bassa voce quanto era successo in spiaggia poi,
finalmente, arriv Merc. Senza nemmeno attraversare la soglia, scoppi a piangere vedendo lo stato in
cui versava la taverna.
Per sei viva, le disse Hugo quando Merc corse tra le sue braccia. Sei viva, ed  lunica cosa che importa.
...
.
...
33.
...
.
...
A met del mese di agosto del 1420 giunse a Barcellona la buona nuova della vittoria di re Alfonso su sardi e genovesi. Tutta la Sardegna rendeva omaggio al re. Larmata partita da Los Alfaques era arrivata al porto di Alghero, e l lesercito era sbarcato in aiuto del conte Artal de Luna, che combatteva contro i ribelli. A seguire erano cadute Terranova, Longosardo e Sassari, e in tre mesi scarsi nellisola era tornata la pace.
Era estate, a Barcellona: luce e calore sulle sponde del Mediterraneo. Lo spirito della gente era imbevuto della vitalit trasmessa dal sole, che illuminava gran parte del giorno e che di notte veniva sostituito da numerosi fal accesi di fronte agli edifici, nelle case, nelle piazze, sui muri merlati e nei campanili delle chiese. Spirito di festa. La citt celebrava la vittoria e i cittadini di Barcellona uscivano in strada.
Va a divertirti, Merc, la esort Hugo.
Erano nella taverna, con Caterina e Pedro.
A festeggiare la vittoria di Bernat? replic lei con sdegno.
Quella del re, dellesercito, cerc di convincerla Hugo.
La conversazione mor l e il silenzio cadde di nuovo in un ambiente che si era fatto
opprimente: a causa dellassalto, una grande quantit di vino e di aqua vitae aveva impregnato legno e
pavimenti, e con il caldo estivo il laboratorio puzzava come una cantina piena di vino rancido e aspro.
Nei tre mesi precedenti si erano impegnati a rimettere a posto la taverna grazie ai soldi nascosti nel
doppiofondo della mangiatoia, che per fortuna i saccheggiatori non avevano trovato. Hugo aveva
acquistato tavoli e sedie, tazze e coperti, pentole e botti, nonch i pagliericci e un altro baule, ancora
vuoto. Aveva ordinato un nuovo alambicco, pi grande del precedente, ma ancora non glielo avevano
consegnato. Ogni volta che andava dal calderaio a reclamarlo, questi lo congedava in modo sbrigativo,
offrendosi perfino di restituirgli i soldi che gli aveva anticipato. Hugo si rifiutava di farlo e cercava un
accordo con lartigiano, consapevole del motivo per cui non gli fabbricava lalambicco. Succedeva lo
stesso con i sensali ai quali si era rivolto per procurarsi il vino: nessuno accettava di venderglielo. Molti
si erano scusati dicendo che non ne avevano, ma altri gli avevano detto chiaramente che non
commerciavano con i traditori. Baudilio, un sensale amico suo, gli aveva confessato che un maestro di
palazzo di Galcern Destorrent, il padre della contessa, cittadino onorevole, ricco e influente proboviro,
intimoriva i sensali affinch non trattassero con Hugo. Nemmeno Baudilio era disposto a contrariarlo.
Hugo ne aveva dedotto che il padre della contessa avesse fatto pressioni anche sul calderaio. Ci
nonostante, continuava a sperare che prima o poi gli fabbricasse il suo alambicco: era un bravo
artigiano. A Barcellona, chiunque avesse una rivendita doveva acquistare il vino con il tramite di un
sensale, e a Hugo non restava che andare a comprarlo fuori citt. Ma poich non aveva pi n carri n
mule, aveva dovuto affittarli da un liberto che viveva nel Raval.
Aveva denunciato il saccheggio alle autorit.
Non pretenderai che mettiamo in carcere mezzo esercito del re? gli avevano risposto al
castello del governatore, nella stanza al di sopra della prigione dove gli scrivani portavano i libri.
Pretendo che sia fatta giustizia, aveva replicato lui.
A quel che ho capito, nemmeno a re Alfonso piace questa aqua vitae, si era sentito dire alle
spalle da un ufficiale del governatore.
Hugo aveva cercato di moderare le parole. I gusti del re non hanno niente a che vedere con
quello che una bottega onorata ha subito...
Dedicati al vino, lo aveva interrotto uno degli scrivani. Ti dar meno problemi.
Una volta tornato nella taverna, si era visto obbligato a riconoscere che non avrebbero fatto
niente.
E adesso che aveva acquistato del vino nel Peneds, pi caro di quanto gli sarebbe costato di
solito, la taverna era sempre vuota. Era gi successo, i clienti gli avevano voltato le spalle dopo che
aveva affrontato Bernat a Santa Maria del Mar, chiedendogli dove fosse finita Merc. Quella volta, gli
affari si erano ripresi quando si erano accorti che i cittadini si erano messi a vendere aqua vitae, adesso
per non avevano pi lalambicco e la gente non voleva saperne del vino che vendeva Hugo.
Traditore! lo accus una donna in piazza de las Coles, quando Hugo cominci a decantare le
nuove botti di vino, debitamente sigillate dalle autorit, che aveva messo in vendita nella taverna di via
della Boqueria.
Vino rosso del Peneds...! si obblig a continuare, tra i fischi.
Vattene! grid un venditore di cavoli.
Hugo lasci la piazza e continu a proporre il suo vino in citt, ma quel pubblico rifiuto fece s
che i bambini si sentissero autorizzati a seguirlo e a colpirlo con le pietre non appena arrivava in
unaltra piazza. La gente rideva. Ripet lannuncio in altre zone del centro, in fretta, cercando riparo o
schivando le pietre, quando non erano i motteggi e gli insulti dei concittadini. A quel punto ritenne di
aver fatto tutto il possibile.
Adesso erano l tutti e quattro, con il vino del Peneds, immersi nel fetore, in attesa che un
ubriacone o una prostituta che le altre taverne non servivano, o magari uno schiavo, che pure non aveva
il permesso di bere, entrassero da loro.
Non fosse per me, stareste festeggiando la vittoria del re, si conged Merc quella notte,
quando arriv la notizia del trionfo in Sardegna, pronta a ritirarsi nella sua stanza.
Lo disse ai piedi della scala, e prima che potessero reagire era gi salita.
Lasciala stare, consigli Hugo a Caterina, che era pronta a seguirla.
Lindomani, a met mattina, Merc comunic a suo padre che sarebbe uscita.
Dove vai?
A riconoscere i miei... errori.
Sarebbe a dire? Hugo si piazz tra lei e la porta.
Vado a chiedere scusa alla contessa. Magari cos riuscir a migliorare le cose.
Hugo dovette trattenerla per un braccio quando sua figlia fece per scansarlo. Ti umilierai e non
cambier niente.
Pu darsi. Ma so che la contessa  diventata mamma, ha dato alla luce un maschio, me lha
detto Bartolom laltro giorno. Magari questa condizione lha resa pi tenera, lha cambiata e le ha
fatto capire il bisogno che ho di vedere Arnau... Solo di vederlo, per un attimo. Se suo padre la
smettesse di accanirsi contro di noi, voi e Caterina sareste felici.
Siamo una famiglia, Merc. Affronteremo tutto questo insieme.
Lei distolse lo sguardo. Hugo ricord i giorni in cui sua figlia era contessa e Caterina veniva
ignorata, nessuno la invitava a palazzo.
Lo siamo, figlia mia, ripet.
Grazie, rispose Merc abbozzando un sorriso. Allora permettetemi di occuparmi di quanto
mi spetta: mio figlio, la mia famiglia.
Non  cos! Hugo si pent del tono di voce e della forza con cui le aveva stretto il braccio.
Non hai fatto niente, disse poi con dolcezza. Non hai fatto del male a nessuno. Non hai niente da
sistemare.
Per non posso desistere, devo vedere mio figlio, padre, cercate di capirmi. Non posso
rimanere qui... Merc singhiozz. Non posso... ripet prima di scoppiare a piangere. No, non devo
rassegnarmi.
Caterina si avvicin e cerc di separare Hugo da Merc, facendogli capire che doveva
permettere a sua figlia di andare a trovare la contessa.
La arresteranno. Possono farlo. Ce lhanno gi detto, insistette lui, rifiutandosi di lasciare il
braccio di Merc. Lultima volta volevano tagliarle la gola.
Mi sono comportata come una pazza. Cercher di non fare lo stesso errore.
E se non ci riesci?
Merc gli sorrise in modo cos dolce che Hugo si vide obbligato a liberarla, e prima che sua
figlia avesse messo piede in strada, Caterina laveva abbracciato, sussurrandogli: Alla tua bambina
non succeder niente di male.
In estate, Barcellona era un brulicare di banditori tra urla, litigi e risate; la folla si muoveva con
difficolt per le strade e nei mercati, perch il passaggio era occupato da laboratori e artigiani. In piazza
Sant Jaume era esposto il cadavere putrefatto di un delinquente. Gli odori cambiavano di quartiere in
quartiere, a seconda degli artigiani che ci lavoravano. Il sole, che inondava la spiaggia e le vigne,
doveva lottare per illuminare i vicoli tappati dai panni stesi ad asciugare nei posti pi impensati,
lasciando in ombra i punti in cui le costruzioni che collegavano gli edifici impedivano il passaggio ai
suoi raggi.
La fermezza di Merc nel momento in cui era uscita dalla taverna si affievol man mano che si
scontrava con la realt delle donne che lavoravano in citt. Le aveva sempre viste, ma forse non le
aveva mai osservate davvero. La notte precedente Hugo era scoppiato a ridere, incredulo, ma Caterina,
seria e turbata dalla mancanza di clienti, aveva detto che per guadagnarsi da vivere potevano sempre
mettersi a filare o andare a servizio. Con quelle parole in mente, Merc osserv la grande quantit di
donne che filavano, accomodate sulle sedute di pietra addossate alle facciate, mentre i bambini
giocavano tra la folla. Erano sempre state l, allaria aperta, a filare per i mercanti di stoffe,
approfittando della luce che mancava nelle loro case piccole e buie. Di notte, quelle umili donne
continuavano a lavorare al lume delle lanterne a olio o delle candele di sego, ma il loro compito si
faceva pi arduo, non solo per lilluminazione scarsa, ma anche per lattenzione che dovevano prestare
affinch i filati non si macchiassero.
Cerano strade intere di filatrici che lavoravano, chiacchieravano e ridevano davanti alle case di
Barcellona, estranee alla confusione intorno. Merc non sapeva filare. Aveva imparato a ricamare nei
giorni in cui era dama di compagnia della contessa Anna, ma di pi non sapeva fare. Osserv altre
donne che vendevano i prodotti dei loro orti, rannicchiate nei portoni delle case, come delinquenti, e
con lo sguardo ormai triste segu i passi di alcune vecchie che, con movimenti lenti e stanchi, si
caricavano sulle spalle fasci di legna raccolti nei campi per venderli in strada. Altre avevano raccolto
fuori citt frutti selvatici o erbe medicinali, e una volta tornate smerciavano il loro misero raccolto.
Cerano lavandaie e tantissime contadine che arrivavano a Barcellona con le sporte cariche, o con una
gallina che cedevano al mercato in cambio di qualche moneta.
Centinaia di donne lavoravano per pochi spiccioli, sempre sottomesse alluomo, e se questo
veniva a mancare non era raro che sprofondassero nella miseria.
Merc cerc di aggrapparsi alla risata del padre di fronte al suo turbamento, ma la seriet delle
prospettive tratteggiate da Caterina glielo imped.
Era questo il suo stato danimo quando si ritrov alle porte del palazzo di via de Marquet. Alz
la testa e, davanti agli alti portoni e al muro che circondava la residenza dellammiraglio, ebbe paura.
Mai, quando era stata signora di quella casa, la sua imponenza laveva impressionata.
Cosa vuoi? le chiese la sentinella. Che ci fai, l?
Merc credette di riconoscere in quelluomo un soldato che era gi in servizio quando lei ancora
viveva con Bernat. Poco pi di tre anni prima la trattava con rispetto, forse persino in modo servile;
adesso le parlava con insolenza e la guardava sfacciato.
Voglio vedere la contessa. Di alla tua signora che Merc Llor vuole essere ricevuta.
La sentinella rimase stupefatta. Non credo che voglia riceverti.
Non sono affari tuoi, la interruppe Merc in modo brusco. Portale il mio messaggio.
Dovrai aspettare, disse laltro a Merc poco dopo, riferendole la risposta della contessa. Lei
fece per entrare nel patio del palazzo, ma il soldato glielo imped. In strada, le ordin.
Attese per tutto il resto della mattina, andando su e gi per via de Marquet, appoggiandosi ai
muri da un lato e dallaltro della strada, sotto lo sguardo vigile delle sentinelle che si succedevano ai
portoni. Servi, soldati e schiavi uscivano ed entravano a palazzo, e anche loro la guardavano; la
maggior parte conosceva Merc da quando era ancora la loro signora. Lei sapeva che la contessa
laveva vista, mentre passeggiava superba sulla torre del palazzo; da l si vedevano il mare e le navi che
si avvicinavano a Barcellona, e lingresso al palazzo. Arriv lora di pranzo e Merc era ancora l, a
ingannare la fame. Non voleva chiedere di nuovo. A un certo punto, credette di vedere suo padre in uno
dei vicoli, ma la figura spar non appena lebbe scorta. Sorrise. Arriv il pomeriggio e, man mano che
le ore passavano, la gente si riuniva in spiaggia per festeggiare la vittoria in Sardegna. In molti
scendevano da via de Marquet, e Merc dovette schiacciarsi contro i muri per permettere il passaggio
di quella fiumana che rideva e schiamazzava. Nel sentire la musica e le loro risate, li immagin che
ballavano e invidi la loro allegria. Scesa la sera, torn alla taverna.
Lindomani fece lo stesso. Il soldato di guardia rifer nuovamente il suo messaggio e
nuovamente la invit ad aspettare, con gli stessi risultati. Lunica variante fu la sfilata di diverse donne
in abiti lussuosi, accompagnate dalle rispettive serve, che allarrivo o quando uscivano si trattenevano a
guardare Merc, per lo pi con disprezzo. La contessa di Navarcles presentava alle amiche lultimo
trofeo, lultimo successo: lumiliazione di chi aveva diviso il letto con lammiraglio prima di lei.
Marta non la ricevette.
Il terzo giorno and come gli altri, solo che quella volta fu la contessa in persona a uscire da
palazzo per vedere Merc da vicino. I soldati che la circondavano non le permisero di avvicinarsi, e lei
pianse di vergogna e di disperazione.
Per qualche giorno ancora sincapon nel suo intento. Alcune sentinelle sembravano provare
compassione, ma la maggior parte si prendeva gioco di lei.
Vuoi aspettare qui dentro, la invitarono, abbozzando sorrisi procaci, seduta con noi?
Voglio mio figlio! replic Merc.
Non ti preoccupare, te ne faremo fare un altro, le disse uno.
Molti altri!
E non sarai pi cos triste.
Mentre i festeggiamenti per la vittoria proseguivano e i cittadini scendevano lungo le strade che
portavano alla spiaggia, Merc piangeva e reclamava suo figlio, gridava, insultava la contessa e Bernat,
augurando loro tutti i mali possibili. Mille volte giur a se stessa che avrebbe riavuto Arnau.
Si divertono, disse Hugo a Caterina, furioso. Quella misera donna della contessa tratta
Merc come una buffona; ride di lei. Altrimenti lavrebbero gi fatta arrestare.
Che mi arrestino, avanti. Fu questa la risposta di Merc quando Hugo la ammon su quello
che sarebbe successo il giorno in cui la contessa si fosse stancata di vederla alle porte del palazzo, a
imprecare e a gridare.
Cosaltro mi offre la vita, padre? continu lei con voce ferma. Nessuno vuole sposare la
figlia del diavolo. Al massimo, posso ambire a qualcuno che voglia fornicare con me, per poi
lasciarmi.
Merc!
S padre,  cos. Non ho un marito, non ho un figlio, non ho futuro... Mi riesce solo di rendere
la vita impossibile a voi e a Caterina. Stavolta fu Caterina a interromperla, posando una mano su
quelle di Merc. Erano entrambe sedute a tavola. No, insistette la ragazza. Non c ragione perch
vi facciate carico dei miei problemi. Sono solo un impiccio alla vostra felicit.
Figlia mia... mormor Hugo.
Merc... cerc di consolarla Caterina.
No! Si alz come una furia, impedendo al padre e a Caterina di aggiungere altro. Che mi
arrestino, che mi mettano in prigione. Che mi uccidano, se  necessario. Non ceder. La mia vita  mio
figlio.
Hugo stava per replicare, ma alcuni forti colpi sulla porta lo fermarono.  chiuso! grid
infastidito, ma poich i colpi non cessavano, and ad aprire. Chi...? Ammutol quando si trov
davanti Guerao, solo. Cosa sei venuto a fare?
Il maestro di palazzo scans Hugo ed entr in fretta nella taverna. Inclin la testa per salutare
Merc, ci pens un attimo e fece altrettanto con Caterina.
Chiudi, ordin a Hugo con urgenza. Spranga la porta, aggiunse, dopo che Hugo ebbe
eseguito la sua richiesta.
Merc guard sorpresa il maestro di palazzo di Bernat. Erano entrati in amicizia: lui mostrava di
apprezzarla per aver reso felice luomo che cos fedelmente e ciecamente serviva. Merc si accomod
accanto a Caterina; anche lei ricordava Guerao con un certo affetto: era stato quellometto a portare a
casa di Barcha latto di affrancamento.
Allora, come mai sei qui? domand Hugo.
Se sei venuto a dirmi di non farmi pi vedere a palazzo, lo affront Merc, puoi anche
tornare da dove sei venuto.
No, rispose Guerao con aria stanca. Non  questa la ragione, aggiunse mentre, con un
sospiro, anche lui sedeva al tavolo.
E allora? chiese Merc preoccupata.
Chi ? domand Guerao indicando Pedro.
 come un figlio per me, gli assicur Hugo.
Bene, annu laltro. Arnau morir, afferm di colpo.
Cosa? grid Merc.
Come...?
Guerao chiese di nuovo silenzio, stavolta alzando le mani. Morir presto. La contessa lo
uccider prima che lammiraglio faccia ritorno dalla campagna in Sardegna. Non accetta che Arnau sia
lerede e suo figlio Gaspar il secondogenito. Era venuto a saperlo da una serva della contessa, spieg,
e conoscendo Marta Destorrent e suo padre, era da prevedere, soprattutto dopo la nascita di un altro
maschio. Bernat non era stato capace di intuire quel pericolo, spieg loro, per lui era inimmaginabile
che qualcuno potesse far del male a suo figlio, esponendosi alla sua ira. Guerao ne era sicuro, e lo era
perch conosceva la contessa, una donna accecata dal potere e dalla brama di denaro, il cui consigliere,
suo padre, era meschino quanto lei. Qualche giorno fa, sussurr Guerao, come se temesse che
qualcuno potesse sentirli, a palazzo  venuta una levatrice diversa da quella della contessa. Da quel
giorno Arnau  strano. Dorme in continuazione e non c modo di risvegliarlo. Ci ho provato anche
stanotte, prima di venire qui, per essere sicuro che sto facendo la cosa giusta. Lho scosso, gli ho
sollevato la testa, tirandolo per i capelli... lui respirava, ma continuava a dormire. Di giorno mangia
poco,  pallido, non gioca nemmeno. La sua matrigna gli sta dando qualche strano decotto, ne sono
certo.
Denuncia la contessa e suo padre! esclam Merc.
Guerao le chiese a gesti di abbassare la voce. Stai parlando di un cittadino onorato di
Barcellona, nobile, un granduomo, ricco, tra i pi influenti, e di sua figlia, la contessa di Navarcles, la
moglie dellammiraglio. Pretendi che io li denunci? Mi appenderebbero per i piedi! Non lo far. E poi,
hanno gi chiamato il medico. Agiscono con astuzia, per non essere accusati di niente.  venuto il
medico di fiducia del padre della contessa, ha visitato il bambino, e...
Cosa ha detto?
Gli ha fatto un salasso e gli ha prescritto delle medicine. Viene tutti i giorni. Pratica salassi al
bambino... e Arnau  sempre pi pallido. Non migliora per nulla. Temo... che morir molto presto.
Non hai scritto a Bernat? chiese Hugo.
A che pro?
Come sarebbe a dire? sbott Merc. Per fargli sapere che...
Che cosa? Che sua moglie vuole uccidere il suo primogenito? Sai quanto ci mette una lettera
ad arrivare in Sardegna, sempre che arrivi? A quel punto il bambino sar gi morto, e la colpa sarebbe
mia. E se non fosse morto, sarei accusato di aver sospettato della contessa. Le cose non sono cos
semplici, con i grandi. Io non devo sapere niente. Non so niente. Lo dico a voi perch so dellaffetto
che vi lega al bambino, ma se un giorno uno qualunque di loro, lammiraglio, il governatore o lo stesso
re dovessero chiedermi qualcosa, negherei di averlo saputo o di avervi raccontato alcunch. Da tempo
ho capito che, nella mia posizione,  meglio non sapere niente di nessuno.
Ma, allora? chiese Hugo scuotendo la testa, senza capire.
Voglio troppo bene a quella creatura, rivel Guerao, e nessuno dubit della sincerit della sua
confessione. Sin da quando  nato,  stato...  stato la gioia del palazzo. Tu lo sai, Merc. La guard,
e lei annu. Posso aiutarvi a rapire Arnau e a tenerlo nascosto finch Bernat non torner e potr
decidere. Non mi viene in mente nessunaltra soluzione, e nemmeno qualcuno che lo possa proteggere
meglio di voi.
Merc scoppi a piangere. Caterina le si avvicin e pos entrambe le mani sulle sue spalle.
Quando? chiese Hugo.
Merc smise di singhiozzare e guard suo padre.
Non dovreste immischiarvi, padre, nemmeno Caterina...
Certo che s.
Ma...
Taci, figlia mia. Quando? ripet Hugo.
Stanotte, li incalz Guerao. Non credo che il bambino possa sopravvivere a lungo, con la
contessa che lo avvelena e il medico che gli fa i salassi.
Guerao scrut i loro volti, compreso quello di Pedro. Caterina fu la prima ad annuire, Hugo la
segu, Merc si port le mani al viso e mosse la testa decisa. Pedro sorrise e vers del vino, facendolo
traboccare dalle tazze.
Daccordo, simpegn Guerao. Oggi. A mezzanotte. Godetevi la festa, nessuno deve
dubitare di voi. Fatevi trovare davanti alle porte del palazzo, io vi vedr dalla torre e verr da voi.
E a quel punto, cosa faremo? chiese Hugo.
Vedr di farvi entrare. Ma una volta dentro... sarete soli.
Padre, non dovreste venire, sugger Merc, che si era ormai tranquillizzata, interrompendo il
silenzio calato dopo che Guerao li aveva lasciati soli. Nemmeno tu, aggiunse, rivolta a Caterina.
Non dovreste immischiarvi in questa storia.
Non pensarci nemmeno. Sar anche tuo figlio, ma  mio... nostro nipote, rispose Hugo
spostando lo sguardo da Merc a Caterina, che gli sorrise.
Certo, per...
Non accetto discussioni, la interruppe Hugo, mentre Caterina gli stringeva una spalla con
affetto.
Merc rise, nervosa. E cosa faremo con Arnau? chiese subito dopo. Non possiamo tenerlo
nascosto qui, la taverna sar il primo posto in cui lo cercheranno. E se anche scappassimo... dove
potremmo andare? Ci staranno addosso. Due donne, un uomo e un bambino... Non passeremmo certo
inosservati. Non riusciremmo nemmeno a uscire dal principato.
Hai ragione...
E se si mette a piangere? continu Merc, che si vedeva gi con suo figlio tra le braccia. 
probabile. Si sveglier e pianger. E io non riesco a prenderlo in braccio, aggiunse preoccupata,
ricordando il momento in cui Arnau laveva respinta, in spiaggia. Io non posso...
Merc...
Dovrete prenderlo voi, padre, lo interruppe di nuovo. Io non posso!
Lo far io, la tranquillizz Hugo. Di me dovrebbe ricordarsi, ma dai racconti di Guerao,
nelle condizioni in cui  non credo che ci dar problemi.
Merc annu.
E dopo? insistette. Cosa faremo con lui?
Si guardarono in silenzio, col fiato sospeso. N Hugo n Merc osavano proporlo: significava
troncare le speranze e i sogni di Caterina a causa di un bambino cui lei non era particolarmente legata.
Fuggire? propose Merc, nonostante tutto.
Cara, se fuggiamo, riflett suo padre, capiranno che siamo stati noi, e ci troveranno ovunque
andremo. Per non sollevare sospetti, lideale sarebbe stare qui, nella taverna, e trovare qualcuno che
nasconda e protegga il bambino.
Chiediamo aiuto ai liberti, propose Caterina. Non ci deluderanno.
 rischioso, obiett Hugo.
Forse, ma ci devono molto, ed  gente affidabile.
Ma alla fine le cose si vengono sempre a sapere, ribatt Merc.  difficile tenere nascosto
un bambino. Mangia, piange, ha bisogno di uscire, di giocare... I vicini lo vedranno, sapranno che  l.
E ci sar sempre qualcuno disposto a vendersi alla contessa, che diffonder la notizia della scomparsa
del figlio di suo marito e metter sottosopra tutta Barcellona pur di trovare Arnau.
Be, non possiamo farlo sparire.
O forse s, lo interruppe Merc.
Perfino Pedro, che era rimasto seduto vicino alle botti, le rivolse uno sguardo interrogativo.
In che modo? chiese Hugo, bench immaginasse la risposta.
A Bonreps.  lunico posto dove non penseranno neanche lontanamente di cercarlo. Per
qualche istante il suo respiro si fece affannoso. Lei lo accoglier, afferm Merc. Deve farlo.
Quello che non ha fatto per me, dovr farlo per suo nipote.
Caterina e Hugo rimasero qualche istante a riflettere. Poteva essere una buona soluzione, ma
dipendeva interamente dalla volont di una persona che in passato non li aveva mai aiutati.
E se non accetta? domand Hugo.
Provare non costa niente, afferm Merc. Se anche si rifiutasse, non credo che ci denuncer.
Possiamo portarlo l...
Noi no, la interruppe suo padre. Noi staremo qui, come se fossimo estranei a tutto. Non
appena scopriranno che Arnau  scomparso, le autorit verranno qui. Dovrai essere molto convincente,
il giorno in cui verranno a cercarti.
Lo sar, promise Merc.
E per portare il bambino nel Priorat, possiamo contare su amici fidati: non ci tradiranno mai,
ne sono sicura, intervenne Caterina.
Bene! esclam Pedro, che a poco a poco si era avvicinato agli altri. E io cosa far?
I tre sorrisero.
Ti occuperai della taverna. Fu Hugo ad assegnargli lincarico, ma il ragazzo non sembr
gradire: voleva partecipare. Verranno a cercarci, Pedro, spieg poi con tono serio e deciso. E in
quel momento avremo bisogno di te. Eravamo tutti nella taverna, stanotte. Nessuno di noi  uscito.
Questo dovrai dire. Senza esitazioni.
 molto importante, Pedro, sottoline Merc.
Mi far ammazzare, piuttosto, ma dalla mia bocca non uscir altro, promise il ragazzo.
Merc gli strinse una mano. Grazie, mormor.
Mancavano diverse ore a mezzanotte e Barcellona era ancora in festa. Hugo e Caterina
sincamminarono verso il Raval. Percorsero via della Boqueria, diretti alla Rambla. Attraversarono la
porta nelle vecchie mura e passarono rapidi dal punto in cui, durante il giorno, i beccai collocavano i
tavoli per vendere la loro merce. Raggiunta via del Hospital, cercarono via del Carme, poco pi su.
Scesero da via de Jutglar fino al limite delle mura, allaltezza di via de Tallers, un quartiere umile in cui
risiedeva una folta comunit di liberti.
Hugo e Caterina andavano spesso in quella zona, situata nel punto pi a nord di Barcellona, la
pi lontana dal mare, prossima alle nuove mura che circondavano il Raval. Laboratori in cui si
fabbricavano mattoni e botteghe per il taglio delle carni, queste le principali attivit della via; tra le due,
era stata la seconda a darle il nome: Tallers, la via delle botteghe. Fin dalla met del secolo precedente,
i liberti in atto di libert  la situazione giuridica in cui erano inquadrati mentre pagavano la taglia ai
loro antichi padroni, una sorta di limbo nel cammino dalla schiavit alla libert  erano obbligati a
vivere al di l della porta di Santa Anna, oltre la Rambla, fuori dal recinto murato, visto che allora non
esistevano le mura del Raval. Col trascorrere dei secoli, quella direttiva era caduta nelloblio, ma i
liberti non avevano perso labitudine di stabilirsi dove vivevano da sempre. Proprio per questa ragione,
non era solo la zona dei tagliatori di carne e dei mattonai, ma anche un quartiere umile, di rendite e
affitti molto bassi, in cui trovava alloggio buona parte dei poveri di Barcellona. La beneficenza a favore
delle famiglie in difficolt veniva destinata proprio a quelle due vie.
Della fortuna che Hugo e Caterina avevano accumulato vendendo aqua vitae avevano
beneficiato anche schiavi e liberti; sia per il ricordo di Barcha, sempre vivo in entrambi, sia per
lentusiasmo di Caterina, felice di aiutare chi aveva condiviso il suo stesso destino, avevano contribuito
a comprare la libert per molti di loro.
Tuttavia, ogni volta che andavano in quella zona Hugo non pensava agli schiavi, ma al Cane
Rognoso: un tempo viveva l. Sempre l, Hugo gli aveva restituito le scarpe, ma il Cane Rognoso aveva
preferito laccetta. Era passato tanto di quel tempo!
Si diressero verso la casa di Llcia, una mora loquace come Barcha ma un po meno scura di
pelle, che faceva la cucitrice. Grazie alla sua abilit, non aveva faticato a trovare lavoro presso un sarto
e a riscattare la propria taglia prima del previsto. Suo marito Simn faceva il mulattiere e spesso, in
passato, Hugo gli aveva affittato le proprie mule per aumentare il tiro con il quale trasportava i suoi
carichi. Perci, Simn era stato il primo a sentire la mancanza di Rossa e Bianca, le mule che Hugo
aveva portato da Sabanell, ancora senza nome, e che gli erano state rubate nel saccheggio della taverna.
Caterina e Llcia avevano un ottimo rapporto, che tuttavia non era paragonabile a quello tra
Llcia e Barcha, entrambe more. La coppia di liberti non aveva figli.
Di solito siamo gi vecchi quando otteniamo la libert, e con quella la possibilit di sposarci,
si lamentava Llcia quando toccavano largomento, e concepire un figlio mentre ci stiamo comprando
la libert  illegale, ci farebbe tornare schiavi.
Escluso quel vuoto, le cose a Llcia e Simn andavano bene. Vivevano con una certa agiatezza
in un edificio di tre piani in via de Tallers, dove occupavano due stanze in affitto, e avendo pochi
bisogni potevano contribuire ad aiutare gli altri schiavi, quelli bisognosi, e si offrivano come garanti
sulla taglia, come un tempo avevano fatto Barcha e Caterina.
Nonostante fosse buio, Llcia continuava a cucire alla luce di una lanterna, e lespressione
sorpresa con la quale accolse larrivo di Hugo e Caterina nella sua stanza, sempre aperta, si trasform
in preoccupazione quando li vide in volto.
Lo far, promise Llcia dopo averli ascoltati, anticipando suo marito, gi pronto ad accettare.
Hugo sorrise. Era come Barcha, pens: predominante, irrefrenabile.
Potrebbe essere pericoloso, confess Caterina.
Non mi libererei pi del fantasma di Barcha, se ti negassi il mio aiuto, scherz la sarta.
Potrebbe venire a trovarvi un ufficiale del governatore.
Lo spirito infuriato di Barcha che vaga tutto il giorno per casa sarebbe anche peggio. La mora
rise. Preferisco lui e i suoi sgherri. Barcha amava Merc come una figlia, e noi... Nonostante il tempo
trascorso dalla morte della mora, Llcia dovette schiarirsi la voce per lemozione. Barcha e io
eravamo come... pi che sorelle. E in famiglia ci si aiuta, concluse.
Mentre Hugo e Caterina erano nel Raval, Merc and alla chiesa della Santissima Trinit per
farsi prestare carta e penna da padre Juan. Tornata nella taverna, si accomod a uno dei nuovi tavoli e
mentre si accingeva a scrivere si accorse che le tremava il polso. Non scriveva da molto tempo.
Madre, cominci, dopo aver cercato di controllare il tremito. Impossibile. La piuma non correva
leggera sulla carta, e il tratto era goffo. Avrebbe voluto ricominciare da capo, ma non poteva sprecare
altra carta. Vostra grazia, spero che quando riceverete questa mia, sarete in ottima salute. Pens di
scriverle che lei stava bene, ma non era vero: tremava. Sudava. Soffriva. Simn, luomo che vi ha
consegnato questa lettera, ha portato con s vostro nipote, Arnau... Suo nipote! Cosa stava facendo?
Non conosceva sua madre, non laveva mai vista. Aveva solo avvertito la sua presenza dietro la
persiana, in quel convento sperduto nel bosco. Arsenda era sempre rimasta convinta di aver partorito la
figlia del diavolo, che era stata uccisa subito dopo la nascita. S, quando lei aveva recitato lAvemaria,
Arsenda ne era rimasta colpita, e una vecchia sorella dalla voce pacata le aveva detto che la badessa
aveva bisogno di tempo. Merc gliene aveva concesso abbastanza: pi di un anno, e Arsenda non le
aveva mai mandato nemmeno un messaggio. Come poteva fidarsi...?  il mio unico figlio... scrisse
tuttavia, decisa. Era sua madre! Sua madre! Doveva aiutarla! Nato dopo il matrimonio con
lammiraglio dellarmata, Bernat Estanyol, che mi ha poi ripudiata, e dal quale sono stata allontanata.
A quanto mi  stato riferito dal suo maestro di palazzo, nel quale ripongo la massima fiducia, il
bambino rischia di essere ucciso affinch il fratellastro, pi piccolo, possa diventare lerede che, per la
legge di Dio e degli uomini,  invece Arnau. Lo affido a voi perch lo proteggiate, lo nascondiate,
anche al re, se fosse necessario, gli diate da mangiare, lo educhiate nella fede cristiana e ve ne prendiate
cura... Esit. Perch  sangue del vostro sangue.  probabile che il bambino arrivi in convento
malato; confido nelle vostre cure, e anche nel fatto che possa guarire, una volta allontanato dalla
matrigna che cerca di avvelenarlo. Vi invio del denaro, e ve ne far avere anche in futuro, affinch il
bambino non costituisca un peso per la comunit. Verr a prenderlo non appena sar fuori pericolo.
Come poteva chiudere la lettera? Con i distinti ossequi di vostra figlia?, si chiese. No, no, no...
Confido che, per il bene di questa creatura innocente, rispondiate alla mia supplica, e vi auguro che la
Santa Trinit vi tenga sotto la sua vigile protezione. Scritta a Barcellona...
Merc rilesse la lettera un paio di volte, chiuse gli occhi e scosse il capo. Si era dimenticata una
cosa. Sotto la data e la firma scrisse: Mio padre, vostro fratello... Per un attimo si interruppe. Le
suonava assurdo. Poi riprese: ... vi saluta e vi supplica che in nome del suo ricordo, per Dio e per tutti
i santi, vogliate accogliere benignamente vostro nipote.
Merc era nervosa. Era quasi mezzanotte, e Hugo e Caterina non erano ancora tornati.
Senti, Pedro... Gli lesse la lettera a voce alta. Va bene? gli chiese. Credi che dovrei
aggiungere qualcosa?
Laltro, in piedi accanto al fuoco, mezzo addormentato, scosse la testa. Va bene.
Sei sicuro? insistette lei.
Sono orfano, Merc, spieg il ragazzo. Quasi non ricordo i miei genitori, e non ho mai
conosciuto i miei nonni. Eppure mi chiedo: una donna pu rifiutarsi di proteggere suo nipote?
Era notte quando Hugo, Caterina e Merc sgusciarono in via della Boqueria. In spiaggia e nei
dintorni del Pla den Llull si continuava a festeggiare la vittoria sulla Sardegna. La musica risuonava
lontana, alcuni fal erano ancora accesi, altri si erano spenti, e molti cittadini bighellonavano per la
citt, chi per tornare faticosamente a casa, chi per trovare nuovi passatempi. Cercando di confondersi in
mezzo agli altri, i tre si diressero verso il mare passando da via de los Ollers Blancs per raggiungere via
Ample.
La serenata di un innamorato li colse alla sprovvista. Si fermarono ad ascoltare: probabilmente
cera un liuto ad accompagnare la voce, ma il suono dei tamburi e dei flauti della festa lo sovrastava.
Quelluomo doveva avere un permesso speciale, perch di solito era proibito fare le serenate, come
pure suonare strumenti musicali durante la notte. Che sciocchezza! sussurr Caterina, con sorpresa di
Hugo e Merc. Non cera niente di pi affascinante della voce di un ragazzo che per una donna turbava
la pace e il riposo dei vecchi, ricordando loro che tutti siamo stati giovani e abbiamo amato. E non
cera lezione migliore, per i bambini, di conoscere la portata e la forza dellamore.
Arrivati in via Ample, si diressero decisi verso il palazzo di via de Marquet. Hugo e Caterina si
presero per mano. Ascolta, laveva invitata Hugo lultima volta che il canto di un innamorato era
risuonato nel buio della notte. Caterina lo aveva abbracciato ed erano rimasti distesi ad ascoltare quella
serenata lontana. E lei aveva pregato Dio che quella coppia potesse essere felice come lo erano loro
due. Lo aveva confessato a Hugo quando lui le aveva chiesto a cosa stesse pensando. Poi si erano
baciati e avevano fatto lamore.
Ma mentre si avvicinavano a via de Marquet i canti cessarono, come se linnamorato volesse
giocare con loro. I grandi portoni in legno del palazzo erano chiusi, e tutti e tre, con un solo
movimento, alzarono la testa verso il torrione. Una luce trem allinterno. Hugo e Caterina serrarono la
stretta delle loro mani. Credettero di sentire il mare, nel frastuono della festa, ma la loro agitazione,
sempre pi forte a causa di quellattesa obbligata, era tale che il loro respiro affannato superava il
fragore lontano delle onde. Tutti e tre conoscevano il palazzo, Caterina e Merc meglio ancora di
Hugo. Potevano raggiungere con facilit la stanza del bambino. Con la mano libera, Hugo accarezz il
manico del pugnale di Barcha; Caterina lo teneva sempre con s, ed era cos riuscita a metterlo in salvo
durante il saccheggio della taverna. Pens che lo spirito di Barcha doveva essere con loro. Ma Guerao
era in ritardo, e Hugo cominci a temere che fosse una trappola. Guard i volti delle due donne alla
tenue luce della luna che sinfilava nel vicolo. Caterina strinse i denti e annu. Merc sorrise nervosa.
Erano disposte a qualunque cosa. Il palazzo era presidiato dai soldati, ma loro sapevano che, quando le
porte erano chiuse e il personale di servizio era ormai dentro, persino la sentinella di guardia si
addormentava placida nelle cucine.
Alla fine, il battente di uno dei portoni si apr e Guerao sporse fuori una mano, invitandoli a
entrare.
Il patio era in penombra, illuminato da ununica lanterna. Guerao indic alla sua sinistra e
richiam la loro attenzione sulla stanzetta accanto ai portoni, dove si ritiravano le sentinelle. I tre lo
sapevano e annuirono, immaginando che ci fossero diversi soldati addormentati. Salirono le scale fino
al primo piano, entrarono nellala delle stanze da letto e si lasciarono dietro, sulla sinistra, lo studiolo di
Bernat, quello che un tempo era stato di Roger Puig. In quel momento, Guerao si conged con un
inchino e scomparve.
Hugo trattenne il fiato e per un istante osserv Caterina e Merc: entrambe sembravano perse
nei ricordi dellepoca in cui percorrevano quei corridoi, e continuavano a spostare lo sguardo da una
parte allaltra, dove i riflessi delle fiamme delle lanterne ballavano sulle pietre. Se ne stavano l, tutti e
tre immobili, immersi in un silenzio spaventoso.
Andiamo, sussurr Hugo, e si diresse deciso verso la stanza di Arnau.
E se c qualche schiavo che dorme nei corridoi? domand Caterina, anche lei a bassa voce.
Vedremo il da farsi, rispose Hugo, che stringeva in mano il pugnale di Barcha.
Non trovarono nessuno schiavo.
E la serva che dorme con Arnau? chiese Merc quando erano ormai di fronte alla porta.
Hugo avrebbe voluto risponderle che aveva intenzione di uccidere quella donna per tutte le
volte che gli aveva impedito di godersi suo nipote, invece prefer aprire lentamente la porta. Unaltra
debole lanterna illuminava la stanza. Un fetore di malattia e di morte li colp non appena entrarono.
Caterina si appost accanto alla porta, Merc corse al capezzale del figlio e Hugo si avvicin al
giaciglio della serva. Non avevano calcolato cosa poteva succedere se si fosse svegliata... o forse
avevano preferito non pensarci; lui stesso aveva ignorato quel possibile ostacolo, perch la soluzione
era una sola. Se quella donna si fosse svegliata... avrebbe dovuto ucciderla sul serio. Li avrebbe
riconosciuti, avrebbe rovinato la loro vita. Hugo strinse il coltello, pronto a piantarlo nel collo della
donna, se avesse fatto il minimo movimento.
Mentre vigilava sulla serva, non vide che Merc accarezzava e baciava il viso di suo figlio,
prima di sollevarlo con delicatezza. Proprio come Guerao si era augurato, il bambino non protest
affatto. Merc piangeva quando si strinse al petto il corpo esanime del figlio. Fu Caterina ad avvisare
Hugo che Merc era gi fuori.
Chiusa la porta, sincamminarono svelti verso il cortile, senza la prudenza e la cautela di
quando erano entrati, come se si sentissero gi in strada. Hugo tocc il volto del nipote: era caldo,
respirava.
Non preoccuparti, sussurr a sua figlia, incoraggiandola. Sta bene. Vivr, non ho dubbi.
Siamo arrivati in tempo.
Di colpo, padre e figlia si trovarono davanti il braccio sollevato di Caterina, che si era bloccata,
invitandoli a fermarsi. Silenzio, disse.
Obbedirono.
Dal cortile giungeva un rumore di passi affrettati e risa contenute. Hugo si affacci dal
parapetto del primo piano. Non stavano dormendo, sussurr. Le guardie erano scappate per andare
a festeggiare in spiaggia.
Aspettiamo che vadano a dormire, propose Caterina.
 troppo rischioso. Qualcuno potrebbe svegliarsi, una serva, o magari uno schiavo. E poi...
Hugo si sporse ancora di pi e scrut nella penombra del cortile. E poi sembra che abbiano spostato
qui i festeggiamenti. Ci sono delle donne.
Anche Caterina si affacci. Di sotto, svariati soldati bevevano e inseguivano altrettante donne,
chiedendo loro di abbassare la voce e il tono delle risate. Caterina scorse una coppia che scompariva
nel locale della guardia. I restanti soldati, quattro o cinque, cercavano di baciare e palpeggiare le
compagne, che facevano le ritrose.
Cosa facciamo, adesso? singhiozz Merc, dietro il padre e Caterina.
Sono ubriachi, osserv questultima, notando la loro andatura. Andiamo, li invit mentre
scendeva le scale rasentando la parete, al riparo delle ombre.
Hugo avrebbe voluto protestare: gli sembrava una follia, invece tacque. Chiese a Merc di
precederlo e chiuse la fila. Attraversarono il cortile tenendosi contro le pareti opposte a quelle in cui
erano accese le lanterne, finch non arrivarono a pochi passi dai soldati. Tre erano ancora l, accanto
alla stanzetta, davanti alla porta. Laltra coppia, barcollante, se nera andata in direzione delle stalle.
E adesso? sussurr Hugo.
Adesso  il mio turno, rispose Caterina. Vorrei chiederti di non guardare, ma  meglio se
stai attento.
Cosa vuoi fare?
Vi amo, lo interruppe lei.
Hugo non riusciva a capire le sue intenzioni. Le afferr una mano per fermarla. Ti
riconosceranno.
No. Da anni non vivo pi qui. Sono ubriachi ed  buio. Nessuno mi riconoscer, concluse, e
liberandosi della mano di Hugo usc allo scoperto per raggiungere i soldati e le donne.
Dio mio, Caterina, no! la supplic Hugo, ma lei era gi nel patio. Se lavesse seguita, avrebbe
messo in pericolo Merc e il bambino.
Unaltra! esclam un soldato nel vedere la russa che sinfilava nel gruppo.
Da dove sei sbucata? chiese un terzo.
Il tuo amico  cos ubriaco che nemmeno riesce ad alzarsi. Io ho bisogno di un uomo, rispose,
prima di baciarlo sulla bocca e mettergli una mano tra le gambe.
Hugo sospir e Merc chiuse gli occhi. Intanto, Caterina stava prendendo il comando di quel
gruppetto di soldati e di donne, tutti sbronzi. Baci un secondo soldato, e cos li fece allontanare dalla
porta. Accarezz un terzo e anche una donna, che le restitu la carezza toccandole i seni. I soldati
intanto se ne stettero tranquilli, a contemplare estasiati quelle due. Caterina strinse la donna e la baci
sulla bocca. Poi si abbracciarono, e lei ne approfitt per spostarsi ancora un po dalla porta, facendo s
che i soldati dessero le spalle alluscita.
Eccitati, gli uomini non riuscivano a staccare gli occhi dalle due donne e poi da una terza che si
un alle prime due. Nemmeno Hugo ci riusciva. Poi not che Caterina faceva segno di scappare con una
mano. Era pericoloso, pens, ma rimanere l lo era ancora di pi, incollati comerano a una parete del
patio del palazzo di Bernat, con Arnau tra le braccia di Merc.
Hugo tentenn. I soldati erano vicinissimi. Caterina intu il suo tentennamento e trov il modo
di aiutarlo: strapp con violenza la giubba della donna alla quale era abbracciata, lasciando allo
scoperto i suoi seni. Gli uomini, abbagliati, le si gettarono addosso.
Hugo spinse Merc. Nessun soldato si volt. Nessuno si accorse di niente. Aperto il portone,
fuggirono da via de Marquet lasciando Caterina nel cortile.
Caterina torn nella taverna unora dopo. Ad aspettarla cera solo Pedro, che si spavent nel
vederla tutta spettinata, con i vestiti in disordine e strappati. La russa lo tranquillizz, gli chiese di
portarle dellacqua per lavarsi e sal nella sua stanza.
Hugo e Merc, si disse, dovevano essere a casa di Llcia e Simn, come previsto. A breve, con
lalba, il mulattiere sarebbe scappato dopo aver nascosto Arnau dentro una cesta delle mule.
Quando Hugo e Merc tornarono nella taverna, Caterina era seduta al tavolo, gi lavata e
vestita. Merc corse verso di lei, ma a un passo di distanza si ferm di colpo. Non aveva mai
abbracciato la compagna di suo padre. Caterina si alz.
Grazie, le disse Merc.
Fu Caterina ad aprire le braccia perch la ragazza vi si rifugiasse, ma solo per poco, perch
subito Hugo la reclam a s e la baci con tenerezza.
Non dire niente, lo preg lei. Vado a preparare da mangiare.
E singinocchi davanti al fuoco, dove era appesa la pentola, per mettersi a cucinare. Merc
fece altrettanto, inginocchiandosi al suo fianco.
Non avevano ancora finito la sostanziosa colazione preparata dalle due donne, quando un
gruppo irruppe strepitante nella taverna. Si trattava dellufficiale del governatore e dei suoi sgherri;
cerano anche un uomo enorme, obeso, con un collo cos grosso che al confronto la testa sembrava
minuscola, la contessa, il giudice, vari consiglieri e Guerao.
Fecero spostare prima Pedro poi Hugo, che chiese inutilmente delle spiegazioni. Qualche
guardia sal nelle stanze al primo piano, altre scesero in cantina, altre corsero nellorto, altre ancora
ispezionarono dietro le botti e in ogni angolo.
Merc e Caterina si avvicinarono a Hugo. Avevano previsto che sarebbe successo, che come
prima cosa sarebbero andati l, tuttavia la brutalit del loro comportamento non solo li spavent, ma li
fece dubitare di quanto si erano detti mentre consumavano la colazione. Quei soldati ubriachi non
confesseranno le loro scorrerie notturne, aveva sostenuto Caterina. Sanno che c la loro vita in
ballo. Che se Bernat lo viene a sapere, li uccide. Hugo aveva annuito. Merc si era messa a pregare.
E poi vi assicuro che nessuno di loro mi ha riconosciuta, aveva aggiunto Caterina. Sono convinta
che non mi riconoscerebbero neanche se mi vedessero adesso. Erano completamente accecati dalla
sbornia! Per giunta, era anche buio...
Dov?
Lurlo che il governatore aveva rivolto a Merc li riport alla realt. La ragazza si avvicin
ancora di pi a suo padre. Hugo stava per intromettersi, ma il governatore lo allontan con una manata.
Te lo sconsiglio, gli intim quando Hugo fece per difendersi.
Esigo rispetto per mia figlia e per tutti noi. Siamo cittadini di Barcellona. Perch siete qui?
Dov? ripet luomo guardando Merc e ignorando Hugo.
Di cosa state parlando? finse lei.
Dove lhai nascosto, diavolessa? bofonchi Marta scagliandosi su di lei.
La contessa fece per schiaffeggiare Merc, ma lei si difese afferrandole le braccia. Hugo e due
guardie riuscirono a separarle quando la contessa aveva cominciato a prendere a calci Merc. Hugo
cerc la complicit di Guerao, che era rimasto dietro il gruppo, ma questi, proprio come aveva
anticipato, sostenne il suo sguardo con freddezza, come se condividesse le accuse che venivano mosse
loro.
Cosa sta dicendo questa pazza? grid Merc.
Non fare finta di non saperlo! sbrait a quel punto lobeso, paonazzo in volto e con il collo
gonfio. Non tentate qualche diavoleria.
Merc si piazz davanti alluomo.
Chi sei? gli chiese, come se fosse un suo pari, anche se credeva di conoscere la risposta.
Luomo la squadr da capo a piedi, indolente.
 Galcern Destorrent, rispose al suo posto il cancelliere. Onorato cittadino di Barcellona,
conte di...
Il padre di Marta, sussurr Merc, interrompendo lelenco dei titoli nobiliari che quelluomo
si era comprato nellarco di una vita.
Nel tentativo di controllarsi di fronte a tutte quelle persone importanti, Caterina respir
profondamente e cerc di mediare. Non glielo permisero.
Taci, schiava! sbott la contessa.
Cosa sai di tuo figlio? chiese il governatore avvicinandosi a Merc.
Sapeva che allalba Arnau aveva attraversato le porte di Barcellona addormentato in una cesta
trasportata da una delle mule di Simn: ci stava dentro alla perfezione. Merc e Hugo avevano
aspettato a casa di Llcia che la donna ritornasse, dopo essersi assicurata che suo marito si fosse
lasciato alle spalle la citt non appena le porte si erano aperte. Fuori da Barcellona, il mio Simn non
lo becca nessuno, li aveva tranquillizzati lei. Adesso, cera da sperare che Arsenda avesse piet di
Arnau e che il bambino riuscisse a sopravvivere allavvelenamento. Secondo le loro supposizioni, la
contessa gli aveva dato piccole dosi pensando di ucciderlo a poco a poco, giorno dopo giorno, facendo
affidamento, affinch la discolpasse, sulla presenza di un medico accondiscendente.
Lufficiale scosse Merc, esigendo una risposta.
A cosa vi riferite quando mi chiedete cosa so di mio figlio? chiese a sua volta Merc. Non
so niente. Non mi permettono n di vederlo n di parlarci.
Stanotte  scomparso.
Hugo riusc ad afferrare Merc prima che cadesse a terra.
Cagna! esplose la contessa. Dovettero trattenerla una seconda volta. Carogna! Lhai rapito
tu! sbott. Dov? Dicci dov!
Merc lasci trascorrere qualche istante, come se non fosse in grado di comprendere quanto le
avevano detto. Poi si tir su, si liber dalle braccia di Hugo e fece un passo in avanti verso la contessa.
Lhai ucciso, sussurr. Il funzionario allung il collo come se volesse ascoltare... Tu lhai
ucciso! grid Merc, ancora pi forte di quanto non avessero fatto tutti gli altri. Nella taverna, per un
istante, cadde il silenzio. Donnaccia! sbrait approfittando del suo mutismo. Lhai ucciso perch sia
tuo figlio a diventare lerede, e adesso vuoi dare la colpa a me.
Persino gli sgherri, che avevano finito di frugare in casa ed erano tornati nella stanza principale
della taverna scrollando il capo, soppesarono laccusa di Merc circa la possibilit che la contessa, con
una mossa insensata, avesse davvero fatto scomparire Arnau per favorire suo figlio. Merc avrebbe
voluto aggredirla, picchiarla, ma conserv la calma per esporre con chiarezza le proprie argomentazioni
al giudice.
Cosa ci guadagnerei a rapire mio figlio? Solo sventure: perderebbe leredit. Bernat  un
militare, pu morire in qualunque momento. E poi, dove potremmo andare per non essere raggiunti
dallammiraglio o dal re? Dove potrei nasconderlo? chiese, alzando la voce in direzione delle guardie.
E come avrei fatto a rapirlo? Ditemelo! chiese, rivolgendosi stavolta direttamente al funzionario.
Come avrei fatto a entrare a palazzo?
Merc cap di aver seminato il dubbio: la fronte aggrottata delluomo, pensieroso, i movimenti
nervosi di qualche sgherro e lo sguardo basso del cancelliere glielo confermarono. Era il momento
giusto, quando tutti erano in preda allincredulit.
Lha ucciso lei! grid, scagliandosi sulla contessa. Ha ucciso mio figlio!
Faticarono a separarle, bench tirassero da una parte e dallaltra. Merc ne approfitt per
mordere e graffiare Marta, la prese a calci e a pugni. La contessa si difese colpendola a sua volta, ma a
trionfare, quando ormai erano state separate, la prima tenuta da Hugo e la seconda dai soldati, e non
potendo pi picchiarsi continuavano a urlare e a sputarsi, fu chiaramente Merc.
Arrestatela! grid la contessa. Sono giorni che si apposta intorno al palazzo.  evidente che
stava preparando il rapimento. Aveva giurato che avrebbe riavuto suo figlio. Lha gridato mille volte
per strada, di fronte alle porte di casa mia. Tutta Barcellona lha sentita.
Arrestate lei! replic Merc.  unassassina.
 vero che gironzolavi intorno al palazzo? la interruppe il governatore. E che hai giurato che
avresti riavuto tuo figlio?
Inavvertitamente, Hugo e Caterina si scambiarono uno sguardo preoccupato che Galcern
intercett.
Sono stati loro! grid luomo.
No, replic Hugo con fermezza.
Cosa ci facevi a palazzo? insistette il governatore.
Volevo chiedere scusa alla contessa! strill Merc.
Di nuovo, cadde il silenzio, rotto poi da una risata forzata.
Chiedere scusa! esclam Galcern Destorrent fissando il governatore. Qualche tempo fa
sulla spiaggia le stavano per tagliare la gola, ma non ha mostrato alcun pentimento. Chiedere scusa!
ripet sarcastico.
Perch volevi scusarti? chiese il governatore.
Merc tentenn e la contessa approfitt della sua indecisione per gridare: Sta mentendo! Non
lo vedete?
 evidente che sta mentendo, insistette il padre di Marta.
Taci! gli ordin Hugo avvicinandosi, furioso persino nei movimenti.
Le guardie sinterposero tra i due.
Silenzio! ordin il funzionario. Zitti tutti! Dunque, non neghi di essere stata a palazzo,
disse rivolto a Merc. Cos questa storia che volevi chiedere scusa?
Perch voleva chiedere scusa? Non lo sapeva. Non lo aveva saputo allora e non lo sapeva
adesso. Di certo, aveva sperato o desiderato che quella donna cambiasse atteggiamento. Ma la contessa
non si era nemmeno degnata di riceverla, anzi, si era presa gioco di lei. In quel momento, Merc decise
che non si sarebbe pi umiliata davanti a quella carogna. Avrebbe fatto meglio a non parlare di scuse.
Non lo so, rispose.
Visto? balz su Galcern. Non sa nemmeno come giustificarsi. Stava preparando il
rapimento del bambino.
Dove sei stata stanotte? prosegu il funzionario, ignorando il proboviro.
Eravamo tutti nella taverna, si fece avanti Hugo.
Sto parlando con lei.
Qui, afferm Merc. Con mio padre, Caterina e Pedro.
 cos? chiese lufficiale a Pedro, che conferm con un cenno del capo.
Non permetterai a questa gente di menarti per il naso, vero? intervenne Galcern.
Lufficiale gli fece capire a gesti di tacere e cominci a riflettere, guardando uno per uno tutti i
presenti. Hugo strinse forte gli occhi non appena luomo inizi a parlare.
Non hai chiarito come mai gironzolavi intorno al palazzo nei giorni precedenti alla scomparsa
del bambino, perci ti arrester finch questa faccenda non verr risolta...
Merc accolse la decisione con fierezza, immobile.
Vi state sbagliando, disse, interrompendo luomo. Lha ucciso quella donnaccia, quella
carogna.
Silenzio! grid lufficiale, anticipando la replica della contessa. Lammiraglio non tarder a
tornare dopo la vittoria in Sardegna. Sar lui a decidere.
Non potete arrestarla solo perch  stata vista dalle parti del palazzo! sbrait Hugo.
Certo che posso, rispose laltro con tranquillit. Potrei arrestare anche te, lei e lui, aggiunse
riferendosi a Caterina e Pedro.  proprio in carcere che deve stare tua figlia.  a questo che serve: a
sorvegliare i prigionieri. Non dimenticare che il carcere non  una punizione: per questo ci sono le
pubbliche piazze, i ceppi e le forche. Star l finch non si sar concluso il processo per la scomparsa
della creatura. A quel punto...
E lei non larrestate? intervenne Merc, indicando Marta.
Lei  una contessa, donna, replic il funzionario. Andiamo, ordin dopo aver rivolto uno
sguardo duro a Merc.
Le guardie scacciarono i curiosi che si erano ammassati sulla porta e persino alla finestra della
taverna. Fuori! Tutti si spostarono per lasciar passare la comitiva. Guerao era lultimo e non degn
Hugo nemmeno di uno sguardo.
...
.
...
34.
...
.
...
Hugo, ironia della sorte, era stato nel carcere del castello del governatore ununica volta,
quando avevano rinchiuso Bernat dopo il suo tentativo, fallito, di uccidere il conte di Navarcles. Quella
volta era riuscito a parlare con lui e persino a consegnargli i suoi risparmi, dei croats dargento che gli
aveva passato attraverso la grata della scala che comunicava con la prigione. Ma l, nel cortile interno
sul quale davano le grate, cerano solo uomini; le donne venivano rinchiuse nei locali al di sopra del
cortile e delle celle dei prigionieri e, a differenza di questi ultimi, non potevano uscire a passeggiare e
nemmeno ricevere visite o comunicare con lesterno.
Come faccio a sapere che mia figlia sta bene? chiese Hugo a Luis Pelat, il carceriere, che in
realt era solo il sostituto, svolgendo quella funzione per conto del titolare della carica.
Merc era arrivata da poco in carcere.
Perch dovrebbe stare male? rispose luomo. Io mi prendo cura delle prigioniere. Ogni
quindici giorni, viene un medico a visitarle e lo stesso fanno i consiglieri. Finch tu mi dai la mia paga
e i soldi per il suo mantenimento lei star bene.
Non c proprio modo di vederla? Hugo soppes una borsa piena di soldi con la mano.
Conservali, gli consigli Luis Pelat. Tua figlia non  una volgare delinquente, non  dentro
per debiti. Il funzionario del governatore mi ha avvertito. E non voglio problemi con lammiraglio.
Hugo pag il salario del carceriere, corrispondente a una somma fissa al giorno per ogni
prigioniero, gli diede i soldi per lalloggio e il mantenimento quotidiano di Merc, e anche una bella
focaccia di pane che aveva acquistato mentre andava al castello, e in compagnia di Caterina lasci la
casa di Luis Pelat, situata accanto alle celle, da dove luomo si occupava della gestione del carcere.
Senza dire una parola, Hugo e Caterina sincamminarono verso lo studio di un avvocato che
Higini, il banchiere, aveva raccomandato loro: volevano assumerlo perch difendesse Merc nel
processo che aveva gi avuto inizio.
Erano ben note a tutti le pessime condizioni in cui vivevano uomini e donne nella prigione del
governatore di Barcellona. Unistituzione benefica, il Piatto dei Poveri Vergognosi, si occupava di
chiedere lelemosina per il loro mantenimento, direttamente accanto al carcere e anche davanti alle
porte delle chiese. I soldi, per, non bastavano mai, bench venissero equamente ripartiti tra i
prigionieri senza mezzi, visto che quanti avevano una famiglia abbiente non potevano godere della
beneficenza pubblica. Pessima alimentazione, celle umide e buie, mancanza digiene: oltre a vivere in
quelle condizioni, cerano casi di donne che subivano violenza e molti altri abusi da parte degli sgherri
del carceriere. Alcune facevano le serve in casa sua, ed era risaputo che la moglie del carceriere le
costringeva a filare senza alcun compenso, e ben oltre la mezzanotte.
A volte le autorit ricevevano lamentele, ma la paura regnava sovrana in un posto dove il
carceriere aveva piena facolt di punire corporalmente i prigionieri, frustarli, metterli ai ceppi,
incatenarli o isolarli in una cella nei sotterranei della torre.
Non  come a Sabanell, cerc dincoraggiarlo Caterina quando erano quasi arrivati alla
bottega dellavvocato, immaginando quali cupi pensieri occupassero la mente di Hugo mentre si
trascinava per strada. Adesso Merc sa che suo figlio sta bene, che  al sicuro. Lotter, Hugo.
Sopporter qualunque cosa per lui.
Ma quanto pu sopportare una persona? si lament laltro.
Molto... Caterina aveva la voce rotta. Molto. Te lassicuro.
La borsa di denaro che il carceriere aveva appena rifiutato conobbe la stessa sorte con
lavvocato.
Le leggi mimpediscono dintascare dei soldi finch non ci sar una sentenza definitiva,
spieg loro, mostrandosi infastidito dal fatto che Hugo gli avesse offerto denaro.
Se  cos, rischiate di non prendere nemmeno una monetina, cerc di difendersi lui.
Potrei chiedervi una cauzione, ma siccome Higini fa da garante, non lo far.
Hugo e Caterina non lasciarono i loro soldi, ma persero gran parte delle loro speranze davanti a
quelluomo istruito, bench freddo e distante, che li allarmava senza mostrare un briciolo di
compassione.
Come mai tua figlia girava intorno al palazzo dellammiraglio? Per chiedere scusa? si era
risposto da solo prima di dare una manata in aria.
Come fate a saperlo, se  successo tutto stamattina?
Con la folta barba castana e i capelli ormai ridotti a due soli ciuffi che gli coprivano le orecchie,
lavvocato Joan Borra li scrut con sguardo penetrante da dietro la scrivania, lui seduto, loro in piedi.
A Barcellona non si parla daltro che della scomparsa del figlio dellammiraglio e dellarresto di tua
figlia, spieg. Tutti sanno che tua figlia non ha molte possibilit di vincere questo processo. Ha gi
cercato di rubare il figlio alla contessa...
Non  vero.
Lhanno vista che lo prendeva, era unossessione per lei, era disposta persino a morire, grid
lavvocato. Tutta Barcellona lha vista! Il vescovo, lammiraglio... io stesso! Ero l. A quelle parole,
Hugo sospir. Caterina aveva le lacrime agli occhi. Tua figlia ha gridato ai quattro venti che avrebbe
riavuto suo figlio. E non era la prima volta che succedeva... a quel che ho capito. Lavvocato fece una
breve pausa.  stata lei, vero?
Caterina accost il polpaccio a quello di Hugo. Un modo per suggerirgli di negare.
 stata con noi tutta la notte, insistette Hugo. No, non  stata lei, disse, anticipando
lintervento dellavvocato Borra.
E allora? chiese lui. Anche secondo te  stata la contessa?
 quella che ne otterrebbe i benefici maggiori.
Nessun tribunale condanner la contessa di Navarcles.  una faccenda davvero complicata,
Hugo. Non voglio darti false speranze.
Cosa succeder adesso? chiese.
Oggi, davanti al governatore, la contessa ha pubblicamente accusato tua figlia del rapimento e
del possibile assassinio di Arnau Estanyol, primogenito dellammiraglio dellarmata di Catalogna. Di
conseguenza, hanno nominato il giudice consulente del governatore, e la nomina  ricaduta su uno dei
giuristi registrati nel Libro del Priore che risulta in servizio questa settimana. A partire da questo
momento, il procuratore, se lo ritiene utile, completer laccusa entro un termine massimo di
venticinque giorni, visto che la colpevole  gi in carcere. Interrogheranno tua figlia, e se non
accettasse di confessare... il procuratore chieder al giudice di poterla torturare affinch lo faccia. Non
mi stupirebbe se, visti i precedenti, il giudice accettasse. Io al suo posto lo farei.
Sebbene gli girasse la testa, Hugo si fece forza per sorreggere Caterina, che barcollava.
Anche voi verrete interrogati, ed  giusto che sappiate che la tortura viene usata anche con i
testimoni la cui sincerit  dubbia, continu lavvocato senza dare loro il tempo di riprendersi.
Dovete essere pronti anche a questa eventualit.
Allora, difenderete mia figlia? domand Hugo. Recepito lavvertimento, aveva il timore
crescente che Borra non volesse nemmeno prestarsi allo iudicium calumniae, come gli era gi successo
con lavvocato al quale si era rivolto quando Eullia gli aveva tolto le vigne.
Male, afferm. Ma non troverete nessuno che lo faccia meglio di me, si vant.
La badessa ha finto di pensarci su, come se volesse mostrare che faticava a prendere una
decisione. Ha detto che per loro era un disagio e anche che le sue regole glielo impedivano, raccont
Simn un paio di giorni dopo, di ritorno dal Priorat. Per aveva gli occhi lucidi e sembrava quasi che
faticasse a trattenersi dallaccarezzare di tanto in tanto i capelli del bambino. E alla fine ha ascoltato le
preghiere di Merc.
E Arnau? chiese Caterina.
Era sempre mezzo addormentato, ma laspetto era gi migliore... nonostante il viaggio. Gli
hanno dato da mangiare, e lui ha mangiato, anche se non  stato particolarmente vorace. Certo, si 
spaventato un po quando si  visto circondato da tutte quelle donne in tonaca, ma si sono occupate di
lui alcune monache giovani, di cui una con un bambino in braccio, e la cosa gli  piaciuta. Ha chiesto
della contessa, lha chiamata cos, la contessa, e ha abbozzato un sorriso quando ha saputo che non
era l. Con uno sguardo carico daspettativa, Caterina gli chiese di raccontare altre cose del bambino.
Simn sorrise e laccontent: Star bene, si rimetter, sicuro. Gli effetti della pozione che gli ha dato
la contessa si attenueranno fino a scomparire, credetemi. Nonostante tutto, il bambino che ho lasciato in
convento non era gi pi lo stesso che ho nascosto nella cesta della mula e che ho portato fin lass.
La badessa... ti ha dato forse una lettera per Merc?
No, mi ha detto solo di farle sapere che si occuper di Arnau, come lei le ha chiesto. Dov
Merc?
Hugo gli raccont quanto era successo. Lespressione del liberto sincup.
Sapevamo tutti che era pericoloso, mormor.
Hugo aveva cominciato a capire solo in quel momento fino a che punto fosse rischiosa la
decisione che avevano preso spinti dallamore ma  non poteva negarlo  senza soppesare in modo
adeguato i rischi. Chi rapiva un bambino veniva punito con la pena di morte, e il governatore aveva
ignorato le giustificazioni che loro avevano addotto nella taverna. Cosa sarebbe successo se qualcuno
avesse parlato sotto tortura? E se qualche soldato avesse confessato? Anche Caterina era implicata. E
Llcia, e Simn, e Pedro. Bernat non avrebbe avuto piet, il governatore e i giudici nemmeno. Gli si
strinse lo stomaco al pensiero di quante brave persone rischiavano di subire un danno a causa della loro
precipitosa decisione.
Non ti ha detto nientaltro, la badessa? Hugo riprese la conversazione per mettere a tacere
quel vortice di dubbi e preoccupazioni.
No. Cio, s... le solite cose che dicono le religiose: che Merc preghi la Madonna e cose del
genere.
S, ma di che genere?
Simn alz la testa, contrariato. Be... riflett. Cose tipo che non deve dubitare che lei star
al suo fianco in quelle preghiere, disse alla fine.
Il volto di Hugo si illumin.
 cos importante? sinteress il mulattiere.
Non sai quanto, rispose Caterina al posto di Hugo, pensando allincontro tra Arsenda e Merc
nella chiesa di Bonreps, quando avevano addirittura pregato insieme.
Tua figlia non ha confessato il delitto, rifer Joan Borra a Hugo e Caterina.
Quelluomo superbo e presuntuoso era diventato lunico filo che li univa a Merc. Lui s che la
vedeva. Lui s che parlava con lei.
La... la tortureranno? riusc a chiedere Hugo.
Al momento, non credo. Stanno aspettando il ritorno dellammiraglio dellarmata o eventuali
sue istruzioni per lettera. Questo per ora  quanto ha voluto lincaricato dellammiraglio, al quale questi
ha demandato il compito di occuparsi dei suoi problemi... Quelluomo, come si...?
Guerao, lo aiut Hugo.
S, lui, conferm.
Per ora, avete detto? domand Hugo.
Caterina non parlava, lautorevolezza di Joan Borra la paralizzava.
Esatto. Sia il procuratore sia il governatore ritengono che, torturando la prigioniera,
scoprirebbero prima dov nascosto il bambino. Ritardare la sua possibile liberazione  un rischio.
Perci nessuno ha capito molto bene perch lincaricato dellammiraglio si comporti cos.
Bernat lo sa?
Se non lo sa, lo sapr. Immagino che lavranno informato sua moglie e il suo stesso incaricato.
Ma anche il governatore, com ovvio, gli ha comunicato ufficialmente la scomparsa di suo figlio e
linizio del processo nei confronti della sua prima moglie.
Guerao aveva impedito che Merc venisse torturata, si rallegr Hugo. Bench avesse cercato di
scagionarsi, bench la notte in cui era andato alla taverna li avesse ammoniti e il mattino in cui si era
presentato insieme al governatore si fosse mostrato gelido, quellometto non poteva nascondere al
proprio signore che Arnau era stato rapito per salvaguardare la sua sicurezza. E per quanto crudele
fosse Bernat, sarebbe stato abbastanza comprensivo da non intentare un processo contro Merc e
liberarla... O no?
Mia figlia vi ha detto qualcosa?
In che senso?
Intendo, se vi ha fatto avere qualche messaggio per noi...
Ma non sono mica un messaggero!
Hugo esit. Quelluomo doveva difendere sua figlia, e Higini, dopo che Hugo gli aveva
espresso le sue perplessit, a seguito del loro primo incontro, insisteva nel dire che era il miglior
avvocato che potessero scegliere. Hugo lo guard. E laltro, da dietro la scrivania, non batt ciglio.
Non volevo offendervi. Vi chiedo scusa, ma... ditemi... sta bene di salute?
Non sono neanche un medico.
Lo sappiamo gi che non siete n un medico n un messaggero, sbott Hugo avvicinandosi
alla scrivania e appoggiando i pugni sui plichi che vi erano sparsi per sporgersi al di sopra di essi, fin
quasi a sfiorare il naso dellavvocato. Per non ho ancora capito se siete davvero un uomo retto e
nobile. E so gi che la vostra superbia non vimpedir di prendervi i soldi che un taverniere e una
liberta si sono guadagnati con il loro lavoro. Chiediamo solo di sapere come sta nostra figlia. Gli
uomini come voi non sono capaci di provare piet?
Lavvocato sospir. Merc stava bene, riconobbe poi.
Anche se... subisce le normali conseguenze di chi sta chiuso in carcere, aggiunse. Occhi
gonfi, sporcizia, magrezza... cominci a elencare, dietro richiesta di Hugo. Ma guarir, non devi
preoccuparti di questo, insistette.
E no, non avevano parlato di nientaltro che non fosse il processo e che meritasse di essere
riferito loro, anche se Merc era davvero parca nelle sue spiegazioni, impegnata comera a sostenere
che la contessa aveva ucciso Arnau.
I giorni e le notti, insonni, si fecero molto lunghi per Hugo e Caterina. Il procuratore aveva
presentato laccusa nei confronti di Merc e li aveva chiamati a testimoniare tutti e tre: Hugo, Caterina
e Pedro. Pur sapendo che era meglio evitare, prima di presentarsi davanti al governatore bevvero un po
di vino, per darsi forza. Poi, in una stanzetta disordinata e stracolma di plichi di carta, con uno scrivano
che prendeva appunti, fu chiesto loro cosa fosse successo quella notte. Pedro ebbe la voce pi ferma di
tutti nel sostenere che Merc era stata con loro.
Nessuno accenn a eventuali torture o al carcere, e perci tornarono pi sereni e tranquilli nella
taverna, che i clienti continuavano a disertare. Ogni tanto qualche distratto si presentava per bere
qualcosa, ma i pi giravano al largo dal silenzio, dalle ombre e dal fetore persistente che ancora si
respirava dentro la bottega.
Intanto, tutti aspettavano il ritorno di Bernat. Era assurdo, ridicolo!, si diceva Hugo: dovevano
aspettare il ritorno di colui che, sulla spiaggia, aveva ordinato di tagliare la gola a Merc, delluomo
che laveva ripudiata e allontanata crudelmente da suo figlio.
Non le far niente finch Merc non gli restituir suo figlio, sosteneva Caterina. Non pu
correre questo rischio.
Non si pu mercanteggiare con la vita di Arnau, tesoro. Merc non lo accetterebbe mai. E cosa
far quel miserabile dopo che gli restituiremo il figlio? Riesci a immaginarlo?
Non so come abbia potuto essere tuo amico.
Era diverso, rispose Hugo dopo averci pensato qualche istante. La vita da corsaro lo ha
cambiato.
Non credo. Anche prima era pronto a uccidere.
Hugo ci riflett. Era vero, doveva riconoscerlo: anche se voleva solo vendicare la morte ingiusta
di messer Arnau, gi allora Bernat era pronto a uccidere il conte di Navarcles.
Lasciavano la taverna vuota nelle mani di Pedro per andare a incontrare lavvocato. Nessuna
nuova, annunciava loro uno dei suoi segretari.
Andavano anche a pregare per Merc. Caterina insistette per recarsi nella chiesa della
Santissima Trinit, da messer Juan. Hugo, come sempre, preferiva evitare il tempio degli ebrei
convertiti e continuava a voler frequentare Santa Maria del Mar, ma fin per accontentare lei.
Ne abbiamo di giorni per pregare, cedette con il tono stanco della sconfitta.
Caterina scosse la testa. Abbi fede nella Madonna, lo incoraggi. Domani andremo a Santa
Maria.
Credevano che fosse questione di giorni o al massimo di qualche settimana perch larmata
ritornasse vittoriosa in Catalogna, e con essa il suo ammiraglio. Tuttavia, lindomani, di ritorno da
Santa Maria del Mar, capirono che non era cos quando sentirono i commenti accesi della gente che,
come al solito, si era riunita a chiacchierare nellatrio porticato della chiesa in piazza Sant Jaume. Si
avvicinarono con curiosit.
Erano giunte notizie dellarmata. La regina Giovanna Seconda aveva appena offerto a re Alfonso la
nomina a successore della corona del regno di Napoli. Dopo aver accettato, Alfonso aveva ordinato al
proprio ammiraglio di salpare al comando di dodici galee e dieci galeotte in difesa del regno di Napoli,
che era stato messo sotto assedio da Luigi dAngi, alleato dei genovesi, e dalle forze armate del
condottiero Francesco Sforza.
Ma cos questa Napoli? chiese una donna.
Hugo avrebbe potuto risponderle solo che era un regno italiano dove si produceva un vino
eccellente. Lui aveva comprato un rosso di Calabria, che veniva imbarcato nel porto di Tropea, e un
greco di Napoli, il pi caro sul mercato, il migliore a Barcellona.
 un regno italiano. Occupa pi o meno la met meridionale della penisola... rispose
qualcuno in mezzo alla gente.
E perch re Alfonso deve intervenire nelle questioni di quel regno? chiese un terzo.
 complicato... rispose un altro che, a parere di Hugo, doveva essere un mercante; era chiaro
che i presenti lo rispettavano: gli facevano spazio e non osavano n toccarlo n avvicinarglisi.
Come tutte le cose che riguardano i re, lo interruppe luomo che stava davanti a Hugo,
sicuramente un marinaio a giudicare dallabbigliamento e dallodore di pesce che si portava addosso.
I re... e il papa, concord il mercante.
Esatto, convenne un altro. Davanti allassedio da parte di Luigi dAngi, il papa non ha
voluto aiutare la regina di Napoli.
Luigi dAngi? disse qualcun altro. Ma il duca dAngi non era...?
S, era uno dei pretendenti alla nostra corona dopo la morte di re Martino.  nipote per linea
materna di re Giovanni, ma a Caspe non ha ottenuto niente. Adesso pretenderebbe di avere la corona di
Napoli con laiuto del papa, dei genovesi e di Francesco Sforza, che prima era agli ordini della regina
Giovanna.
Come cambiano facilmente le alleanze, si lament qualcuno.
S. Per i grandi, sia di qua che di laggi, la fedelt  una virt di cui disporre a seconda di
come tira il vento. Il mercante scoppi a ridere. La maggior parte di coloro che formavano il gruppo,
sempre pi numeroso, annuiva alle sue parole. Siccome il papa non solo ha negato il sostegno alla
regina, ma ha anche invitato il duca dAngi a prendersi il regno di Napoli, Giovanna Seconda non ha trovato
altra soluzione che chiedere aiuto al nostro re.
E il nostro re ha accettato! disse una vecchia, tutta agitata, accompagnando le sue parole con
un gesto osceno.
Il nostro re  attratto dalla possibilit di ottenere un regno importante come quello di Napoli,
mezza penisola! continu il mercante, una volta che si furono spente le risate provocate dalla vecchia.
E come se non bastasse, lottare contro lAngi, rivale dei Trastmara, e contro i suoi alleati genovesi,
nostri acerrimi nemici, per Alfonso  un invito a nozze. Lui  giovane. Ha gi vinto e rimesso in pace la
Sardegna, ma un sovrano ambizioso non si accontenta cos facilmente.  attratto dalla guerra,  stato
educato alla guerra, e anche se i suoi ministri glielhanno sconsigliato, vuole ingrandire i suoi regni e
mettersi sullo stesso piano dei grandi della casata di Barcellona.
La gente accolse con clamore le sue parole.
E perch i ministri hanno sconsigliato al re di accettare lofferta?
Un nuovo regno non ci render pi forti.
Ma se questa regina lo adotta e lo nomina erede... cosa c di male?  pericoloso?
Il mercante si fece pregare prima di rispondere, come se stesse per rivelare un segreto.
Bisogna conoscere gli italiani. La penisola  una terra frammentata, senza un potere forte
capace di sottomettere tutti questi signori e condottieri, che sono solo degli avventurieri, come i nostri
almogaveri. L, i contrasti e le alleanze cambiano dal giorno alla notte. Il modo di agire di quella gente,
che siano napoletani, genovesi, milanesi, pisani o veneziani, ha ben poco a che vedere con il carattere
catalano, aragonese, e ancora meno, evidentemente, con quello castigliano. L i nobili sono eleganti,
attenti e colti, molto colti, ma dietro queste virt non nascondono altro che perfidia, avarizia e una
crudelt spesso brutale.
Sul gruppo cal il silenzio. Alcuni ascoltavano a bocca aperta.
La regina Giovanna, per esempio, prosegu il mercante. Non penserete che sia una santa,
come la nostra regina Maria, la moglie di Alfonso? Ha tradito il suo capitano generale, Francesco
Sforza, e adesso lui le si  rivoltato contro. Ha messo in prigione il suo secondo marito, Giacomo di
Borbone, che le aveva decapitato lamante. E, tra laltro, aveva concordato di sposare il fratello di re
Alfonso, ma quando Giovanni  arrivato a Napoli, con laccordo matrimoniale gi stipulato, ha
scoperto che quella si era gi sposata con Giacomo di Borbone.
Dal gruppo si sollevarono bisbigli e insulti. In molti ricordavano quellepisodio umiliante per la
corona.
Perci, forse, il Borbone non ha fatto un grande affare, esclam qualcuno.
Gi, concord il mercante. Dopo essere stato incarcerato e liberato, aveva cos tanta paura di
sua moglie e degli intrighi di palazzo che  fuggito in Francia e l ha preso gli abiti francescani. Si
alz qualche risata. Adesso il regno  guidato da un altro amante di Giovanna, che lei ha nominato
siniscalco. Lofferta fatta al nostro re non  nuova: gi diversi anni fa la regina che ha preceduto
Giovanna, unaltra Giovanna, aveva adottato e nominato suo erede il nonno di Luigi dAngi, e il papa
era arrivato persino a incoronarlo re dAvignone, anche se non  mai riuscito a regnare. Viene da l
tutto questo disordine, ed  anche la ragione per cui i ministri hanno consigliato ad Alfonso di non
immischiarsi in quel nido di serpi e di dedicarsi alla difesa delle sue terre, non alla conquista di altre
che comportino uno scontro con francesi e genovesi.
 proprio per quello che il re ha accettato: per battere quei figli di cane francesi e genovesi!
grid un altro, subito accolto da esclamazioni di consenso.
Hugo si allontan con un sospiro, seguito da Caterina. Continuava a non capire cosa fosse
meglio: che Bernat tornasse quanto prima o che tardasse ancora, e la confusione aument quando,
lindomani mattina, and in carcere a pagare le spese di Merc.
Conoscevi lometto che faceva da incaricato dellammiraglio? gli chiese Luis Pelat dopo aver
contato i soldi, annuendo con soddisfazione.
Conoscevi?, pens Hugo con sorpresa.
S, lo conosco, rispose. Guerao.
Si  suicidato nel palazzo. Lo hanno trovato appeso a una trave.
Non  possibile!
E invece s, lo schern laltro. Ieri notte. Appeso a una trave.
Il governatore, il procuratore e la contessa interpretarono il suicidio di Guerao come il risultato
diretto del suo coinvolgimento nella scomparsa di Arnau.
Il suo spirito tormentato dal peccato e dallinfedelt lo ha indotto a commettere un atto funesto
e codardo, comment uno. Non riposer mai in pace.
Ecco perch non voleva che la colpevole venisse torturata, accus laltro. Perch era
complice del delitto.
Per Bernat sar un altro colpo mortale, specul con cinismo la contessa. Non solo hanno
rapito suo figlio, ma uno dei complici era il suo uomo di fiducia.
Non erano certo gli stessi discorsi di Hugo e Caterina nella taverna.
Non riesco a credere che Guerao si sia suicidato, afferm lei.
Nemmeno io. Lo hanno ucciso. E senzaltro sono stati la contessa e suo padre, disse Hugo.
Perch?
Loro sanno che abbiamo rapito il bambino. Secondo me, sono arrivati alla conclusione che ci
ha aiutati qualcuno da dentro il palazzo, e che questo qualcuno poteva essere solo Guerao. Logico che
abbiano sospettato di lui, soprattutto dopo che si  opposto alla possibilit di torturare Merc. L, credo,
si  definitivamente esposto. Se la contessa e la sua famiglia avevano qualche dubbio, la situazione si 
chiarita. Con la sua morte, quindi, hanno ottenuto due risultati: il primo, eliminare una persona che
avrebbe potuto denunciarli a Bernat al suo ritorno, sapendo che lui avrebbe dato pi credito a Guerao
che a sua moglie, e il secondo...
Hugo non os proferire a voce alta quale sarebbe stata la seconda conseguenza di quella morte:
Merc sarebbe stata torturata.
Successe poco dopo la notizia del trionfo di re Alfonso nella nuova impresa bellica a Napoli. Il
sovrano era ancora in Sardegna, ma larmata catalana al comando di Bernat Estanyol aveva messo in
fuga i genovesi agli ordini del generale Battista di Campofregoso non appena era approdata nella baia
di Napoli. Quando le truppe erano sbarcate in citt, il duca dAngi era scappato a Genova e i soldati
del condottiero Francesco Sforza si erano ritirati. Lammiraglio e gli altri ambasciatori mandati dal re
erano giunti a Napoli trionfanti e avevano occupato Castel Nuovo, dove si erano collocate le
guarnigioni di soldati catalani. Non erano ancora trascorsi venti giorni quando la regina Giovanna
aveva convocato la nobilt napoletana e gli ambasciatori di Alfonso, e davanti a loro lo aveva adottato,
nominandolo erede della corona e concedendogli il titolo che spettava al successore: duca di Calabria.
Poi aveva consegnato castel dellOvo a Ramon de Perells, che Alfonso aveva infine nominato vicer
di Napoli e della Calabria.
A quanto pareva, le cattive notizie arrivavano sempre insieme alle vittorie catalane, e langoscia
e la tristezza finivano per confondersi con la baldoria e la confusione dei festeggiamenti cittadini.
Tua figlia ha sopportato la prima seduta di tortura, annunci loro Joan Borra non appena
entrarono nel suo studio. Non ha confessato.
Cadde il silenzio. Caterina chiuse gli occhi, Hugo non os chiedere di pi, e lavvocato ormai
dubitava che il taverniere e la sua strana famiglia fossero davvero innocenti.
Come sta? ebbe il coraggio di chiedere Hugo. Lo so che non siete un medico, per...
 stata sottoposta al metodo pi leggero: la corda.
Hugo guard dritto negli occhi dellavvocato: raramente osava farlo. Voleva saperlo?, si
chiedeva. Voleva sapere in cosa consistesse la tortura della corda? Le pene erano pubbliche: lo
squartamento, la forca, le frustate, i ceppi... La gente assisteva. La tortura invece non era pubblica, era
solo un metodo probatorio e veniva impartita in privato: boia e scrivano, avvocato e procuratore,
giudice e colpevole. Cosera la corda? Hugo aveva sentito parlare di quel metodo, eppure...
In cosa consiste questa cosa della...? chiese allavvocato.
Si tratta di una corda che viene avvolta nelle braccia e nelle gambe, lo anticip laltro
aggrottando la fronte. E poi stretta con una manovella, sempre di pi se il colpevole si rifiuta di
confessare, finch non lacera la carne. Spesso viene impregnata di sale, perch bruci...
Hugo lo invit a fermarsi con un gesto della mano. Caterina era rimasta al suo fianco, in piedi,
con gli occhi ancora chiusi, come se in quel modo riuscisse a estraniarsi da quanto si diceva in quella
stanza, ma adesso le lacrime le sgorgavano a fiotti.
Smetteranno di torturarla visto che non sono riusciti a ottenere la sua confessione? chiese
Hugo.
Temo di no. Aspetteranno che le ferite causate dalle corde guariscano, e poi le applicheranno
un metodo di tortura... pi duro.
Di nuovo silenzio.
Hugo si conged senza chiedere quale fosse laltro metodo.
Lindomani, quando and in carcere a pagare le spese di Merc, Hugo consegn anche quanto
bisognava corrispondere al boia incaricato di torturare sua figlia.
A Napoli la guerra continuava. Dopo la prima vittoria dellarmata catalana, la regina Giovanna
ritenne che Alfonso fosse stato poco sollecito nellaccorrere personalmente in suo aiuto con un esercito
pi forte, perci  come i ministri del re avevano pronosticato  cambi parere e apr le trattative con
Luigi, duca dAngi, per adottarlo e nominare lui suo erede.
Non appena Alfonso lo venne a sapere, mand altre truppe a Napoli e assunse un famoso
condottiero, Braccio da Montone, che affront le truppe dello Sforza al comando di tremila cavalieri.
Dal canto suo, il papa continu ad appoggiare il duca dAngi e, a sua volta, mand il capitano
Tartaglia di Lavello al comando di un esercito di mille cavalieri perch si unissero a quelli dello Sforza.
Con i condottieri ormai schierati, re Alfonso si vide obbligato a dichiarare ufficialmente guerra
al duca dAngi. Una volta che il suo ambasciatore ebbe concluso la missione, nel giugno 1421 arriv a
Napoli al comando di una flotta di diciotto galee, otto navi e altre imbarcazioni pi piccole che erano
salpate dal porto di Messina, in Sicilia, agli ordini dellammiraglio Bernat Estanyol.
Merc fu sottoposta alla tortura della garrota. Le ferite della corda erano ormai cicatrizzate, ma
stavolta le dita venivano schiacciate a mano a mano che il boia interrogava il colpevole, esigendone la
confessione.
Merc pianse, grid di dolore. Lo scrivano riportava sui fogli le domande del giudice e le
risposte della torturata: No. Sono innocente. Arrestate la contessa. Dio! Dov il mio bambino? No.
Data la sua ostinazione, a un cenno del giudice il boia strinse ancora di pi le garrote,
rompendole alcune ossa delle dita di mani e piedi. Merc url straziata.
Continu a negare.
Strinsero di pi.
Di nuovo, lo scricchiolio di un osso rotto.
Sono innocente!
Il giudice abbass le palpebre e, a occhi chiusi, ordin al boia di stringere di pi.
No!
Tua figlia ha sopportato la seconda seduta di tortura.
Quella volta, lavvocato Joan Borra chiese a un segretario di portare una panca e, sollecito,
invit Hugo e Caterina a sedersi.
Vi supplico di far sapere a mia figlia che stiamo tutti bene e che aspettiamo il suo ritorno.
Lo far, simpegn lavvocato, come se potesse liberamente incontrare laccusata, evitando
stavolta di addurre la scusa che non era un messaggero.
Stiamo tutti bene. Hugo e Caterina ci avevano ragionato su. Dovremmo far sapere a Merc che
Arnau  salvo ed  da sua nonna, aveva osservato Caterina gi dal primo giorno. Ma come potevano
fare? Il carceriere continuava a rifiutarsi di aiutarli. Alla fine, ne avevano dedotto che la contessa e suo
padre lo avevano pagato, e non trovavano il modo di far arrivare il messaggio a Merc.
Secondo me, lo sa, aveva voluto credere Hugo. In caso contrario, se il bambino fosse
riapparso, il governatore o il giudice glielavrebbero detto. Mia figlia sa che, se continua a stare in
carcere e a essere interrogata,  perch non ci sono notizie di Arnau. Se ricomparisse o lo ritrovassero,
le torture e il contenuto degli interrogatori cambierebbero radicalmente.
Si congedarono dallavvocato e, con un dolore che scuoteva corpo e mente al pensiero di
Merc, tornarono in silenzio nella taverna, estranei alla confusione della citt. L, a sorpresa, trovarono
il calderaio, che si scus del ritardo con cui aveva costruito lalambicco. Non solo laveva finito, ma
laveva anche montato. Il fuoco ardeva vivace sotto il grande recipiente inferiore, e Pedro lo guardava
soddisfatto. Stava mettendone alla prova il funzionamento usando dellacqua.
Il vapore fischiava, lalambicco brillava.
Quando vide Hugo e Caterina, lo stesso calderaio che non molto tempo prima li aveva
disprezzati abbass il capo e si diresse alla porta della taverna.
Aspetta, lo chiam Hugo. Devo pagarti.
Non adesso, non c bisogno. Puoi farlo quando vuoi.
E, non appena questultimo se ne fu andato, un altro uomo affacci la testa.
Avete acqua ardente?
Caterina interrog Hugo con lo sguardo. Stavano torturando Merc e...
Domani mattina, simpegn con un filo di voce.
Lavorare fu salutare perch per un po riuscirono a non pensarci, ma a fine giornata, dopo che
avevano distillato il vino, la notte tornava a essere una sfida inaffrontabile. Si sdraiavano e, tra pianti e
lamenti, restavano svegli, luno accanto allaltra.
La gente, per, cominci a mostrarsi affettuosa. In citt si era sparsa la voce che Merc aveva
gi resistito a due sedute di tortura, e cresceva il numero di coloro che la consideravano innocente.
Altrimenti, come avrebbe fatto a resistere a tanto dolore?, si chiedevano molte donne. Cera anche chi
sosteneva, dando prova di coraggio, che fosse stata la contessa a far sparire Arnau.
Peccato che la legge impedisca di torturare i nobili, si sentiva dire in taverna quando Hugo
passava tra i tavoli, come dimostrazione di sostegno.
La regina Sibilla  stata torturata, ricord uno.
S, ma  stato re Giovanni in persona a ordinarlo, non i nostri giudici.
Hugo li ignor e and da Caterina, accanto alle botti. Quelli sono gli stessi che ci hanno dato le
spalle dopo lassalto alla taverna, le disse allorecchio indicando i clienti con un gesto sdegnato.
Alcuni hanno anche partecipato al saccheggio.
Sono gli stessi che ci danno da mangiare, replic lei. Vedila cos. Possiamo contare solo su
noi stessi, tesoro. Su Merc e il bambino... Su tua sorella, forse. Su Pedro, Llcia e Simn... Forse su
messer Juan. E forse su altre quattro persone... o forse no.  cos che stanno le cose. Noi lottiamo per
lei.
Napoli riserv grandi festeggiamenti a re Alfonso, sbarcato in compagnia del suo esercito e di
circa millecinquecento principi e nobili di Catalogna, Aragona, Sicilia, Castiglia e dello stesso regno di
Napoli.
E, mentre il condottiero Braccio da Montone combatteva contro Francesco Sforza e il duca
dAngi in terre napoletane, re Alfonso fece partire una flotta di otto galee che dapprima approd in
Sicilia per armarsi debitamente, poi salp verso Pisa, dove le si unirono altre due galee, e infine da l si
diresse al porto di Genova, pronta ad attaccare i suoi acerrimi nemici.
Allertato il doge di Genova, Tomaso di Campofregoso, per combattere i catalani questi dispose
linvio di unarmata al comando del generale, nonch fratello del doge, Battista di Campofregoso. La
battaglia si tenne a Bocca dArno, dove le forze catalane batterono quelle genovesi guadagnando
cinque delle otto galee che componevano la flotta, mettendone in fuga altre due e catturando Battista.
La vittoria di re Alfonso nella battaglia navale di Bocca dArno ebbe due conseguenze
importanti. La prima fu che le autorit della signoria di Genova si arresero al duca di Milano, Filippo
Maria Visconti, consegnandogli il proprio stato. La seconda, che papa Martino Quinto, davanti alla netta
vittoria di Alfonso sui genovesi, impose una tregua tra questultimo e il duca dAngi, ormai
rassegnato a riconoscere i diritti di Alfonso come duca di Calabria ed erede della regina Giovanna di
Napoli.
Tuttavia, se la guerra riport temporaneamente la pace nel regno di Napoli, non accadde lo
stesso nel regno di Castiglia. Il re Ferdinando di Antequera, dosando in egual misura azioni belliche,
corruzione e astuzia, aveva ottenuto la corona dAragona, Valencia e Maiorca, nonch, grazie al
compromesso di Caspe, il principato di Catalogna. Invece di concentrarsi solo su questi regni, per,
aveva fornito ai suoi figli, infanti dAragona, quanto era nelle sue possibilit affinch riuscissero a
controllare anche il regno di Castiglia.
Aveva donato loro titoli, castelli, grandi signorie e distese di terra, oltre che magisteri degli
ordini militari pi importanti, come quello di Santiago e di Alcntara. Tuttavia, i due fratelli, anzich
portare avanti un piano congiunto, come avrebbe voluto Ferdinando, erano entrati in competizione tra
loro e avevano finito per farsi la guerra. Linfante Enrico era arrivato persino a sequestrare il
quindicenne re di Castiglia, Giovanni Secondo, e sua sorella Catalina, con la quale aspirava a contrarre
matrimonio.
Ma tutto questo si era rivoltato contro di lui: Enrico pi tardi si era visto costretto a congedare
lesercito, arrendersi e sottomettersi alla volont del re di Castiglia.
Era successo alla fine del 1420. Re Alfonso, che si era sempre tenuto in contatto con la sorella,
linfanta Maria dAragona, moglie di re Giovanni di Castiglia, era al corrente del fallimento del piano
di suo padre, Ferdinando di Antequera, dello scontro tra i suoi fratelli, gli infanti dAragona, e della
sicura vendetta del re di Castiglia, Giovanni Secondo, per il sequestro e lumiliazione subiti da Enrico.
Alfonso era dunque perfettamente consapevole del fatto che suo fratello sarebbe stato arrestato
e imprigionato, perci quando lammiraglio Bernat Estanyol, vincitore della battaglia navale di Bocca
dArno che aveva riportato la pace a Napoli, gli chiese il permesso di tornare a Barcellona per
occuparsi del singolare rapimento del suo primogenito e della morte del suo segretario, il re glielo
concesse: in prospettiva dellimminente conflitto causato dai suoi fratelli in Castiglia, aveva assoluto
bisogno della presenza di una persona di fiducia nei suoi regni.
La terza volta, la torturarono con il fuoco. Comera gi successo con la corda, in carcere Merc
aveva ricevuto assistenza medica anche dopo la tortura delle garrote, soprattutto nei punti in cui
sarebbe stata bruciata: i piedi.
Glieli unsero con grasso di maiale e la fecero sedere su una sedia, obbligandola poi ad allungare
le gambe sulle fiamme.
Il giudice osserv quella donna magra, con le occhiaie, che ancora mostrava i segni della corda
e delle garrote su braccia, gambe, mani e piedi, e la preg, non senza una punta di piet, di confessare
prima che il grasso cominciasse a scaldarsi.
Non sono stata io, rispose lei. Sono innocente.
Il grasso di maiale cominci a friggerle sulla pianta dei piedi.
Il giudice insistette.
Lei neg.
Nella sala delle torture si sent lo sfrigolio del grasso a contatto con il fuoco e in breve la stanza
fu invasa dal caratteristico odore di carne bruciata.
Merc resistette.
Arrestate... arrestate... la contessa! grid.  unassassina!
Confessa.
Ma non cera pi un filo di convinzione nel tono del giudice.
Merc grid di dolore, poi svenne.
Era il cosiddetto effetto purgativo della tortura. Dopo questo episodio, il giudice assolse
Merc dalle accuse e la rimise in libert. In Catalogna, lindiziato che sopportava le torture senza
confessare la propria colpa era considerato innocente e non poteva pi essere processato per gli stessi
fatti. In molti vennero a conoscenza della sentenza ancora prima che una delle guardie del governatore
andasse alla taverna per comunicarla a Hugo.
Corsero a prenderla tra gli applausi e le acclamazioni della gente. Con il tempo, per la gente
semplice, la reclusione e le torture subite da Merc si erano trasformate nella lotta di una contessa ricca
e potente contro unumile cittadina alla quale era stato tolto il figlio. Perci, allingresso del carcere, si
era radunata una folla che le fece rispettosamente spazio. Quasi tutte donne: filatrici, anziane vedove
che vendevano la legna, compravano e vendevano grano in piazza del Blat, accanto al castello del
governatore, in piazza della Llana o in piazza dellOli, entrambe vicine. Su una barella di legno, forse
una di quelle usate per trasportare i prigionieri morti, il carceriere consegn loro una donna
semicosciente, sudata, devastata, incapace di parlare o camminare, ma ancora in grado di abbozzare un
sorriso di vittoria, come fece non appena vide suo padre e Caterina. Hugo non os nemmeno toccarla e
scoppi a piangere. Alcuni uomini si avvicinarono a prendere il posto degli sbirri che tenevano i manici
della barella e aspettarono gli ordini di Hugo.
Tieni, gli disse il carceriere.  il resto di quello che mi hai dato per il soggiorno lultima
volta. Gli restitu qualche moneta.
Hai tolto il compenso del boia? chiese Hugo con amarezza.
Laltro non rispose.
Andiamo, gli ordin Caterina tirandolo per un braccio.
Sfilarono in mezzo alla gente. Le acclamazioni divennero bisbigli davanti allo stato di Merc,
che affrontava con gli occhi chiusi e la bocca serrata le fitte di dolore causate dalla barella in
movimento. Hugo e Caterina camminavano storditi, la vista annebbiata. Il raccoglimento dei presenti
non tard a trasformarsi di nuovo in ovazioni e applausi.
Coraggiosa!
Tu s che sei una madre!
Le hai dato una lezione!
Dov la contessa adesso? Lhanno gi arrestata?
...
.
..
35.
...
.
...
Lo aspettavano. Alcuni clienti gli avevano detto dellarrivo della galea dellammiraglio, che
super le tasques  i banchi di sabbia che proteggevano laccesso alla costa  scortata da due navi, le
quali percorsero varie volte il fronte marittimo della citt comitale da un capo allaltro, in segno di
trionfo, con la bandiera dellammiraglio che sventolava e la marineria sul parapetto, a ricevere le
acclamazioni dei cittadini che si erano dati appuntamento in spiaggia. Terminati i festeggiamenti, una
barca raggiunse la galea e ricevette lammiraglio, che rimase in piedi, solenne, a sfidare le forti onde
che agitavano il mare quel giorno mettendo a dura prova i rematori. Bernat Estanyol sbarc su un
precario ponte di legno rapidamente collocato allo scopo, accolto dal governatore, lufficiale del
registro e diversi consiglieri di Barcellona.
Non si trattennero troppo a lungo in saluti ed encomi per le vittorie a Napoli e in Sardegna. Era la fine di gennaio del 1422, il tempo era uggioso, grigio e freddo, e il vento spingeva gocce dacqua salata ben oltre la riva, schizzando tutti.
Hugo e Caterina si aspettavano di essere convocati a palazzo dallammiraglio il giorno stesso
del suo arrivo, bench questi fosse arrivato a met pomeriggio. Invece, nessuno and a cercarli. Lo
attesero lindomani, e insieme a loro i molti clienti che passavano il tempo svuotando tazze di vino o di
aqua vitae, decisi a non alzarsi da quei tavoli ai quali speravano di saziare la loro curiosit. La gente si
affollava nella taverna o bighellonava in via della Boqueria. Ma nemmeno il secondo giorno lammiraglio and a trovarli.
Ho visto il governatore entrare nel suo palazzo, aveva annunciato qualcuno quel mattino.
Gli star spiegando quello che  successo... aveva osservato un altro.
Davanti alla valanga di commenti che seguirono, Hugo aveva raggiunto Pedro e Caterina accanto alle botti.
Ti chiamer? gli aveva chiesto Caterina.
Senza dubbio, aveva affermato Hugo.
Ma non era accaduto n il primo, n il secondo n il terzo giorno. Il quarto, invece, poco prima
dellalba, Bernat in persona si present alla taverna. Lo fece da solo, senza ufficiali e senza scorta.
Buss alla porta, ancora chiusa, e Pedro and ad aprire con gli occhi cisposi per il sonno, pronto a
proibire a chiunque fosse di entrare... Di fronte allammiraglio, grande e imponente, si spost. N Hugo
n Caterina erano ancora scesi dalla loro camera. Merc lo faceva di rado, e solo se uno di loro due
laccompagnava. Bernat si sedette a uno dei tavoli. Pedro avrebbe voluto avvisare Hugo e Caterina, ma
lammiraglio scosse la testa e gli indic la pentola ancora appesa sulle braci, che Pedro si preoccupava
di mantenere accese durante le notti dinverno.
Dammi da mangiare e una bella coppa di vino.
Il ragazzo obbed. Volete che avvisi Hugo? gli chiese poi.
No. Voglio mangiare e bere. Poi... ti dir.
E mangi e bevve, non come lammiraglio della flotta catalana, n come un conte o un ministro
di re Alfonso. Pedro lo guard consumare il cibo, il vino e il pane come qualunque altro cliente della
taverna. Bernat stava chiedendo la seconda coppa di vino quando Hugo scese le scale.
I due uomini si guardarono. Bernat ruppe lincantesimo agitando la coppa per ricordare a Pedro
che voleva un rabbocco. Hugo ne approfitt per finire di scendere le scale e sedersi davanti a lui.
Servi anche me, chiese a Pedro.
Vi uccider tutti, lo minacci Bernat tra un boccone e laltro, come se stesse dicendo una
sciocchezza qualunque. Anche lui, aggiunse con la bocca piena dopo la seconda cucchiaiata,
indicando Pedro. Se nel giro di due giorni non ritrovo mio figlio sano e salvo.
Dovresti chiederlo a tua moglie, rispose Hugo cercando di mantenere la stessa freddezza di Bernat.
Hugo, Merc e Caterina ne avevano parlato nella stanza al primo piano. Morto Guerao, nessuno
avrebbe creduto al fatto che il rapimento era stato necessario perch la contessa voleva uccidere lerede
di Bernat, e men che meno che il maestro di palazzo in persona li avesse aiutati a farlo.
Merc li aveva pregati di non consegnargli suo figlio. Era sdraiata sul giaciglio, con i piedi
ustionati, qualche dito ancora rotto e le cicatrici delle corde ben visibili. Un giorno o laltro, Arnau
subir lira della contessa. Bernat torner in mare o in guerra,  il suo mondo, e allora quella carogna di
sua moglie si accanir su di lui. Non fatelo, vi prego, aveva chiesto loro.
Hugo non avrebbe saputo immaginare cosa sarebbe successo. Arnau era felice a Bonreps.
Simn, il liberto, si era preso limpegno di tenerli informati, e ogni volta che viaggiava verso Tarragona
o nei dintorni faceva una deviazione fino al convento per avere notizie di Arnau, che si era ristabilito
dallavvelenamento.
Lo dir Dio, aveva deciso Caterina mettendo fine allincertezza. Se il bambino sta bene, possiamo fingere di non sapere niente di lui.
A quella conclusione se nera sommata unaltra suggerita da Joan Borra, lavvocato, il giorno in
cui erano andati a saldare il suo ricco onorario. Merc era stata assolta e questo aveva delle
conseguenze. Il popolo lo sapeva... e lammirava! Il governatore, lufficiale del registro e i consiglieri
di Barcellona non avrebbero permesso a Bernat di farsi giustizia da solo. E il popolo non avrebbe
permesso che una donna che non aveva confessato il delitto neppure sotto tortura venisse punita
nuovamente, neanche se a volerlo fosse stato lammiraglio dellarmata in persona. E se lui si fosse
accanito su di loro, su Hugo e Caterina?, avevano chiesto. Lavvocato aveva sbuffato con forza. Non credo, aveva sentenziato.
So che non  stata la contessa, rispose Bernat davanti alle accuse di Hugo.
Come fai a esserne cos sicuro?
Bernat bevve un lungo sorso di vino prima di rispondere, ma quando stava per farlo Hugo lo
anticip.
Lhai forse torturata?
Lammiraglio temporeggi, cercando di placare lira. Mi  bastato guardarla negli occhi,
disse, agitato.
E allora guarda i miei!
La voce proveniva dalla scala lunga e stretta che portava al primo piano e sulla quale
spiccavano i piedi bendati di Merc.
Bernat fiss la scala. Hugo, che era di spalle, si gir. Merc scese i gradini con lentezza,
esitante, aiutata da Caterina. Scese, straziata da fitte di dolore a ogni passo. Le caviglie nude
mostravano ancora le cicatrici delle corde, mentre il resto del corpo era coperto dalla camicia da notte. I
migliori medici di Barcellona si erano occupati di lei ed erano riusciti a scongiurare il peggio: la febbre.
Guardami negli occhi! lo sfid Merc non appena arriv di sotto, con Caterina preoccupata
che non perdesse lequilibrio rischiando di cadere.
Bernat la guard dritto negli occhi con indifferenza.
Sei stata tu, afferm con freddezza, senza spostare lo sguardo.
A Hugo si strinse lo stomaco. Possibile che quel corsaro fosse capace di far confessare sua
figlia quando non cerano riuscite tre sedute di tortura? La risata di Merc, breve e triste, molto breve e
molto triste, lo convinse del contrario.
Stupido! grid lei.
Bernat si alz, infuriato davanti a quellinsulto, e fece un passo verso Merc. Prima ancora che
Hugo saltasse su dalla panca per proteggere sua figlia, laltro si era fermato, come se la donna che
aveva davanti, bench impedita e fragile, lo spaventasse.
Cosa pensi di fare? Uccidermi? gli chiese Merc, cercando di aprire le braccia per offrirsi a
Bernat, ma perse lequilibrio. Caterina la sostenne. Vedi? si arrese. Non riesco a muovermi. E tutto
questo  successo perch tua moglie ha deciso di uccidere il tuo primogenito, disse sicura. Bernat
scosse la testa, ma lei continu. Poi ha ucciso anche Guerao. Lui non si sarebbe mai suicidato. Lui non
avrebbe mai fatto del male a tuo figlio. Lo sai! Guardami negli occhi, adesso! gli ordin quando vide
Bernat esitare, probabilmente al ricordo della lealt del suo segretario, ma si ricompose subito e le
lanci uno sguardo di sfida. Merc fece un passo avanti, dimpulso, e Caterina e Hugo corsero a
sorreggerla prima che cadesse a terra. Poi pianse tra le braccia di suo padre. Bernat la osservava. Non
volevi uccidermi sulla spiaggia? riusc a dire, tra i singhiozzi. Fallo adesso, Bernat. Uccidimi, maledetto!
Lo far non appena riavr mio figlio, replic lui con freddezza. Uccider te e tutti loro,
aggiunse indicando Hugo, Caterina e Pedro. Contaci. Mi trattengo solo per Arnau.
Come riusciremo a convincerti che tua moglie...?
La spada sibil nellaria e colp Hugo sulla spalla, piano, facendo cadere sia lui sia sua figlia.
Bernat aveva pi di cinquantanni, ma larma gli era comparsa in mano e aveva colpito Hugo con un
unico movimento vorticoso e brutale.
Non mi convincerai mai, sciocco. Bernat non aspett che padre e figlia, aiutati da Caterina e Pedro, riuscissero a rimettersi in piedi. So che  stata tua figlia. Lo so. Niente mi convincer del contrario.
E Guerao? chiese Merc, ancora a terra.  coinvolto anche lui?
Dove lo tieni nascosto? insistette Bernat ignorando la domanda. Ci sono poche possibilit.
Hugo si alz, dolorante per il colpo di spada, e aiut Merc a fare altrettanto. Non hai neanche
unombra di piet? recrimin intanto rivolto a Bernat. Nessuno pu accusare mia figlia del rapimento
di Arnau. Ha subito delle torture per dimostrare la sua innocenza. La corda, le garrote, persino il fuoco...
Ai diavoli piace il fuoco... lo interruppe Bernat, poi tacque di colpo.
Hugo e Caterina ebbero un presentimento. Merc commise lerrore di socchiudere gli occhi, un
solo istante. E Bernat scoppi a ridere.
Sai quanti uomini ho processato prima di gettarli in mare o ucciderli sul campo di battaglia?
La maggior parte di loro era colpevole e ha abbassato lo sguardo come hai appena fatto tu. I diavoli,
vero? Vi proteggete a vicenda. Hai mandato mio figlio dalla diavolessa.
No! grid Hugo.
Bernat lo ignor. Adesso era certo di aver capito il nascondiglio in cui era recluso suo figlio e
tutto il resto non gli importava. Fuggite, o al mio ritorno vi uccider.
Bernat... cerc di fermarlo Merc, ma lui non volt nemmeno la testa mentre infilava la porta
della taverna.
Poco dopo, provvisto di una borsa piena di denaro, pane, vino e qualcosa con cui coprirsi, il
tutto radunato in fretta, Hugo lasci Barcellona diretto al Priorat. Non aveva ancora attraversato il
ponte di Sant Boi, sul fiume Llobregat, quando un fragore di zoccoli di cavalli annunci, a lui e ai
contadini che camminavano con lui, di farsi da parte. Cinque cavalli li superarono al galoppo
sollevando polvere e investendoli di ciottoli. Alla testa cera Bernat.
Le giornate erano ancora corte a fine gennaio, e Hugo approfitt degli ultimi bagliori per
avvicinarsi il pi possibile al convento di Bonreps. Sapeva che Bernat era gi l. Aveva gi ripreso il
bambino? In che modo quelle tredici sorelle potevano opporsi ai voleri dellammiraglio e dei suoi
uomini? Giunse la notte e continuare gli fu impossibile. Allora cominci a immaginarsi Bernat che
irrompeva infervorato nel convento... E riusc appena a dormicchiare in attesa che lalba gli mostrasse
di nuovo il cammino.
Davanti al flusso di gente lungo la strada per Bonreps, Hugo cap che laggi, nella valle
recondita in cui era stato eretto il convento, stava succedendo qualcosa. Tutte le volte che aveva fatto
quel viaggio, compresa lultima volta in compagnia di Merc, solo i rumori del bosco frondoso che
avvolgeva il sentiero avevano rotto il silenzio.
Che succede? chiese a un uomo che, come lui, percorreva la discesa, e al cui passo si adegu.
Laltro, con una zappa in spalla, lo guard sorpreso. Non lo sai?
Hugo scosse la testa.
E allora, cosa scendi a fare?
Hugo tentenn. Non aveva previsto una domanda del genere. Una delle monache  mia sorella,
e siccome passavo di qui...
Ah. La curiosit del contadino era stata soddisfatta, perch rispose subito alla prima domanda
di Hugo. Be, tua sorella e le altre monache sono nei guai. Lammiraglio dellarmata catalana le
accusa di aver rapito suo figlio e di tenerlo prigioniero. Le ha minacciate di assaltare il convento e
recuperare il bambino con la forza.
Quanti sono?
Sono arrivati in cinque, ma uno ha abbandonato il campo di battaglia. Luomo rise della sua
battuta. Hugo si sforz di ridere a sua volta. Devessere andato a cercare rinforzi.
E cosa dicono le monache?
Dicono che loro devono dare spiegazioni solo allarcivescovo di Tarragona e che, se quei
nobili attaccano il convento, verranno immediatamente scomunicati.
E voi?
Io sono un vassallo delle monache. Vivo lass. Con un pollice si indic sopra le spalle.
Nella Morera. E mi hanno chiamato per difendere il convento. Molti altri vassalli delle monache sono
accorsi in loro aiuto. Gente che arriva da Montsant, La Morera, Cornudella, Albarca, Ulldemolins.
Montiamo di guardia a turno per continuare a lavorare, anche se in questo periodo non c molto da
fare. Questi nobili sono venuti a distrarci dalla noia dellinverno!
Sareste capaci addirittura di affrontare lammiraglio dellarmata catalana?  un ministro di re Alfonso.
Nemmeno il re pu violare limmunit delle chiese e dei conventi! replic laltro seccamente.
Lo dice la legge catalana. Magari la Chiesa li scomunicher, come vuole la legge di Dio, ma anche noi
possiamo opporci e uccidere chi non rispetta la legge, e nessuno potr punirci per quelle morti. Poco
importa cosa chiedono o non chiedono, o quali scuse adducono per attaccare il convento. Non possono
farlo. E questo  gi stato comunicato allammiraglio e ai suoi accompagnatori.
Ma se le suore hanno sequestrato suo figlio...
Hugo continu a estorcere informazioni alluomo, mentre ormai in mezzo alla boscaglia
sintravedeva il fondovalle.
Le monache sono spose di Dio. Come possono aver sequestrato qualcuno? E se anche lhanno
fatto, una ragione ce lavranno avuta. In ogni caso, non spetta a noi giudicarle. Siamo loro vassalli e, se
non andiamo a difenderle, perdiamo la nostra terra e i nostri diritti. Le ragioni per cui litigano non ci
riguardano.
Ci che quelluomo aveva qualificato ridendo come campo di battaglia a Hugo sembr
ladunata quasi festosa di una decina di contadini che usavano i loro attrezzi a mo di armi. I contadini
chiacchieravano, ridevano e bevevano con lo sguardo rivolto verso lammiraglio e i tre uomini che
erano rimasti, appostati un po pi avanti, prima del confine che separava la valle da un bosco
impenetrabile. Due suore serviziali lavoravano lorto, apparentemente estranee al contrasto in corso.
E ha dormito l...? Lammiraglio? si stup Hugo quando vide che non cera nessun
accampamento, e nemmeno una tenda.
No, rispose il contadino prima di separarsi da lui per raggiungere gli altri. Ieri notte uno di
loro  rimasto di guardia, probabilmente per controllare che nessuno uscisse dal convento... anche se 
facile fargliela sotto il naso, e gli altri, compreso lammiraglio, se ne sono andati nel ricovero del
priorato di Escaladei. L si mangia bene, si beve meglio e si dorme al caldo.
Hugo ricord la sua esperienza con i conversi di Escaladei e fu come risentire in bocca il sapore
del loro vino, quel vino dal retrogusto dardesia, la pietra su cui le viti mettevano radici in cerca di
qualche goccia dacqua. Sospir. Il calore del sole, che arrivava in profondit nella valle, lo consol del
freddo sofferto nella penombra del sentiero boscoso. Guard verso Bernat e si tranquillizz: da quella
distanza non poteva riconoscerlo... Ma Hugo era lunico che non aveva con s un attrezzo di lavoro.
Bernat doveva senzaltro aver immaginato che lui lavrebbe seguito fino a Bonreps. Si allontan un
po di pi per non essere scoperto. Evit la facciata principale, dove cerano i contadini, e fece il giro
del convento cercando lingresso della chiesa. Le porte di legno erano chiuse. Richiam lattenzione di
una delle suore serviziali nellorto.
Pace a te, si dissero scambiandosi un saluto.
Ho bisogno di parlare con la badessa Beatriz, afferm Hugo. Laltra si neg con un gesto, ma
lui continu: Dille che Hugo Llor  qui e che vuole vederla. Non farne parola con nessun altro. La
determinazione con la quale si era rivolto alla donna fin per convincerla. Era una ragazza dallo
sguardo sveglio e allegro, forse della stessa et che aveva Arsenda quando lavevano violentata nel
convento di Jonqueres.  importante che lo sappia solo la badessa Beatriz.
Aspett nascosto nel vano in cui erano incassati i portali della chiesa finch, dopo un po, uno
di essi fu socchiuso a sufficienza per farlo passare. Arsenda lo richiuse non appena lui entr.
La luce tenue e tremolante delle candele che illuminavano il tempio rivel a Hugo il volto di
una donna stanca, molto diverso da quello della badessa intransigente che aveva visto la prima... e
ultima volta che era stato l con lei senza la gelosia di mezzo. Tuttavia, la sua voce ferma e autoritaria
fece svanire qualunque dubbio Hugo avesse nutrito sul suo vigore.
Ti aspettavo, gli disse Arsenda. La sua voce risuon nella chiesa vuota.
Come stai, sorella? sinteress lui.
Con quellenergumeno alle porte del convento, abbastanza inquieta, ironizz lei.
Non cera posto per sedersi nella chiesa, perci Arsenda lo condusse fino alla grata, che
attraversarono passando da una porta ben dissimulata. Si sedettero l dietro, luno accanto allaltra, con
la luce delle candele che giocava adesso negli spazi tra le fessure.
Mi dispiace per i problemi...
Arsenda alz una mano, invitandolo a tacere.
Non preoccuparti per me. Tutto questo  arrivato... non lo so...  arrivato per togliermi dal
letargo nel quale ho trascorso la mia vita. Ho riscoperto lamore. Non lamore ideale verso Dio, ma
quello vero, quello viscerale. Un solo giorno con Arnau e ho pianto vedendo quanto gli mancasse casa
sua... Poi,  bastato un attimo, soltanto un attimo, e gi rideva, e io con lui. Ho sofferto temendo che si
facesse male o si perdesse nel bosco, e mi sono emozionata quando ho visto che tornava da me. Un
giorno, Hugo! Arsenda si asciug gli occhi con le maniche dellabito. Tutto questo in un solo
giorno, ripet. Non so perch Dio mi abbia negato questallegria e queste soddisfazioni. Sono
innocue, non distolgono la mia attenzione dallobiettivo di servirlo. Per molti anni ho vissuto con la
paura nel cuore e il senso di colpa che mi agitava le viscere. Credevo che Merc fosse la figlia del
diavolo...
Scoppi a piangere. Hugo avrebbe voluto abbracciarla. Poteva? Lo fece, e lei gli appoggi la
testa sulla spalla.
Ti ricordi di quando chiacchieravamo vicini vicini, sotto una coperta, sul tetto di Jonqueres?
chiese tra i singhiozzi.
Hugo, con il cuore in gola, si limit ad annuire.
Lho cancellato dalla mia vita. Estromesso. Cos, semplicemente. Per, da quando sei tornato
con Merc, le sue preghiere alla Madonna mi si sono insinuate nellanima, mi sono ricordata ognuna di
quelle notti, ed erano cos vere che riuscivo a contare le stelle che illuminavano le nostre fantasie
infantili.
Arsenda, Merc... Merc sta male.
Lo so.
Lo sai?
Dal giorno in cui lho conosciuta, non ho mai smesso dinteressarmi a lei e di chiedere notizie
sulla sua vita. Non  difficile. Sar lento, sicuro, ma  semplice. Prego per la sua guarigione. So del suo
calvario per mano del boia e la ammiro. Magari Dio mi avesse concesso un decimo della sua forza per
proteggerla come lei ha fatto con suo figlio!
Eri molto giovane allora, non rimproverarti.
Lo so, s. Anche ingenua, molto. Ero sola, Hugo...
Io...
Negli anni ho conosciuto cos tanta cattiveria, lo interruppe Arsenda. Cos tanta
perversione... cos tanta ipocrisia! Mi sono chiusa in me stessa e ho rinnegato tutto, persino la mia
famiglia. Tra loro scese il silenzio. Bene... La badessa si ricompose, si alz dalla sedia e cominci a
lisciarsi labito con le mani. Adesso sei qui ed  quello che conta.
Hugo inspir forte. Posso darti un bacio? propose, sorprendendo sua sorella.
Non so se una monaca dovrebbe... esit lei. Anche se ho dovuto risolvere situazioni terribili,
e sempre tra monache. S, davvero puoi baciarmi. Gli unici baci che un uomo mi abbia mai dato in vita
mia... S, credo di meritarli.
Gli porse la guancia e Hugo la baci con tenerezza.
Per la nostra infanzia, disse lui.
E per la nostra vecchiaia, rispose laltra.
E adesso cosa faremo con il bambino? chiese Hugo poco dopo.
Non ho voluto consegnare Arnau allammiraglio.  suo padre, lo so, ma so anche che Merc
ha sopportato terribili torture per salvare quella creatura da morte certa. Posso dirti che ha faticato a
riprendersi, ma c riuscito con laiuto di Dio... e le preghiere e le cure di tutte le sorelle, te lassicuro.
Scappare via di notte  facile. Lammiraglio lascia un uomo di guardia, ma pi per dare la sensazione di
tenerci sotto assedio, credo, perch non mi pare molto efficace. Sta aspettando qualcosa, non so bene
cosa. Dubito che sia un aiuto militare, perch lui e i suoi uomini bastano e avanzano per mettere in fuga
i contadini che ci proteggono. Non sono soldati: basterebbero i cavalli e quattro spade, e fuggirebbero
via spaventati. Magari aspetta il permesso della regina... o dellarcivescovo. Non so cosa dir la regina,
ma larcivescovo non gli permetter in nessun modo di assaltare il convento, di questo mi sono gi
occupata. Di certo, per, lammiraglio sa che al buio chiunque potrebbe scappare.
Dove potremmo andare? si chiese Hugo.
 questo il punto, ecco perch lammiraglio si limita ad aspettare. Sa che non sapete dove andare.
In effetti, scappare sarebbe assurdo, riconobbe lui. Merc quasi non riesce a muoversi, deve
sempre avere Caterina al fianco. Non avrebbe nessun senso che io me ne andassi con Arnau da unaltra
parte, lontano da sua madre... e da Caterina. Hugo tacque per un attimo, pensieroso. Dopo la morte di
Guerao ho pensato... io e Caterina, si corresse, abbiamo pensato che la soluzione fosse che madre e
figlio sparissero insieme. Potremmo fargli avere denaro a sufficienza per vivere ovunque. A Granada,
per esempio. L, dai mori, potrebbero nascondersi.
Come una fiammata, nominare Granada gli fece tornare alla mente Dola. Era l che aveva
pensato di fuggire insieme a lei!
La taverna sta andando di nuovo bene e rende, prosegu, relegando il ricordo di Dola in un
angolo buio della memoria. Ma finch Merc non si riprender dalle torture,  impossibile. E certo
non posso tornare a Barcellona con il bambino. Equivarrebbe a una confessione: mi arresterebbero
appena varcate le mura. Prima contavamo sul fatto che Guerao ci avrebbe difesi davanti a Bernat
raccontandogli la verit, poi abbiamo pensato a Granada... o a qualunque altro posto! E adesso non posso nemmeno tornare con Arnau da sua madre.
Finch non farete la pace, non potrete vivere tranquilli, osserv Arsenda.
La pace?
S, la pace con lammiraglio, fratello mio.  un pessimo nemico. Potente e crudele. Finch non arriverete a una tregua, n tu n la tua famiglia vivrete tranquilli.
Ha promesso di ucciderci tutti!
Ebbene, devi fare questo sforzo... oppure affrontarlo.
Il colpo di spada che Bernat gli aveva inferto qualche giorno prima nella taverna gli faceva
ancora male. Fare pace con lui era impossibile. Poteva solo affrontarlo e ucciderlo, anche se non sapeva
come. Non aveva mai impugnato una spada:  vero, aveva ucciso i mulattieri che volevano violentare
Merc lungo la strada per Saragozza, e anni prima aveva ammazzato un uomo per difendere Regina,
ma eliminare lammiraglio non sarebbe stato facile. Con i mulattieri aveva usato larma dellinganno,
mentre con Bernat non poteva fare altrettanto: doveva sfidarlo, andare da lui e guardarlo negli occhi...
La paura gli attanagli le viscere al pensiero del corsaro che gli si scagliava addosso.
Dorm in chiesa, accanto alla porta dingresso, il pi lontano possibile dalla grata dietro la quale
le monache cantavano e pregavano. Arsenda gli aveva detto che poteva stare l finch tutto non si fosse
risolto e che no, non poteva entrare a vedere Arnau. Al bambino avevano detto una bugia, lo tenevano
dentro una cella senza finestre dove le monache si alternavano per andare a distrarlo. Si erano inventate
la storia che la contessa aveva mandato uomini cattivi per riportarlo da lei. Ad Arnau era bastato sentire
nominare la contessa per accettare di buon grado la reclusione. Di notte, dopo che Bernat andava a
riposare al ricovero, gli permettevano di passeggiare e di giocare un po nel chiostro. Del resto, non
potevano dirgli che era suo padre a insidiare il convento: parlava sempre bene di lui, con affetto.
Ma un bambino della sua et non pu stare rinchiuso per troppo tempo nella cella di un convento, aveva detto Arsenda.
Era un avvertimento? Se lo era, sua sorella non aveva insistito, e subito dopo gli aveva chiesto
di Merc. Voleva sapere qualcosa di pi della vita di sua figlia e aveva ascoltato con grande
partecipazione il racconto di Hugo finch una delle monache non laveva chiamata. Doveva tornare ai suoi doveri.
Dopo la compieta, quando era ormai calato il buio, una giovane serviziale port a Hugo la cena
e una coperta per proteggersi dal freddo. La donna si dispiacque del fatto che dovesse dormire per terra,
nemmeno fosse colpa sua. Quella notte Hugo non rivide Arsenda. Non contava di riuscire a dormire,
non solo per il freddo e il pavimento duro sul quale era sdraiato, ma anche perch dietro la grata le
monache intonavano canti e recitavano preghiere al mattino e nelle restanti ore canoniche. Oltre a
patire la stanchezza del viaggio, Hugo aveva dormito poco e male, sulla paglia o con gli animali, e tutto
questo gli favor un sonno leggero dal quale si risvegliava meravigliato dallo splendore delle candele
che illuminavano la Madonna con il bambino. Accadde pi volte quella notte, spesso solo per qualche
istante, finch la stanchezza non lo vinceva di nuovo. La Madonna e il bambino si mescolavano ai suoi
sogni. La Madonna sorrideva, e piangeva. E Hugo si svegliava agitato per ritrovarsela l davanti,
avvolta in una nuvola tiepida che fluttuava nella chiesa e gli dava vita, comera successo con la
Madonna del Mare il giorno in cui aveva voluto restituire, donandoli in chiesa, i soldi che Bernat gli
aveva dato per aver tradito i marinai catalani.
E, nei suoi sogni, Bernat si mischiava con la Madonna, con Merc, con Barcha e con Caterina.
Allalba, dopo la recita della prima, Arsenda trov suo fratello che pregava a occhi chiusi,
prostrato davanti alla Madonna. Termin lorazione solo dopo essersi accorto della sua presenza.
Avevi ragione, le disse.
Su cosa? chiese lei.
O la tregua o la morte.
Arsenda aggrott la fronte. Io non ho mai parlato di morte.
Per  lunica soluzione. Stamattina, non appena arriver Bernat, andr a cercarlo.
A poco servirono i consigli di Arsenda. In effetti, aveva detto a Hugo di affrontare Bernat, ma
non intendeva che dovesse farlo di persona. Gli sugger con insistenza di cercare un accordo attraverso
un intermediario: larcivescovo di Tarragona, per esempio, era un ottimo amico della badessa e le
doveva molti favori. Era questa la sua idea: che terze persone con un certo ascendente intervenissero a
mediare con lammiraglio. E quando aveva detto a Hugo che doveva affrontarlo... se proprio non se ne
poteva fare a meno, esistevano molti modi per evitare la violenza, la Chiesa lo sapeva bene.
Non andare, insistette Arsenda dopo il fragoroso arrivo di Bernat e degli altri uomini a
cavallo, in un rimbombo di zoccoli, nitriti e grida. Ti uccider.
Tuttavia, uno spirito invincibile sembrava essersi impossessato di Hugo. Mi aiuter lei,
replic facendosi il segno della croce davanti allimmagine della Madonna con il bambino.
Mentre Arsenda guardava angosciata la Madonna, colpevolizzandosi per aver indotto in errore
suo fratello, Hugo ne approfitt per aprire con decisione una delle porte della chiesa e uscire allo scoperto.
Era vestito come un semplice taverniere: scarpe resistenti di cuoio duro, calze grigie in lana di
buona qualit, giubba scura e cotta di lana, rossa e slavata, sino a mezza coscia. Aveva la testa scoperta
e, sopra la cotta, un cinturone di cuoio nero ornato con una fibbia dargento regalatagli da Caterina. Un
altro ornamento che di solito si portava in viaggio, e che a Barcellona era proibito perch superava la
lunghezza massima, era il coltello di Barcha, ma lo aveva lasciato in chiesa, per terra, accanto alla
coperta, al mantello e agli altri suoi averi.
Allarrivo di Bernat, la nebbia si era gi alzata e uno strato di brina copriva la vallata che si
apriva davanti al convento. Non cera il sole, ma Hugo non aveva freddo. I suoi sensi erano tutti
concentrati sulla figura imponente che in quel momento rideva a crepapelle della battuta di uno dei suoi uomini.
A differenza di Hugo, Bernat indossava il mantello: color porpora, lungo quasi fino ai piedi e
foderato in pelle, con il cappuccio e i bordi decorati in argento. Il mantello lo copriva per intero,
esclusa limpugnatura della spada, che sbucava allaltezza della vita, e la punta, che spuntava accanto alle caviglie.
I quattro contadini che avevano montato la guardia quella notte abbassarono sensibilmente la
voce quando videro Hugo attraversare lo spiazzo che separava i due gruppi. Una calma repentina che
richiam lattenzione di Bernat e dei suoi. Il loro sguardo si spost verso il convento.
Erano separati da una ventina di passi quando lammiraglio si sbarazz del mantello con un bel
sorriso, pronto a combattere con Hugo, che arrivato al centro dello spiazzo si era fermato.
Il taverniere tossicchi un paio di volte. Credo che dovremmo parlare, Bernat, disse poi.
Non ho niente da dirti, rispose laltro.
Io invece credo di s. Molte cose ci uniscono e molte ci hanno unito, insistette Hugo. Merc,
Arnau, tuo padre, tua madre...
Bernat sguain la spada con violenza. Non menzionare i miei genitori, cane! grid
avvicinandosi a lui. Non macchiare la loro memoria, borbott quando ormai laveva raggiunto e gli
stava premendo la punta della spada sul petto. Non sei degno nemmeno di ricordarli.
Hugo apr le braccia per far s che tutti i presenti potessero vedere che non nascondeva alcuna
arma, comprese le monache che, seguendo Arsenda, si erano ammassate davanti alle poche finestrelle
del secondo piano del convento.
Adesso uccidi anche le persone disarmate? lo sfid.
Bernat non esit un istante: sganci il cinturone al quale era appeso il fodero della spada e,
senza guardarsi alle spalle o dare ordine alcuno, lallung in aria perch uno dei suoi uomini lo
prendesse. Fece lo stesso con il pugnale, gli anelli e un collare al quale era appesa una grande croce
doro. Si tolse anche la cotta, in seta e ornata di piccole perle. Preferisci che lo faccia a mani nude? si
vant mentre i suoi uomini raccoglievano tutto. Non saresti il primo.
Adesso Bernat indossava una giubba bianca dai bordi ricamati, calze dello stesso colore e
borzacchini da cavallerizzo. Anche cos, lammiraglio manteneva intatto il suo portamento, e Hugo
ricacci indietro un lamento davanti alla potenza che era capace di emanare.
Tuttavia, il tempo per pensare era finito. Bernat si scagli su di lui, colpendolo con un pugno al
ventre e poi, con Hugo piegato in due, gliene diede un altro in faccia. Hugo cadde allindietro, steso a
pancia in su sullerba.
Alzati. Combatti, lo incalz Bernat.
Hugo boccheggi, in cerca daria, e riusc a inginocchiarsi. Era rintronato. Ricord allora il
consiglio di messer Arnau: Non piegarti davanti a nessuno. Abbozz un sorriso e attese qualche
istante, quindi aggred Bernat con uno sforzo improbo.
Laltro si scans e rise. Hugo fece finta di niente.
Stolto! lo insult Bernat.
Hugo era andato a finire davanti agli uomini dellammiraglio, che lo afferrarono e lo fecero
voltare perch potesse combattere con il loro signore. Anche i contadini si erano avvicinati per assistere
allo scontro. Ma tutto si svolgeva nel silenzio.
Questo avrei dovuto farlo molto tempo fa, esclam Bernat scagliandosi su Hugo per colpirlo
di nuovo.
Tuttavia, Hugo stavolta riusc ad anticiparlo con un bel pugno chiuso in pieno volto. Bernat
indietreggi e scosse la testa, sorpreso. Hugo si concentr sul rivale. Era riuscito a colpirlo. Poteva
farlo di nuovo. Doveva colpirlo di nuovo. Si pieg in avanti con le braccia allungate, attento, vigile.
Con un urlo, Bernat si lanci nuovamente su di lui, che per si scost facendogli lo sgambetto. Cos
lammiraglio cadde in modo spettacolare davanti ai suoi uomini, dei quali si liber a manate non
appena cercarono di aiutarlo ad alzarsi.
Era furioso. Hugo invece cercava di mantenere la calma. Lammiraglio cambi tattica e
cominci a cercare di avvicinarsi piano al rivale. Hugo gli si muoveva intorno e Bernat non riusciva a
prenderlo.
Combatti come i servi. Non hai il coraggio di colpire. Pensi di continuare a girarmi intorno
tutto il giorno per evitare di combattere? Codardo!
Hugo ignor linsulto e continu con la sua strategia. Bernat cerc di colpirlo altre volte, ma
senza riuscirci. Sbuffava, e Hugo si convinse che poteva batterlo. La Madonna era con lui!
Lo aggred e lo colp di nuovo sul volto, ma stavolta lammiraglio non cadde allindietro, anzi
avvolse Hugo in un abbraccio. Il taverniere lo prese a pugni sul costato finch una ginocchiata ai
testicoli non lo blocc. Fu un dolore lancinante. Gua e, con grande ingenuit, cerc di liberarsi
dallabbraccio appoggiando le mani sulle spalle di Bernat, come fosse una supplica. La risposta fu una
seconda ginocchiata nellinguine. E una terza. A quel punto lammiraglio moll la presa, ma prima che
Hugo cadesse gli afferr la testa con una mano e con laltra lo colp crudelmente. Lo lasci cadere e,
quando ormai era a terra, si accan su di lui prendendolo a calci.
Fermo, per lamor di Dio.
Non fu un grido ma una supplica che, tuttavia, risuon come un tuono tra i presenti.
Lammiraglio spost lo sguardo su Arsenda. Perch dovrei?
Perch ti consegner il bambino senza che tu debba cingere dassedio un convento e
trasformarti in un nemico di Dio.
 cos facile?
S, rispose Arsenda. A una sola condizione, aggiunse. Bernat storse il volto. Lascerai in
pace mia figlia e mio fratello. E non li denuncerai.
Lammiraglio annu. Non minteressano in nessun modo, basta solo che le nostre strade, la mia
e di mio figlio, non sincrocino pi con la loro.
Daccordo, accett la badessa.
Hugo, che da terra avrebbe voluto dire qualcosa, richiam lattenzione della sorella alzando un
braccio con difficolt. Arsenda scans lammiraglio e singinocchi accanto a lui.
No... non accettare, riusc a dire lui, con il volto contratto in una smorfia di dolore. Non
servir a niente.
Serve a evitare che ti uccida adesso. Devo farlo, fratello mio.
Arsenda chiuse qualunque discussione. Si alz e chiese ai contadini di preparare la mula del
convento e di caricare Hugo su un carretto e portarlo fino a Escaladei, dove avrebbero curato le sue
ferite.
Vieni con me, ordin poi a Bernat, con freddezza.
Lammiraglio si gett il mantello sulle spalle e insieme ai suoi uomini, che tenevano i cavalli
per le briglie, segu Arsenda fino al convento. Passarono dalla chiesa.
Non hai bisogno di armi nella casa di Dio, gli recrimin la badessa quando vide che stava
indossando il cinturone cui era appesa la spada. O hai paura di una decina di monache?
Mi fanno pi paura di un esercito, replic Bernat e con un gesto esagerato restitu la spada al
suo ufficiale, che a sua volta gli fece scivolare il pugnale in una mano perch potesse nasconderlo sotto il mantello.
Arsenda se ne accorse e, sdegnata, gli gir le spalle. Entra da solo, disse e non appena
varcarono la soglia gli ordin: Aspettami qui. Potresti approfittare della presenza della Madonna per
pentirti dei tuoi peccati e promettere che perseguirai la bont e la virt.
Ma la Madonna mincoraggia a difendere la bont e la virt con la spada, non con le promesse.
Arsenda non rispose. Spar dietro la gelosia per ritornare dopo un po. Senza Arnau.
Che imbroglio  mai questo? grid Bernat.
Prendi, disse la badessa porgendogli un rotolo di carta. Leggilo, gli chiese quando vide che
Bernat non voleva accettarlo. Non ti far alcun male. Dopo che lo avrai letto, ti assicuro che manterr
la mia parola.
Bernat si avvicin allaltare, accanto alle candele accese, e lesse con lentezza, ma impassibile,
la lettera che Merc aveva scritto a sua madre, nella quale le spiegava il pericolo che, secondo Guerao,
Arnau stava correndo.
Bernat fin di leggere. Arsenda se ne accorse perch era ancora chino sulla lettera, ma le sue
labbra avevano smesso di muoversi.
Quando tuo figlio  arrivato a Bonreps era intossicato. Se fosse rimasto a Barcellona con tua
moglie, sarebbe morto in pochi giorni, questo  certo. Lei mi ha chiesto di proteggerlo fino al tuo
ritorno. Lassassinio di Guerao ha cambiato i suoi piani. Il suo assassinio, ripet, ha impedito al tuo
maestro di palazzo di dimostrarti che hanno agito per difendere Arnau. Non ci credi, naturalmente. Per
difendere Arnau dallavidit di tua moglie, mia figlia Merc  in condizioni pietose, e per poco non hai
ucciso mio fratello. Dovresti...
Dov il bambino? la interruppe Bernat.
Inginocchiati davanti alla Madonna e arrenditi, gli ordin Arsenda prima di voltarsi per
andare a prendere Arnau.
...
.
...
36.
...
.
...
Fu Caterina a comunicare la notizia a Merc. La ragazza era seduta al sole nellorto, i piedi
ancora bendati, il corpo segnato dalle cicatrici causate dalle corde e le articolazioni di diverse dita
rigide, ormai incurabili.
Bernat  tornato da Bonreps con il bambino, le disse allimprovviso.
Merc lasci cadere indietro la testa. Non riusciva nemmeno pi a piangere, aveva versato tutte
le sue lacrime. Inoltre, da quando Hugo era partito per il Priorat, entrambe avevano immaginato che
quella sarebbe stata lunica conclusione possibile: lammiraglio dellarmata catalana aveva riavuto suo
figlio. Caterina appoggi le mani sulle spalle di Merc.
E mio padre?
Non sappiamo niente di lui, rispose Caterina cercando, invano, di mantenere la voce ferma.
Bernat viaggia a cavallo. Hugo dovrebbe metterci un po di pi.
Nemmeno nei tre giorni successivi seppero nulla di Hugo, e allangoscia si un lagitazione per
gli avvenimenti di cui presto ebbero notizia. Merc aveva sentito qualcosa mentre era seduta nellorto
e, trascinando i piedi, era entrata subito nella taverna. Lammiraglio voleva uccidere sua moglie,
sostenevano esaltati i clienti.
Dicono che non appena  arrivato a palazzo ha cominciato a girare urlando, con la spada in
mano, in cerca della contessa, afferm un uomo seduto a un tavolo.
E lha trovata? chiese un altro.
No. In quel momento era fuori casa, da unamica. Una serva  corsa a dirle quello che stava
succedendo e lei si  rifugiata a casa del padre.
Galcern  stato abbastanza previdente da chiudere le porte del palazzo, altrimenti
lammiraglio sarebbe entrato con la forza e se la sarebbe portata via. In strada ha giurato che la
uccider, poi  arrivato il governatore e lha convinto a tornare a casa sua.
Lha denunciata?
No, no. Lammiraglio non ha denunciato nessuno.
Merc riprese fiato. Ignorava la promessa che Bernat aveva fatto ad Arsenda.
 chiaro, la colpevole del rapimento del bambino  quella donna. Altrimenti, perch
lammiraglio vorrebbe ucciderla?
Allora la deve denunciare, sugger qualcuno.
Perch dovrebbe, se vuole ucciderla con le sue mani? aggiunse il cliente che sembrava avere
maggiori informazioni sulla faccenda.
Gli uomini annuirono e qualcuno fece dellironia al riguardo. In quel momento, Pedro si accorse
che Merc era appoggiata in un angolo del corridoio che dal pianterreno portava allorto e le offr un
po del vino che stava portando ai tavoli. Lei lo rifiut.
Quando Pedro ripass, diretto alle botti, Merc lo chiam. Tienimi informata, ti prego, gli
chiese facendo un cenno verso i tavoli. Ma facciamo in modo che Caterina non se ne accorga. Non
voglio che si preoccupi.
Pedro annu. Caterina trascorreva la maggior parte del giorno nella sua stanza, inquieta, in
attesa di notizie su Hugo.
Sono orfano, lo sai. Mi sarebbe piaciuto avere una madre come te, capace di fare tutto quello
che hai fatto per tuo figlio, spieg il ragazzo. Non perderti danimo, Merc. Ti riferir tutto ci che
sentir dire e ti aiuter per qualunque cosa. Conta su di me.
Due giorni dopo, le chiacchiere in taverna ripresero slancio. Bernat si era ripresentato al palazzo
di Galcern Destorrent con lintento invariato di portarsi via la contessa e ucciderla. Gli uomini, alcuni
seduti ai lunghi tavoli, altri in piedi, si spintonavano e sinterrompevano a vicenda, in una gara a chi ne sapeva di pi.
Le porte erano aperte, cominci uno.
 entrato con la spada sguainata, come se fosse in guerra...
E si  trovato davanti sei cavalieri, sei feudatari di una delle signorie di Galcern Destorrent,
che lo hanno affrontato... prosegu il primo.
Lammiraglio era accompagnato solo da due soldati.
Hanno litigato finch non  tornato il governatore, insieme allufficiale del registro e a vari
consiglieri.
N il re n il consiglio hanno autorizzato gli uomini di Galcern a portare la spada qui in
citt, puntualizz qualcuno.
Lammiraglio e i suoi soldati invece possono. Loro sono marinai. Hanno il permesso di portare
armi, aggiunse un altro cliente.
Certo, ma Galcern ha detto che i suoi uomini le hanno usate solo dentro il palazzo, per
respingere unaggressione, e che l dentro  lui a concedere o negare permessi.
In questo ha ragione.
No...
Lammiraglio ha detto di non aver aggredito nessuno, intervenne un altro. Ha detto che l
dentro c sua moglie e che non rinuncer finch non la far tornare a palazzo.
Il governatore e lufficiale del registro coshanno detto? chiese un uomo di una certa et.
Che si tratta di nobili, di gentiluomini. E che, quindi, verranno a pi miti consigli.
C stato qualche ferito...
Lammiraglio?
Bernat aveva solo un piccolo taglio su un braccio. Merc si rimprover di aver prestato troppa
attenzione a quel particolare, e anche di essersi sentita sollevata nel sapere che era solo una ferita
leggera. Quando gli avventori avevano ormai cominciato a ripetere le stesse cose, si obblig a tornare
nellorto: lo fece con un passo pi deciso e sentendo un dolore pi acuto, ma aveva bisogno di guarire.
Bernat era disposto a eliminare la contessa e la sua famiglia; in un modo o nellaltro, lei doveva
approfittare di quel nuovo capovolgimento della sorte.
Quando finalmente Arsenda riusc a far arrivare loro notizie di Hugo e del suo ricovero a
Escaladei, mancava ormai poco al suo ritorno. E Hugo torn camminando sulle sue gambe.
Sono convinta che Bernat manterr la parola. Lungo la strada si era ricordato delle parole che
Arsenda gli aveva detto quando era andata a trovarlo nel priorato di Escaladei e lui non era ancora in
condizioni di viaggiare. Anche voi per dovete lasciare in pace lui e il bambino. Arnau  fortunato,
erediter titoli e ricchezze e diventer un catalano illustre, sento che  cos. Siatene felici. Condividete
la fortuna di questa creatura! La vostra solerzia nei confronti del bambino vi ha gi fatto soffrire
abbastanza. Arnau  felice. E sar quel che Dio vorr. Pregate e abbiate fede.
Arsenda aveva ragione, concluse Hugo. Aveva avuto ragione anche quando gli aveva dato
consigli o laveva rimproverato sul tetto del convento di Jonqueres. Era vero: Arnau era sano e salvo e
avrebbe vissuto come un principe. Daltro canto, combattere contro Bernat aveva significato solo
problemi e disgrazie per loro. Merc doveva capirlo, anche se per lei era particolarmente doloroso. Suo
figlio stava bene, ed era lunica cosa che contava davvero.
Hugo aveva dato ascolto a sua sorella, aveva pregato e, soprattutto, si era ripromesso di
cominciare una nuova vita, con la sua donna e con sua figlia.
Dopo aver esposto il proprio punto di vista a Caterina, che lo condivise pienamente, ne parl
ben presto con Merc. Aspetta che Arnau cresca. Non cerchiamo altri problemi. Arnau diventer
un conte, un catalano illustre. Preoccupiamoci della nostra vita. Abbi fede in Dio. Davanti alle
argomentazioni di Hugo e Caterina, Merc annuiva rassegnata. Non voleva discutere con loro. Aveva
capito che era inutile. Erano anni che suo padre lottava per lei: aveva fatto la spia per Roger Puig, le
aveva procurato unottima dote, che lei aveva sprecato sposando Bernat, e che le era stata tolta quando
il matrimonio era stato annullato perch lei era la figlia del diavolo, poi suo padre laveva trovata e
liberata nel castello di Sabanell, e infine aveva lottato per Arnau... disperatamente. E Caterina, la liberta
russa, si era concessa come una volgare prostituta per far s che loro potessero fuggire dal palazzo di
via de Marquet.
Merc non voleva contrariare nessuno dei due, perci annu anche quando la incoraggiarono a
ricominciare, a farsi unaltra vita, magari a trovarsi un marito... Sorrisero. Per evitare di ammettere che
le era impossibile, la ragazza simul un dolore improvviso e, tra i lamenti, cominci a massaggiarsi i
piedi. Non riusciva a sorridere. Sognava suo figlio, ma daltro canto suo padre era felice con Caterina,
ed entrambi meritavano di esserlo; lei non voleva portare altri problemi nelle loro vite. Risposarmi?, si
chiese con cinismo dopo che Hugo e Caterina lebbero lasciata da sola nellorto. Cera ununica cosa
che la teneva in vita, ed era limmagine del piccolo Arnau, lidea di poterlo baciare e abbracciare prima
che lui la dimenticasse definitivamente.
E ad alimentare i suoi sogni erano gli avvenimenti che gli avventori della taverna continuavano a riferire. Visto che sua moglie non era disposta a tornare con lui, Bernat aveva chiesto al governatore che la obbligasse a consegnargli Gaspar, il secondogenito. Lavrebbe trattato come lei aveva trattato il suo primogenito. Merc era ben consapevole del significato di quella minaccia, che Bernat aveva gridato alle porte del palazzo di Galcern quando il governatore aveva reclamato la consegna del fratello di Arnau.
Ma la contessa e suo padre non si piegarono alla richiesta del governatore e si appellarono alla regina Maria, moglie di Alfonso, che in quel momento era riunita con le Corti in veste di luogotenente del re.
Prima dellalba, Hugo sincammin al banco di cambio di Higini, quello che prima era appartenuto a Raimundo... A Jucef, ricord a voce alta. Ma era troppo presto: Higini non aveva ancora aperto e dovette aspettare. Poco importava. Via Ample gli restituiva mille ricordi. Incrociava via de Marquet, quella del palazzo di Bernat, e portava fino allingresso degli arsenali. Anche il convento dei mercedari era l vicino, e un po pi su cera il Palazzo Minore. Di sotto si arrivava alla spiaggia, ai portici dels Encants o a quelli del Vi, dove cerano i vecchi arsenali, allaria aperta. L aveva lavorato
con le navi, e poi con i gatti quando credevano che fosse indemoniato, e l aveva conosciuto Bernat.
Perch scuoti la testa?
In effetti, Hugo non si era accorto di camminare scrollando il capo chino. Sorrise a Higini, e
sorrise anche quando entr nel banco di cambio, semplice e modesto. Higini aveva mantenuto tutto
come ai tempi di Jucef: il registro dei conti, il vecchio tavolo, le cesoie per tagliare i soldi falsi. Aveva
cambiato solo il copritavolo rosso che ogni banchiere era tenuto a stendere, dimostrando cos di essere
solvente e di disporre dellautorizzazione del Consiglio dei Cento per esercitare il mestiere. Il
copritavolo stinto di Jucef era stato sostituito da un altro in seta rossa che brillava alla luce.
L dentro Jucef gli aveva ceduto le vigne di Sal, ricord Hugo. Gli ebrei lo avevano
ricompensato per aver consegnato alle autorit il Cane Rognoso, che aveva ucciso molti di loro. Era
passato tanto tempo. Un brivido lo attravers. Ebbe un presentimento. Adesso, l, nello stesso banco di
cambio, avrebbe ricominciato una nuova vita.
Ho saputo che un sensale ha messo in vendita delle vigne nel Raval, vicino a... gli propose il
banchiere quando lui lo mise al corrente dei suoi interessi. Hugo lo interruppe.
Voglio questa, Higini, quella che ti ho indicato. Comprala.
Parlarono dei soldi e arrivarono a un accordo. Se anche le richieste per lenfiteusi fossero state
esose, Hugo disponeva di mezzi sufficienti, ma alloccorrenza poteva contare su Higini, che gli avrebbe
prestato il necessario. Come garanzia bastavano i raccolti.
Ho incaricato Higini di trovare un sensale di fiducia per acquistare la vigna di Vilatorta,
confess a Caterina la notte stessa.
L per l la donna ebbe una reazione tiepida, poi si mostr entusiasta.
A Merc far bene, afferm. E anche a te, naturalmente. Quando pensi di chiudere laffare?
Dopo che io e te ci saremo sposati, spero.
Per Caterina quelle parole furono ben pi di una dichiarazione damore. Scoppi a piangere al
pensiero che, finalmente, sarebbe diventata la moglie di Hugo davanti agli uomini e davanti a Dio. La
vita, che in passato era stata davvero crudele con lei, le concedeva adesso di realizzare il suo desiderio
pi grande: essere la moglie di Hugo, lunico uomo che amava. Sorrise e pianse insieme, poi si gett tra
le braccia di colui che sarebbe diventato suo marito e per la prima volta si sent davvero felice.
Il palmento era ancora riconoscibile, sebbene nel corso degli anni avesse subito diverse
modifiche. Hugo si allontan da Merc e Caterina fingendo di curiosare, ma in realt cercava le fessure
nel muro che permettevano di spiare linterno, dove Dola, sua madre e Regina curavano le loro
pazienti. Non cerano pi. Erano trascorsi pi di trentanni da quando, incollato a quella parete, era
rabbrividito alla vista della donna nuda cui facevano i suffumigi tra le gambe. Osserv le vigne: erano
ben curate. Quelle distese di hort y vinyet non appartenevano pi n a Jacob n ai suoi figli David e
Sal, e nemmeno a Eullia. Erano state vendute.
Il contratto non aveva presentato problemi di sorta, erano stati Higini e il sensale a occuparsene.
La proprietaria era la vedova di un mercante che si considerava di una classe sociale pi alta rispetto a
Hugo, un semplice taverniere, perci, dopo aver pagato allenfiteuta una cifra sensibilmente superiore a
quella che sarebbe stata ragionevole per quelle terre, lui pot subentrare con lo stesso contratto di
rabassa morta.
Credo che tuo padre sia pi contento di aver comprato questa vigna che non... di aver sposato
me, comment Caterina mentre, insieme a Merc, lo guardavano accarezzare una pianta.
 una felicit diversa, disse Merc con tono persuasivo, pur sapendo che Caterina non aveva
tutti i torti. Non si possono paragonare.
Ovvio che no, la interruppe la russa. Adesso  raggiante, mentre quando ci siamo sposati era
solo... allegro, disse ridendo.
Era stato un matrimonio semplice nella chiesa di Santa Maria del Mar. Di una semplicit che
era stata Caterina stessa a volere. Non voglio alimentare altre chiacchiere, aveva confessato a Hugo.
Avevano invitato poche persone: Merc, Pedro, messer Juan, qualche sensale e cinque o sei mercanti
con cui Hugo aveva fatto buoni affari. Da parte sua, Caterina aveva voluto Llcia, Simn e qualche
altro liberto. I festeggiamenti si erano tenuti nella taverna, con ottimo cibo e vino persino migliore.
Non  vero, la contraddisse Merc. Mio padre era molto felice di sposarsi con te.
Non sono gelosa di questa vigna, ironizz Caterina. La felicit di tuo padre  anche la mia...
E noi due speriamo che sia anche la tua.
Merc fece un lungo sospiro.
Provaci, ti supplico, insistette Caterina davanti allatteggiamento di Merc, che si rifiutava di
lavorare quelle terre.
Non aveva osato dirlo a suo padre per non tradire le sue smisurate e quasi infantili illusioni,
per sentiva di non avere le forze, e men che meno lo spirito giusto per accompagnarli in una simile
avventura. E in questi termini si spieg con Caterina. Non sto ancora bene, le disse con seriet. E le
mie mani... si scus, mostrandole alcune dita ancora compromesse. Come faccio a lavorare in una vigna?
Ma con il tempo i tuoi piedi guariranno. Lo dicono i medici. E allora potrai... Davanti
allespressione di Merc, tacque. Pi avanti c la tenuta che apparteneva a messer Rocafort. Non so
se  ancora sua, da molto tempo non so pi niente di lui. Mi hanno portata l da bambina, ero appena
sbarcata. L Roger Puig ha abusato di me la prima volta e mi ha comprata come schiava, e l sarei morta
se non fosse stato per tuo padre, visto che mi davano per spacciata.  stato lui a farmi curare.
Per un attimo, Caterina si ricord di Regina: allora le aveva salvato la vita, con laiuto del
marito medico. Lei, al contrario, aveva contribuito a ucciderla con il vino e laqua vitae. Scosse la testa
per allontanare quei sentimenti contraddittori e si giustific pensando che la Regina che era morta dopo
essersi murata in una cella non aveva niente a che vedere con lebrea che laveva curata quando lei era bambina.
E a quanto pare tuo padre adesso si  ostinato a volere che sia tu a guarire e a essere felice,
continu Caterina rompendo un silenzio condiviso da Merc.
Mah!
Non disprezzare le sue intenzioni. Sai bene che  un uomo tenace.
Come re Alfonso aveva previsto, il re di Castiglia aveva messo in galera suo fratello, linfante
Enrico dAragona. E se quanto avveniva in Castiglia per Alfonso era desolante, Napoli si era
trasformata nel labirinto dintrighi contro il quale i suoi ministri lavevano messo in guardia. Dopo aver
approvato ladozione di Alfonso da parte della regina Giovanna, Martino Quinto aveva anche emanato una
bolla in cui confermava la sua successione al trono, ma contemporaneamente cospirava contro di lui
insieme al duca dAngi e a quello di Milano. Il condottiero Francesco Sforza, dapprima a favore del
duca dAngi, era passato dalla parte di Giovanna e di Alfonso, per finire poi con il tradire
questultimo e attaccarlo nella stessa Napoli, infliggendogli una severa sconfitta. La regina Giovanna,
dal canto suo, cambi di nuovo idea: revocata ladozione di Alfonso, adott il duca dAngi come
successore del regno di Napoli e gli confer anche il titolo di duca di Calabria, che gi era appartenuto
ad Alfonso. A tutto questo andavano aggiunte la cricca di nobili napoletani, volubili come la loro
sovrana, e le costanti cospirazioni del siniscalco.
Stando cos le cose, nel 1422 la regina Maria convoc le Corti catalane a Barcellona per
chiedere di nuovo lappoggio e i finanziamenti per mandare a Napoli una nuova armata in soccorso del
re, che intanto si era rifugiato a Castel Novo in una situazione critica.
A Barcellona si radunarono i tre bracci che costituivano le Corti catalane: quello ecclesiastico,
presieduto dallarcivescovo di Tarragona e formato da vescovi, membri del capitolo della cattedrale,
priori, commendatori e abati; il braccio militare, presieduto dal duca di Cardona e composto da tutti i
conti, marchesi, visconti, baroni, nobili e cavalieri del principato; e infine il braccio cittadino, formato
dai paesi del demanio, presieduto dai rappresentanti di Barcellona e composto dalle citt di Lleida,
Girona, Tortosa, Vic, Cervera e altri ventisette borghi.
Di nuovo, i membri delle Corti e il loro numeroso seguito invasero la citt. Di nuovo, nella
taverna di via della Boqueria si lavor senza sosta, servendo e vendendo di giorno, e distillando di
notte. Questo fece s che Hugo andasse alla vigna meno di quanto avrebbe desiderato. Avevano
bisogno di lui alla taverna, dove persino Merc, le cui ferite ai piedi si erano in parte rimarginate, dava
il suo aiuto.
Durante le sedute presidiate dalla regina Maria sul trono della sala capitolare della cattedrale di
Barcellona, si discutevano proposte di diverso tipo, come lintroduzione di quarantuno capitoli a
emendamento delle leggi catalane, ma quando si trattava di affrontare le richieste di aiuto economico di
re Alfonso, parecchi membri del braccio cittadino si ribellavano e nessuna decisione veniva ratificata,
con grande disperazione della regina.
Era Galcern Destorrent a sfruttare le proprie influenze e a fare pressioni affinch le citt
negassero le risorse necessarie al re. In breve, la regina Maria dovette accontentare i desideri del nobile catalano.
Ha fatto chiamare lammiraglio... disse un sacerdote nella taverna.
Non  pi ammiraglio, osserv un altro.
Vero, afferm il primo. Lho visto. Era nella cattedrale. La regina lo ha destituito.
Perch?
Perch le ha disubbidito. Prima di iniziare la seduta, la regina ha chiesto silenzio e ha detto
allammiraglio...
Non  pi ammiraglio...
Gi, s, al conte... Ha detto al conte che sua moglie, la contessa, si trovava sotto la sua
personale protezione e che attentare alla sua vita equivaleva a minacciare sua maest.
E poi?
Il conte ha risposto che sua moglie poteva anche essere sotto la protezione sua o del re, ma che
se lui ne avesse avuto occasione lavrebbe uccisa. Ha detto che la contessa aveva attentato alla vita del
suo primogenito e assassinato il suo maestro di palazzo, e lui non poteva permetterlo, e nemmeno i
sovrani ai quali lui aveva consegnato la sua vita e per cui aveva lottato per molti anni avrebbero dovuto
permetterlo.
Ha detto che lavrebbe uccisa? chiese qualcuno davanti alle esclamazioni di sorpresa che si alzarono tra i presenti.
S, certo. Ha minacciato di ucciderla.
Per qualche istante ci fu silenzio, poi qualcuno chiese quello che Merc, e con lei tanti altri,
aspettavano di sapere.
Cosha fatto la regina?
Luomo che parlava sbuff e gesticol con furia.  diventata paonazza. Ha cominciato a
gridare e si  alzata furiosa dal trono dal quale presiede la corte, ma a quanto pare i ministri sono
riusciti a tranquillizzarla.
E poi?
Il vescovo ha ribadito a Bernat che la contessa si trova sotto la protezione dei sovrani e gli ha
intimato di pensarci due volte prima di farle del male.
Divorati dalla curiosit, gli avventori aspettavano che luomo concludesse il racconto.
E il conte? lo incoraggi qualcuno.
Lha ridetto! annunci laltro, quasi trionfante. Ha ripetuto che, se ne avr occasione, la
uccider. Che  solo una carogna bastarda e che come tale merita di morire.
Tra domande ed esclamazioni di sorpresa, si scaten il putiferio; Merc fatic a non urlare per
chiedere silenzio, voleva sapere comera andata a finire.
Alcuni pari del conte hanno cercato di convincerlo a rispettare gli ordini della regina, disse
luomo non appena nella taverna torn la calma. Ma lui si  rifiutato, limitandosi solo a chiedere scusa
per aver alzato la voce in un posto sacro. Il vescovo lo ha cacciato dalla cattedrale. La regina, a quanto
pare, sa che il re ha molta stima di lui, che gli  grato per limpegno e il coraggio dimostrati in guerra,
ed  solo per questo che si rimetter alle decisioni di suo marito in merito allarroganza di Bernat
Estanyol. In ogni caso, gli ha revocato lincarico di ammiraglio dellarmata catalana, come Galcern
Destorrent le aveva chiesto. Il re ha bisogno di soldi.
E Galcern cosha detto? Era l?
Non osa andarci. Manda un suo procuratore.
Nel 1422, a met maggio, i cittadini di Barcellona si radunarono in spiaggia per salutare
unarmata composta da ventidue galee e otto navi grandi, capitanate dallammiraglio Juan Ramn
Folch, conte di Cardona: cinquemila uomini armati di cui, per sei mesi, il principato di Catalogna si
sarebbe accollato integralmente salario e mantenimento, oltre alle spese dellarmata.
Hugo e la sua famiglia avevano guadagnato molto bene durante il soggiorno in citt di quei
cinquemila uomini che, oltre a consumare, avevano fatto anche rifornimento di aqua vitae. Destituito
Bernat dal ruolo di ammiraglio, Hugo era stato ammesso, insieme ad altri sensali, tra i fornitori del vino
che lesercito avrebbe consumato durante il periodo trascorso a Napoli.
Ho sempre sognato di vendemmiare queste terre insieme a te, confess alla figlia.
Era il settembre del 1422. Hugo ricordava di essere andato a vendemmiare le vigne che
lospedale della Santa Croce possedeva al Raval insieme a Merc. Allepoca era una bambina e
continuava a sbracciarsi per spaventare le mosche che ronzavano loro intorno, attratte dal succo
zuccherino delluva che gli si appiccicava addosso. Era trascorso pi di un anno da quando Merc era
stata torturata, e ora camminava adagio e soprattutto con grande prudenza per non mettere il piede in
fallo. Le cicatrici delle corde erano nascoste sotto il vestito, e le uniche conseguenze visibili di quanto
aveva subito erano quelle tre dita definitivamente compromesse.
I dolori erano la scusa che Merc aveva addotto per non andare a lavorare le vigne insieme a
suo padre: arare e dissodare, piantare, eliminare le foglie, potare, mettere i tutori alle viti, pulire il
palmento e le botti, preparare gli attrezzi... Non ne aveva nessuna voglia, non si sentiva di partecipare a
quella che per Hugo era una festa, un regalo di Dio, bench tornasse dalle vigne sempre stanco, sudato e a pezzi.
Caterina le era andata in aiuto. Tua figlia non pu lavorare nei campi, Hugo, gli aveva detto.
Lasciala qui. Mi aiuta nella taverna. Al suo posto, portati Pedro e insegnagli tutto, se lo merita. Quel
ragazzo... ha bisogno di rifiorire. Caterina aveva esitato in cerca della parola giusta.
Ma Pedro non era pi un ragazzo. Aveva compiuto ventanni, era diventato un uomo, non molto
alto, ma sano e forte, visto che mangiava bene, e per giunta faceva la corte a una ragazza che sognava
di sposare.
Per Hugo era stato un piacere farne un suo allievo: in lui vedeva il suo successore. Il ragazzo
era ormai di famiglia e si sforzava dimparare, proprio come Hugo aveva fatto quando lavorava con
Mahir, ma soprattutto, e fu questo a conquistare Hugo e a convincerlo definitivamente, mostrava affetto
per le piante e rispetto per la terra.
Hugo allora aveva smesso di fare pressione su Merc. Mi ci vedresti dietro un aratro? aveva detto lei a Pedro per tranquillizzarlo il giorno in cui lui, a disagio e imbarazzato, le aveva chiesto se approvava che lavorasse gomito a gomito con suo padre.
La vendemmia per era un avvenimento che Hugo voleva godersi insieme a sua figlia, loro due
da soli, come tante volte aveva sognato. Chiusa la taverna, anche Caterina e Merc erano andate alla
vigna. Simn aveva affittato loro delle mule per trasportare luva e si era unito alla festa insieme a
Llcia. Quando arriv il momento diniziare la raccolta, tutti ascoltarono con attenzione le istruzioni di Hugo.
Avete i coltelli da taglio? chiese loro mostrando un utensile dalla lama curva che somigliava
a una piccola falce. Dovrete tagliare con fermezza, senza rovinare i tralci. Non dovete tirare il
grappolo, spieg loro mentre tirava dal raspo, che non si stacc. Perch il raspo, cio lo stelo che
unisce il grappolo al tralcio, di solito  molto robusto, e se lo tirate danneggiate la pianta. Erano tutti
concentrati intorno alle piante che Hugo aveva scelto per le sue spiegazioni. Una volta tagliato il
grappolo, disse mostrandolo, dovete ripulirlo dalle foglie e dai vermi, e se vedete un acino marcio,
beccato o guasto, dovete toglierlo. Poi dovete depositarlo con delicatezza nella cesta, non gettarlo
dentro e nemmeno schiacciarlo. Lo schiacceremo non appena avremo concluso la vendemmia.
Scoppi a ridere. E mentre pigeremo luva, mangeremo, berremo e ci divertiremo. Troverete diversi
tipi di grappoli: alcuni nascono dallo sperone, cio dai germogli. Sono i migliori, e vanno in una cesta.
Questi invece, prese un altro grappolo, sono quelli del capo a frutto, e vanno in unaltra cesta. Infine
ci sono i raspolli, cio grappoli come questo, che non si sono sviluppati e hanno acini piccoli. Vanno in una terza cesta.
Insomma, guarderemo te e ti faremo delle domande, lo interruppe Caterina.
Impossibile, replic Hugo. Io star con Merc. L, indic. Al confine tra la vigna e il podere dei Vilatorta.
Vedere sua figlia vendemmiare le stesse viti dalle quali avrebbe dovuto ottenere il vino per il
matrimonio di Dola e suo cugino Sal provoc in Hugo un vortice di sensazioni. Allinizio non riusc a lavorare.
Vorrei che lo facessi tu, chiese a sua figlia.  una cosa speciale. Il vino che nasce da queste
uve significa molto per me.
Merc tagli con pigrizia un grappolo. Lo esamin, lo pul e lo deposit nel cesto. Poi si volt
verso suo padre, e vide che aveva gli occhi lucidi e il mento tremante.
Continua, per favore, la preg lui con voce rotta, dopo qualche colpetto di tosse.
Un altro grappolo.
Proprio l, a uno o due passi, accanto a quella pianta... o a quellaltra, Dola gli si era concessa e
avevano fatto lamore. Poco dopo, era morta assassinata a Castell Nou. Sono stata felice, aveva
annunciato prima che il Cane Rognoso le tagliasse la gola.
Merc lavorava da sola.
Con le stesse uve che Dola aveva spremuto tra le mani per fargli bere il succo, Hugo aveva
prodotto il vino migliore di tutta la Catalogna, poi aveva perso le vigne a causa di Eullia e di suo
padre. Per era riuscito a riaverle.
Queste viti non producono solo vino, mi sa... disse Merc, riportandolo alla realt.
Hugo annu.
Un giorno, quando eri piccola, ti ho promesso che queste terre sarebbero state tue.
Merc si sforz di sorridere e si gir per continuare a lavorare.
Figlia mia, Dio mi ha aiutato e mi ha permesso di essere qui con te oggi, dopo molti anni e
dopo tutto quello che  successo, a dimostrazione di ci che voglio dirti: non rinunciare, un giorno
riuscirai a stare con Arnau, proprio come io sono riuscito a realizzare il mio sogno.
Non voglio aspettare anni! Il grido di Merc risuon nei campi e spavent gli uccelli, che
svolazzarono rumorosi al di sopra delle viti.  adesso che ho bisogno di lui! continu a gridare.
Credete davvero che il futuro conte di Navarcles un giorno verr qui a vendemmiare con me? Ogni
giorno che passa mi si allontana sempre di pi. Non mi riconosce nemmeno! E io sono sua madre! Voi
non avete perso vostra figlia, padre, voi avete perso solo una maledetta vigna. A me cosa ha dato Dio,
oltre alle disgrazie?
Caterina corse in mezzo alle viti, allarmata dalle urla, ma prima di raggiungerli, Merc diede le
spalle al padre, lanci per terra il coltello e sincammin verso Barcellona.
Figlia mia... la chiam Hugo.
 adesso che ho bisogno di Arnau, padre, ripet senza voltarsi. Adesso, stanotte.
Hugo e Caterina la guardarono schivare le viti e raggiungere la strada, che affront tristemente e con fatica.
Il vino di quel raccolto non avrebbe potuto essere di qualit, pens Hugo tornando alla taverna.
Dopo che Merc se nera andata avevano vendemmiato in silenzio. Poi avevano pigiato luva nel
palmento, con Caterina che cercava dincoraggiarli e gli altri che si sforzavano di sorridere; poco dopo
erano tutti stanchi e quella che avrebbe dovuto essere una festa si era trasformata in un lavoro
monotono. No, impossibile che quel vino venisse buono, nemmeno mischiandolo con frutta, spezie o
aqua vitae. Bisognava amare la pianta, luva, il mosto e il vino stesso, trasmettergli la forza e la
passione con la quale si affrontano i compiti destinati a materializzare il regalo degli dei allumanit.
Quel vino, invece, vendemmiato con disperazione e pigiato con apatia, sarebbe stato segnato per
sempre dalla macchia dellabbandono di sua figlia nel momento in cui lui realizzava un sogno... Il suo
sogno, cos gli aveva detto Merc.
La taverna era chiusa e silenziosa. Aveva la chiave, spieg Caterina. Salirono nella stanza di
Merc: era vuota. Hugo scosse la testa. Sar... cerc di tranquillizzarlo sua moglie prima che lui la
interrompesse in modo pi brusco di quanto avrebbe desiderato.
Sar andata come sempre nel palazzo di Bernat, a supplicarlo di farle vedere Arnau.
Sbagliavamo a pensare che si sarebbe dimenticata di lui... Non dico dimenticarlo... si corresse
Caterina. Mi hai capita... Tu, comunque, lasciala in pace. Torner.
Hugo riusc a seguire il consiglio di Caterina per poco tempo: quello che impieg a ricordare
cosa era successo negli ultimi tempi, da quando Bernat aveva riavuto Arnau. Gli si strinse lo stomaco
quando si rese conto di quanto era stato egoista.
Vado a cercarla, afferm allimprovviso.
Caterina annu, aveva intuito che lo avrebbe fatto. Riportala qui, gli sussurr dopo avergli
dato un bacio sulla bocca.
Non ci riusc. Merc non era andata a palazzo, gli aveva assicurato la sentinella. Anche se Hugo
aveva intuito che mentiva.
Si trattava di un soldato giovane, e per un attimo aveva sviato lo sguardo, evitando quello di
Hugo, prima di girarsi verso il compagno, come se cercasse il suo appoggio. Laltro aveva sputato per
terra e storto il naso in una smorfia di disprezzo. Perch dovevano dare spiegazioni a un uomo che
sapevano essere nemico del conte?
Voglio vedere lammiraglio... il conte di Navarcles, si era corretto Hugo, rivolgendosi al pi
anziano. Ditegli che c...
Sappiamo chi sei e che il conte non vuole riceverti.
Insistete, aveva ordinato loro Hugo.
Laltro lo aveva guardato e aveva emesso un suono sordo, una specie di risata sardonica.
Vattene, gli aveva ordinato prima di dargli le spalle.
Sei sicuro che mia figlia non  stata qui? aveva chiesto al soldato giovane non appena laltro
si era allontanato di qualche passo.
Sicuro.
Magari  venuta quando tu non eri di guardia...
Mandalo via! aveva gridato il soldato pi vecchio.
Allontanati dalla porta, gli aveva intimato allora il giovane, spingendolo con la lancia. Ti ho
gi detto che tua figlia non  stata qui. E, di nuovo, aveva evitato di guardarlo, ma se nera reso conto
e aveva rimediato allerrore incalzandolo con la picca. Fuori!
Quanto a Merc, non cera stato bisogno di spingere o incalzarla con la lancia: quel pomeriggio
aveva lasciato il palazzo in lacrime, inciampando goffamente mentre scappava con i piedi ancora feriti.
I soldati lavevano vista cadere. Alcuni passanti avevano cercato di aiutarla, ma lei li aveva scacciati
agitando le braccia e aveva continuato a correre verso la spiaggia. Merc li aveva pregati di farle vedere
suo figlio. Al rifiuto delle sentinelle, si era opposta con una nuova supplica e, bench avessero cercato
di cacciarla, non se nera andata. Aveva insistito. Alla fine era comparso lufficiale, che laveva
squadrata da capo a piedi con uno sguardo astioso.
Voglio solo vedere il mio bambino, aveva singhiozzato lei.
Laltro aveva corrugato il volto. Davvero, vuoi che te lo porti? le aveva detto.
S!
Ne sei sicura? aveva ribadito lufficiale indicandola con la mano aperta.
Ma certo.  lunica cosa che desidero al mondo... Cosa...?
Merc aveva seguito esitante il palmo della mano di quelluomo, che indicava le bende sporche
ai suoi piedi e le scarpe, anchesse sporche.
Le dita allungate del soldato avevano svolazzato nellaria indicando i suoi vestiti, vecchi e
consumati, perfetti per la vendemmia, cos aveva detto suo padre. Poi lufficiale laveva guardata
negli occhi e aveva sorriso sarcastico. Merc si era portata la mano ai capelli, stopposi e unti, e le sue
dita atrofizzate si erano bloccate in una ciocca. Allora le erano tornate in mente le torture, le corde che
le laceravano le membra, e si era guardata le braccia: piene di cicatrici. Le lacrime avevano fatto
capolino sul suo viso mentre si rendeva conto di quantera magra, livida, segnata a vita. Un mostro: un
bambino di sei anni cresciuto nel lusso non avrebbe potuto pensare altrimenti di quella madre ormai
dimenticata.
Vado a cercarlo, le aveva concesso allora lufficiale, ed era suonata come una minaccia.
No! Dio mio, no! Lascia stare! lo aveva implorato Merc.
Non hai detto che volevi tanto vederlo?
No! si era opposta lei, tornando sui suoi passi lungo la stretta via de Marquet.
Quellultima domenica di settembre del 1422, le campane di Santa Maria del Mar convocarono
i fedeli alla messa solenne. Hugo gironzolava in piazza aspettando di vedere Bernat andare in chiesa,
comera sua abitudine. Da tre giorni non sapeva pi niente di Merc. Bernat non lo aveva ricevuto, e
nemmeno il rappresentante del governatore quando, lindomani, era andato a denunciare la sua
scomparsa. Di nuovo qui? lo aveva preso in giro uno degli sbirri. Dopo che aveva argomentato la sua
denuncia, lo avevano congedato senza scrupoli. Secondo lui, i soldati gli avevano mentito e Merc era
stata trattenuta nel palazzo del conte di Navarcles. Altrimenti, perch avrebbero dovuto mentirgli? Ma
non aveva ottenuto nulla.
E adesso girovagava per la piazza. Santa Maria, sempre Santa Maria, pens alzando lo sguardo
verso i suoi slanciati campanili ottagonali. L si erano svolti gli eventi che avevano segnato la sua vita.
Guard Caterina, nascosta in una viuzza che sbucava sulla piazza. Sapeva che sua moglie aveva
ricacciato indietro il pianto dopo aver sentito i suoi propositi. E quando ce lavrai davanti e negher di
aver trattenuto Merc, cosa farai? Non aveva saputo risponderle. Lei non aveva insistito. Ma lui non si
era nemmeno posto il problema. Bernat avrebbe potuto ucciderlo: cera quasi riuscito a Bonreps,
glielo aveva impedito solo lintervento di Arsenda. Ma gli accordi presi da sua sorella erano ormai
inutili. Adesso che Merc non li aveva rispettati, nemmeno Bernat aveva pi ragione di farlo.
Le campane suonarono di nuovo. Hugo fece scivolare lo sguardo sulla gente che si era radunata
in piazza, alcuni persino nel cimitero di fronte alla chiesa. Si aspettava che si spostassero per aprire
rispettosamente il passo al conte. Pensava di vedere la stessa scena che si era gi ripetuta nel corso
della mattinata davanti a tutti i nobili e gli uomini illustri che andavano a messa. Ma, concentrato
comera sullarrivo di Bernat, Hugo non si era reso conto della quantit di gente che si era data
appuntamento in piazza e che adesso, sotto il sole gradevole di settembre, attendeva di entrare nel
tempio.
Caterina invece se nera accorta. Cerano molti liberti, parecchi schiavi, e insieme a loro gente
comune, marinai, bastaixos, artigiani, uomini e donne. Dopo che il governatore aveva liquidato la
denuncia di Hugo, Caterina aveva convocato i liberti nella taverna, aveva offerto loro del vino e chiesto
aiuto. La notizia era corsa di bocca in bocca. Schiavi e liberti si erano accaniti a cercare Merc anche
dopo che uno schiavo di Bernat aveva detto che la donna non era nel palazzo di via de Marquet,
altrimenti lui lavrebbe saputo, anche se lavessero tenuta nascosta nellangolo pi buio e sperduto
delledificio. Cos, la gente era venuta a sapere della scomparsa di quella madre tanto indifesa quanto
coraggiosa, di colei che aveva sopportato le torture e sostenuto di non essere responsabile del
rapimento di suo figlio. Il fatto che il conte di Navarcles avesse cercato di uccidere la seconda moglie
dopo aver riavuto Arnau aveva fugato qualunque dubbio potessero ancora nutrire i pi scettici
sullinnocenza di Merc.
E adesso si raccontava che il conte lavesse rapita di nuovo, che lavesse imprigionata nelle
segrete del suo palazzo o forse lontano da Barcellona, nel castello di Navarcles.
Il chiacchiericcio, a differenza di quanto era accaduto con gli altri nobili, cess nel momento in
cui Bernat comparve in piazza, seguito da un paio di soldati. Indossava un lussuoso abito nero con le
perle e non aveva la spada, ma dalla cintura spuntava il manico di un pugnale. La gente gli apr un
varco che portava quasi direttamente al punto in cui si trovava Hugo.
Il conte rallent il passo per un attimo, poi corrug la fronte, sbuff e sincammin deciso verso
il taverniere. Era al corrente della sua denuncia, il governatore in persona era andato a raccontargli che,
secondo Hugo Llor, Merc era tenuta prigioniera nel suo palazzo. Al funzionario che rappresentava il
re e al suo sgherro, Bernat aveva proposto di perquisire ledificio, ma il governatore aveva declinato
linvito affermando che la sua parola era sufficiente. Ci nonostante, le chiacchiere non erano cessate, o
almeno cos gli avevano riportato il maestro di palazzo, il segretario e i servi. Bisognava solo aspettare
che Merc riapparisse... viva o morta, si diceva Bernat, non senza preoccupazione, mentre si ritrovava a
finire una coppa di vino in un sorso solo, a chiamare Arnau per farlo divertire un po o a fare qualunque
cosa riuscisse ad allontanare quellangoscia inattesa. Se i suoi uomini avessero avuto la stessa audacia e
la stessa costanza di quella donna, rifletteva, sarebbero gi diventati padroni del mondo. Bernat era
capace di riconoscere il valore altrui, ma non avrebbe mai immaginato di trovarsi a riconoscere anche
quello di Merc, la donna che aveva ripudiato e trattato con crudelt. E in quegli stessi giorni, non
avrebbe mai immaginato nemmeno che, dopo la batosta subita a Bonreps, Hugo potesse sfidarlo di
nuovo, in pubblico, davanti alla sua chiesa, davanti a Santa Maria del Mar. Perch sembrava proprio
che avesse intenzione di sfidarlo adesso che, immobile e impettito, gli intralciava la strada.
Cosa vuoi, ancora? grid Bernat a pochi passi da lui.
Voglio che liberi mia figlia.
Tua figlia non  con me, sbott il conte, ormai davanti a lui. Tua figlia non minteressa, lo
capisci? Nemmeno come schiava la farei entrare a casa mia. A ogni modo, non sono tenuto a darti
spiegazioni, aggiunse mentre cercava di spostare Hugo con una mano, non essendo disposto a
scansarlo sebbene lo spazio glielo consentisse ampiamente.
Nonostante lo spintone, Hugo non si mosse e rimase vigile in attesa della reazione di Bernat,
che arross furioso e alz il pugno per colpirlo.
Perch hai detto che non devi dare spiegazioni? chiese qualcuno tra i curiosi che si erano
radunati l intorno.
Bernat si ferm e si volt. Hugo segu il suo sguardo. Un uomo anziano aveva fatto un passo
avanti.
S, insistette luomo. Perch non dovresti dare spiegazioni su una cittadina di Barcellona, se
vieni accusato di averla rapita?
Bernat scosse la testa e fece schioccare la lingua nel momento esatto in cui in piazza si alzavano
mormorii di assenso. Non ho tempo di fermarmi a discutere con te, vecchio. Devo andare in chiesa...
Non meriti di entrare in quel tempio, non ne sei degno. Lanziano riflett qualche istante,
mentre Bernat incassava il colpo. Anzi, ti proibisco di entrare in quella chiesa, continu.
Tu?
Hugo, attonito, guardava lanziano. Gli sembrava di conoscerlo...
Io. S. Io ho costruito Santa Maria del Mar, insieme a molti di quelli che sono qui.
Lanziano fece correre lo sguardo sui presenti. Alcuni annuirono e un paio di loro, vecchi come
lui, si fecero avanti e lo assecondarono.
Erano bastaixos! Finalmente Hugo aveva riconosciuto quelluomo e i suoi compagni. Mille
volte aveva parlato con loro in spiaggia.
E se non lhanno costruita loro, lo hanno fatto i loro padri... anche il tuo, Bernat Estanyol. S,
afferm il vecchio, fissandolo. Mio padre ha lavorato gomito a gomito con il tuo trasportando pietre
per questa chiesa.
E con questo cosa vorresti dirmi? lo sfid Bernat.
La mia famiglia ha un legame di parentela con quella da cui veniva tua madre: Mar, anche lei
era figlia di bastaixos.
Bernat apr le mani e scroll le spalle.
Questo tempio appartiene al popolo. Non appartiene al re o alla citt, e nemmeno alla Chiesa...
Men che meno ai nobili come te. Questo popolo ti proibisce di entrare a Santa Maria del Mar.
Bernat scoppi a ridere. E chi  il popolo? fece per dire, ma sinterruppe subito quando vide
che prima una donna, poi unaltra, poi un uomo e molti altri, trascinati dalla fermezza dei primi, si
stavano piazzando davanti alle porte di Santa Maria del Mar, quei grandi portali il cui unico ornamento
era costituito dalle figure in bronzo dei bastaixos che caricavano le pietre.
Vuoi affrontare il popolo? L, con loro, c lo spirito nobile e generoso di tuo padre, Bernat
Estanyol. Con la tua arroganza e la tua prepotenza offendi la sua memoria.
Lascia stare, gli consigli Hugo immaginando i pensieri di Bernat.
Ma  solo una manciata di... vecchi, borbott il conte, e Hugo si sorprese che gli avesse
risposto. Una misera manciata...
E cosa pensi di ottenere? lo interruppe Hugo. Riuscirai a entrare in chiesa, non c dubbio,
ma una chiesa  qualcosa di pi, non credi? Una chiesa  esattamente quella gente l sulla porta.
Immobile, con Hugo al suo fianco, Bernat guard la barriera umana che gli impediva di entrare
a Santa Maria del Mar. Un altro rintocco di campane lo riport al giorno in cui quel tempio era stato
inaugurato, quando era entrato stringendo la mano di suo padre. Quel giorno la gente, proprio comera
appena successo nella piazza, aveva riconosciuto Arnau Estanyol e gli aveva ceduto il passo fino
allaltare maggiore, dove lo aspettavano i nobili. Suo padre era rimasto in piedi insieme a tutti loro: tra i
bastaixos, i marinai, i pescatori. Era sempre successo cos, a Santa Maria del Mar, fino al suo ritorno
trionfale a Barcellona come ammiraglio dellarmata catalana. Da allora, lui e i suoi avevano occupato
un posto accanto allaltare maggiore, mentre tutti quelli che avevano convissuto con messer Arnau  gli
stessi che adesso volevano proibire proprio a lui, al figlio di messer Arnau, di entrare nel tempio 
rimanevano in fondo, in piedi. Lo vedi come sorride, Bernat? gli aveva chiesto suo padre quel giorno
indicando la Madonna del Mare. No, mai. Non aveva mai visto sorridere la Madonna.
La sua vita gli scorse davanti agli occhi facendogli girare la testa e si sent cos debole che
restare in piedi era uno sforzo immenso. In quel momento Bernat cap di essere odiato e si sent solo;
solo e vecchio. Guard quegli uomini e cap che tutta la sua vita lo aveva condotto a quellistante. Gli
anni da corsaro lavevano indurito e non si pentiva di quello che aveva fatto. Era riuscito a farsi temere,
eppure la sfida degli uomini e delle donne che aveva davanti gli dimostrava adesso che nessuna paura
pu durare per sempre. Suo padre si era guadagnato il rispetto di tutti; lui poteva vantarsi solo di essere
andato avanti, di essersi arricchito facendo la guerra e uccidendo. Lott contro la superbia che lo
induceva allo scontro, represse limpulso di ridere di tutti loro e si gir verso Hugo, che sostenne il suo
sguardo senza battere ciglio.
Tua figlia non  entrata a casa mia, gli confess dopo essersi schiarito la voce.
Le sentinelle mi hanno dato unaltra impressione.
Se  cos, lo verificher.
Grazie, rispose Hugo, percependo dal tono di voce che era stato sincero. Andiamo? si offr
Hugo e fece un cenno al vecchio bastaix perch chiedesse alla gente di spostarsi.
Luomo obbed, e Hugo e Bernat Estanyol attraversarono insieme la porta di Santa Maria del
Mar. A loro si un Caterina, che subito and a occupare il suo posto accanto al marito.
No, si oppose Bernat quando i due fecero per separarsi da lui. Permettetemi di stare con voi.
Lindomani, quando il conte li interrog, i suoi soldati sostennero per lennesima volta che
Merc non era entrata a palazzo. Gli dissero che se nera andata, umiliata, quando lufficiale laveva
fatta vergognare del proprio aspetto. Il conte credette a quanto gli avevano raccontato, era sicuro che i
suoi uomini non gli avessero mentito, ma cerc di capire se qualcuno avesse visto la madre di suo figlio
dopo che aveva lasciato via de Marquet. Negli anni da corsaro aveva imparato a percepire il
nervosismo di chi nascondeva la verit, e ci mise poco a capire che uno dei suoi uomini mentiva. Lo
sottopose a un interrogatorio pi duro, come solo lui sapeva fare, lo minacci di ucciderlo nel peggiore
dei modi e alla fine luomo, angosciato, confess di lavorare al soldo dei Destorrent. Aveva seguito
Merc e laveva trovata che piangeva disperatamente, cos approfittando della sua debolezza laveva
portata a casa della contessa.
Perch? grid Bernat. Cosa vuole da Merc quella donnaccia?
Il soldato, sapendo che la sua fine era vicina, disse la verit: La contessa la odia con tutta se
stessa. Sapevo che mi avrebbe ricompensato se glielavessi consegnata, e perci...
Bernat uccise il traditore prima ancora che finisse la frase e con la spada sporca di sangue si
ritir nel suo studio, dove rimase per un po con la sola compagnia del suo segretario. Poi, quando
ritenne di aver concluso il suo compito, usc nel patio e ordin ai suoi uomini di seguirlo fino al palazzo
di Galcern Destorrent. Pretese a gran voce lobbedienza dei suoi servitori e riusc a farsi
accompagnare da cinque soldati. Ma, quando giunsero al palazzo del nobile, solo uno di loro arriv
insieme a lui fino al cortile, per cadere in combattimento subito dopo. Bernat si batt da solo contro i
cavalieri che proteggevano Galcern Destorrent, con lo stesso coraggio e la stessa audacia con cui
aveva affrontato le navi nemiche quando non era che un giovane corsaro. Ne fer due e stava per
affrontarne un terzo, quando un codardo gli assest una stoccata alle spalle, uccidendolo.
...
.
...
37.
...
.
...
Barcellona, settembre 1423.
...
Poco dopo la morte del conte di Navarcles, nel castello di Pescola dove si era rifugiato, era
morto ormai anziano anche lostinato papa scismatico Benedetto 13esimo. Se la Chiesa confidava nel fatto
che la sua morte avrebbe messo fine allo Scisma dOccidente, re Alfonso aveva tradito quelle speranze
permettendo ai due soli cardinali ancora fedeli a Benedetto di nominare un nuovo papa, Clemente Ottavo,
che a sua volta scelse e form un nuovo collegio cardinalizio.
In questo modo Alfonso aveva voluto lanciare un avvertimento a papa Martino, che aveva
continuato a cospirare contro di lui per allontanarlo dal regno di Napoli, che voleva consegnare al duca dAngi.
Ma re Alfonso non si era limitato alle pressioni diplomatiche o religiose, perch a queste aveva
sommato le vittorie sul campo: con larmata inviata dalla regina Maria, capitanata stavolta dal duca di
Cardona, aveva infatti riconquistato il regno di Napoli. Domenica 11 luglio 1423 nella cattedrale di
Barcellona era stata celebrata una messa solenne per commemorare la vittoria del re. Dopo la messa, la
regina Maria, accompagnata da nobili, probiviri, religiosi e dallintero popolo, era uscita in processione
diretta a Santa Maria del Mar.
Due mesi dopo, Hugo e Caterina, abbracciati luno allaltro, guardavano le vigne di Vilatorta,
che Merc vendemmiava in compagnia di suo figlio.
Questanno faremo un vino eccellente, sussurr Hugo con voce rotta.
Le risate di Merc e Arnau arrivavano nitide fino a loro, e anche oltre, dove vendemmiavano gli
altri: Pedro con sua moglie, Llcia, Simn e altri amici che si erano uniti alla festa.
Dopo la morte di Bernat, la regina Maria aveva convocato Galcern Destorrent esigendo la liberazione immediata di Merc.
Non so di cosa stiate parlando, vostra maest, aveva cercato di giustificarsi il nobiluomo.
A volte i re devono prendere decisioni ingiuste a vantaggio di un bene pi grande: il bene del
popolo, per esempio, o del sovrano stesso. La regina aveva taciuto per un istante, consapevole delle
concessioni che si era vista obbligata a fare per ottenere il finanziamento da parte delle Corti catalane.
Ne era valsa la pena: Alfonso aveva trionfato a Napoli. Colui che  stato un vittorioso ammiraglio
dellarmata catalana e che tanto ha aiutato mio marito, e prima ancora mio suocero, re Ferdinando, non
era certo in errore se ha trovato la morte chiedendo che gli consegnaste quella donna, aveva
continuato la regina alzando la voce, ferma, seria. Bernat Estanyol  morto sostenendo che era nelle
vostre mani, e io, la regina, onorando la sua memoria, gli credo.
Quelluomo dal collo grosso e la testa piccola aveva tentennato, farfugliando invano nuove giustificazioni.
Trovatela! gli aveva ordinato la regina. Sana e salva. Ne va della vostra vita.
Merc era riapparsa il giorno stesso in cui la regina aveva chiesto a Galcern Destorrent la sua
liberazione. Hugo avrebbe voluto denunciare il nobile, ma lufficiale del governatore gli aveva
consigliato di non farlo. Lascia perdere. Bernat  morto. Non cercare altri guai, gli aveva suggerito.
Tua figlia finalmente ha ottenuto quello che voleva.
In effetti, era vero. Pettinata con cura, profumata e vestita di seta, Merc era andata al funerale
di Bernat Estanyol, che si era tenuto a Santa Maria del Mar, mano nella mano con suo figlio. Hugo e
Caterina lavevano accompagnata, insieme a Pedro e a sua moglie, alla regina Maria e alla folla di
nobili e probiviri al suo seguito.
Oggi, lass... aveva esitato Hugo. Lass nel cielo, vedrai di sicuro che la Madonna sorride,
Bernat, aveva sussurrato quando la bara dellammiraglio era stata portata in chiesa.
Nel sentire le sue parole, il piccolo Arnau si era girato verso il nonno.
Me lo diceva sempre lui, aveva commentato con lingenuit di un bambino di sei anni. Ogni
volta che veniva in chiesa me la indicava e mi chiedeva: Lo vedi come sorride?
Ma certo, aveva risposto Hugo con la voce rotta dallemozione.
Caterina gli aveva stretto la mano e lui aveva scompigliato un po i capelli del bambino.
Dopo il funerale erano andati al palazzo di via de Marquet, dove Merc si era stabilita insieme a
suo figlio, con la sola compagnia dei servi che si occupavano della casa e del portone: non appena vi
aveva messo piede, infatti, aveva congedato i soldati.
Secondo il testamento dettato da Bernat il mattino stesso in cui era andato al palazzo di
Galcern per liberare Merc, dopo aver ucciso il soldato che laveva tradito, Arnau era lerede di tutti i
beni di suo padre, con la sola eccezione del lascito a favore del secondogenito, delle opere pie a favore
dei poveri, come ospedali e chiese, e di quanto necessario per le messe in suffragio: la sua, quella per i
suoi genitori, Arnau e Mar, e quella per Guerao. Aveva nominato Merc tutrice di Arnau finch lui non
avesse compiuto ventanni, e disposto inoltre che lei ritornasse in possesso della dote che un tempo le era stata promessa.
E per quanto riguarda la contessa? aveva chiesto Hugo al notaio, dando voce alla preoccupazione di sua figlia.
Lunico diritto della contessa... di Marta Destorrent, si era corretto il notaio,  quello che le
concede la legge: pu vivere un anno di lutto nel palazzo di via de Marquet, a spese dellerede. Non ha
nessun altro diritto. Bernat non le ha lasciato niente. Ha disposto solo la restituzione della sua dote.
Durante lanno di lutto, secondo le disposizioni del conte di Navarcles, il bambino vivr con tua figlia.
Un ministro della regina Maria, per, mi ha fatto sapere che Marta ha rinunciato a questo diritto. A
proposito, il conte ha disposto anche qualcosa a tuo favore, aveva aggiunto, con grande sorpresa di
Hugo. Due croats dargento. Ha deciso che non voleva finire sotto terra con questo debito.
Quel giorno di settembre, limmagine di Arnau e Merc che vendemmiavano sfum dallo
sguardo di Hugo a mano a mano che il profumo della terra, dei tralci e soprattutto del mosto evocava in
un vortice le vicissitudini che lavevano riportato a quelle vigne. Scacci i cattivi ricordi, ma un nodo
gli stringeva la gola. Si schiar la voce. Caterina si accorse di quanto era emozionato, e come se non
volesse immischiarsi in quel momento cos intimo, fece per liberarsi del suo abbraccio.
Vado ad aiutare Pedro e gli altri, cerc di giustificarsi.
Hugo rinsald labbraccio e la trattenne. Sono io che ho bisogno di averti accanto. Una moglie
deve stare con il proprio marito, ordin affettuosamente.
Lei lo strinse per la vita, gli si fece ancora pi vicina e insieme percorsero le vigne con lo
sguardo. Se lo merita, afferm Caterina, senza bisogno di fare il nome di Merc, che splendeva sotto
il sole irradiando allegria e vitalit.
Hugo annu prima di farla girare per darle un bacio sulla bocca. Anche tu te lo meriti, le disse poi.
Davanti a loro si apriva un futuro carico di speranze. Negli ultimi tempi, Merc aveva
riconosciuto gli sforzi e limpegno di Caterina per ottenere la sua libert e proteggere Arnau, e laveva
ringraziata. Qualunque riserva sulla donna che era stata schiava si era dissolta e le due finalmente si
volevano un bene incondizionato. Merc trasmise questo sentimento a suo figlio, che accett con
affetto quella nonna arrivata allimprovviso. Adesso erano veramente una famiglia, si rallegr Hugo. Mancava solo Barcha...
Una risata, acuta, infantile, lo riport alla realt. Hugo rabbrivid, commosso, nel vedere Merc che piangeva e insieme rideva, carica di sentimenti, mentre aiutava Arnau a scacciare le mosche che gli svolazzavano intorno, attratte dal succo zuccherino che aveva in faccia.
...
.
...
FINE.
...
.
...
Nota dellautore.
...
.
...
A cavallo tra il 14esimo e il 15esimo secolo, dopo il fiorire del quartiere della Ribera, con la Cattedrale del mare quale suo simbolo, Barcellona cominci a ingrandirsi sullaltro lato, quello del Raval, che rimase inglobato nella nuova cinta di difesa.
Le due costruzioni pi rappresentative di quel periodo sono probabilmente i cantieri reali e lospedale della Santa Croce. In quegli stessi cantieri troviamo il protagonista del romanzo, Hugo Llor, aiutante di uno schiavo genovese condannato a portare la palla al piede, dopo essere stato catturato nel corso della guerra intermittente che in quegli anni contrapponeva Genova a Barcellona. In realt le notizie su questi prigionieri di guerra si riferiscono al 1354, ossia a un periodo di poco antecedente a quello in cui il libro  ambientato.
.
Lospedale della Santa Croce, invece,  il luogo nel quale Hugo, anni
dopo, avrebbe lavorato come cantiniere. Entrambi gli edifici, in seguito sottoposti a diversi rifacimenti,
furono eretti inizialmente secondo i parametri del gotico catalano, lo stesso stile maestoso e sereno che
si pu apprezzare nella chiesa di Santa Maria del Mar e in tante altre opere medievali del quartiere gotico della citt.
Quasi cento anni prima dellespulsione degli ebrei dalla Spagna, decretata dai re cattolici Isabella di Castiglia e Ferdinando dAragona, gli abitanti di Barcellona, come quelli di molte altre citt della penisola iberica, assaltarono e distrussero il quartiere ebraico, uccidendo tutti gli ebrei che dopo la cattura rifiutarono di convertirsi alla fede cristiana. Gli studiosi sostengono che furono soprattutto le donne a immolarsi in difesa del loro credo.
Diversamente dai due monumentali complessi dei cantieri navali e dellospedale della Santa
Croce, gli ebrei convertiti costruirono a Barcellona una chiesa piccola, dedicata alla Santissima Trinit,
che nel tempo  stata in parte modificata ma che si trova ancora nel centro storico, in via de Ferran, con
il nuovo nome di parrocchia di Sant Jaume, assunto dopo la demolizione dellomonima chiesa con
loggia porticata di piazza Sant Jaume, avvenuta nel primo quarto del 19esimo secolo.
Se dunque non resta pi traccia di quella che fu la magnifica chiesa di Sant Jaume, la sorte di
quella del convento di Jonqueres, dove Arsenda entra a servizio come conversa e dove Regina si rifugia
in varie occasioni, fu diversa, anche se a met del 19esimo secolo rischi di essere demolita per ordine
della Giunta Rivoluzionaria, dopo lallontanamento delle monache di clausura eseguito nel 1835 in
ottemperanza al decreto di estinzione ed espropriazione degli ordini religiosi promulgato dal governo liberale.
Fortunatamente, oggi possiamo ancora ammirare questa costruzione gotica, con il suo atrio e il suo campanile, dal momento che fu trasportata e ricostruita pietra su pietra in via Arag, con il nome di Iglesia de la Concepcin.
Non  invece possibile ammirare i castelli di Navarcles e di Sabanell, entrambi frutto della fantasia dellautore.
La storia di Barcellona tra la fine del 15esimo secolo e linizio del seguente, ossia nellepoca in cui
 ambientato il romanzo,  quella di una tra le citt pi importanti del Mediterraneo, ed  quindi
strettamente intrecciata agli avvenimenti interni ed esteri di quel periodo tra i quali, in particolare,
ebbero significative conseguenze lavvicendamento dinastico in Catalogna, Aragona, Valencia e gli
altri regni e lo Scisma dOccidente, nonch le continue guerre per mantenere o ingrandire il territorio e
per difendere il primato e i privilegi commerciali della citt.
In questa lotta per il mantenimento dei privilegi, lalcalde di Barcellona ordin dimpiccare una
schiava che aveva presentato istanza di liberazione presso il tribunale del vescovo, adducendo la
propria condizione di cristiana a motivo della richiesta. In seguito allesecuzione della donna da parte
delle autorit civili, ordinata come esempio e monito a tutti gli altri schiavi, il vescovo scomunic lalcalde.
Martino Primo dAragona, detto lEcclesiastico o lUmano, fu lultimo re della Casa Condal di
Barcellona. A causa della sua obesit risultarono infatti infruttuosi i tentativi di generare un erede
legittimo grazie a ogni genere di pozione, procedura o marchingegno, come larnese che, secondo
qualche storico quasi coevo, il re utilizzava per riuscire a compiere latto sessuale con la moglie. La
possibilit di un avvelenamento come causa della morte di Martino, che nel romanzo avviene a opera di
Regina,  anchessa esplorata dalla storiografia; in effetti, da un punto di vista strettamente logico,
sembra quasi la teoria pi plausibile.
Come la stessa Merc argomenta nelle pagine del romanzo,  difficile credere che un monarca,
per malato che fosse, potesse rispondere con un semplice hoc (s) ai suggerimenti interessati dei
consiglieri barcellonesi, pur sapendo che lindomani Benedetto 13esimo avrebbe legittimato il nipote alla
successione. E risulta quindi poco verosimile che la morte del sovrano sia stata una mera coincidenza,
proprio la notte precedente alla legittimazione papale del nipote.
Gli interessi contrapposti scatenati dal decesso di Martino scatenarono la lotta per la corona che
si concluse con un arbitrato, a lungo considerato la soluzione pacifica raggiunta dai diversi regni
coinvolti per porre fine alla mancanza di un successore diretto. In epoca moderna, tuttavia, il cosiddetto
compromesso di Caspe  stato riletto alla luce di nuovi elementi, come i casi di corruzione che lo
accompagnarono, gli interessi della Chiesa  rappresentata da papa Benedetto 13esimo e dal fustigatore di
ebrei fra Vicente Ferrer, elevato agli onori degli altari  e, naturalmente, la minaccia della pressione
bellica esercitata dallinfante Ferdinando di Antequera.
In ogni caso, i catalani impedirono al conte di Urgell, il candidato naturale, quellassunzione di
potere che lavrebbe equiparato al pretendente castigliano, offrendo appoggio e sottomissione a un re
straniero che speravano di poter influenzare. Con questa incoronazione il pattismo catalano giungeva al
suo massimo splendore e le classi dirigenti dellepoca poterono approfittarne; una delle prime
conseguenze del compromesso di Caspe fu il peggioramento delle condizioni di vita degli agricoltori
vincolati alla terra, i servi della gleba o remenses.
.
Lo Scisma dOccidente, sostenuto dallantipapa Clemente Ottavo, successore di Benedetto 13esimo con lappoggio di Alfonso Quinto dAragona, ebbe fine nel 1429. Nel frattempo, il monarca accorreva in difesa dei diritti dei suoi fratelli, gli infanti Giovanni ed Enrico, trovandosi coinvolto in unassurda guerra contro la Castiglia, che lo dissanguava e lo distoglieva dal suo vero obiettivo: la conquista di Napoli.
.
Poco dopo Alfonso si riconcili con il papa Martino Quinto, che revoc i processi a suo carico e collabor alle trattative della pace con la Castiglia, firmata lanno seguente. Privo dellappoggio del re, il successore scismatico di Benedetto 13esimo, Clemente Ottavo, rinunci alla tiara e fu premiato con lepiscopato di Maiorca; dopo oltre cinquantanni la Chiesa dOccidente aveva ritrovato lunit sotto un unico papa: Martino.
.
Da parte sua Alfonso Quinto, dopo molte vicissitudini, riusc a conquistare il regno di Napoli solo nel 1442, dove rimase sino alla morte, avvenuta nel 1458. Se il vino fin per imporsi come bevanda ai barbari visigoti che avevano messo fine allImpero romano, ci si dovrebbe aspettare che i quasi otto secoli di dominazione musulmana seguiti in Spagna a quellinvasione avessero colpito la coltivazione della vite e la produzione del vino, visto il divieto di consumare alcol stabilito dallIslam. Tuttavia, gli studiosi di storia dellenologia sostengono che anche durante il dominio musulmano i cristiani continuarono a bere vino, imitati dagli stessi musulmani fino a quando interpretazioni pi strette delle norme coraniche portate dagli Almoravidi e dagli Almohadi ne sancirono il bando.
.
La cosa certa  che la situazione vitivinicola spagnola cui si riferiscono le fonti scritte dopo la Reconquista era ormai assai differente dalla cultura del vino che aveva caratterizzato la civilt romana e, di conseguenza, la penisola iberica. Anche senza essere esperti, il semplice confronto tra i vini medievali spagnoli, che si consumavano generalmente entro lanno e che in caso contrario inacidivano, con quelli italiani di Falerno e quelli descritti da Plinio e da altri autori romani, tra i quali predominavano le variet invecchiate, potrebbe indurre a pensare che davvero i quasi ottocento anni di
dominazione musulmana, con la relativa proibizione coranica, avessero colpito in modo sostanziale la nostra viticoltura.
.
In epoca medievale i riferimenti scritti allinvecchiamento del vino sono rari; e in effetti le dinamiche di vendita nei paesi e nelle citt, dove si vietava lingresso al prodotto forestiero sino allesaurimento delle scorte locali, autorizzano a concludere che i vini invecchiati e conservati in Catalogna fossero davvero pochi, nonostante gli sporadici richiami al vi vell, o vino vecchio. Riguardo allacquavite gli studi sono ancora pi scarsi, posto che i trattati dellepoca (di Arnau
de Vilanova o di Ramon Llull) citano laqua vitae come una sostanza quasi magica, alchemica ed esclusivamente curativa. Secondo gli esperti, il passaggio dalluso medicinale dellacquavite al suo consumo come liquore pu essere fissato in Italia tra il 1420 e il 1430, anche se alcuni autori lo ritardano al 16esimo secolo.
.
In ogni caso, nei trattati sul vino riferibili al periodo medievale sono descritti numerosissimi procedimenti per laggiunta di additivi come resine, pece, gesso o spezie, mentre non si cita mai laqua vitae, o acqua ardente, che nei secoli successivi sarebbe divenuta ladditivo prediletto per innalzare il grado alcolico dei vini e favorirne la conservazione.
Il romanzo sposa la tesi delluso dellacquavite come bevanda alcolica a partire dai primi decenni del 15esimo secolo, anticipando invece il suo impiego come additivo rispetto alla documentazione storica disponibile, anche se non si pu certo escludere che qualche astuto cantiniere avesse utilizzato tale tecnica anteriormente.
.
Per finire, voglio esprimere la mia gratitudine a mia moglie Carmen e alla mia editor, Ana Liars, per linteresse, il lavoro e il sostegno profusi nellopera, insieme a tutti coloro che ne hanno reso possibile la pubblicazione.
...
Barcellona, febbraio 2016.
...
.
...
FINE.